CAMPEGGIO CLUB VICENZA
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Martedi 05/08/08 Alle 18,30 ci troviamo al casello autostradale di Vicenza-Est per iniziare Le nostre vacanze: siamo in 3 equipaggi composti da Roberta e Paolo, Adriana e Franco, Patrizia, Marcello e Anna, rispettivamente con un Adria-Stargo con meccanica Sprinter-Mercedes, un Adria-Coral e un Elnagh-Slim entrambi con meccanica Fiat Ducato 2,8 Jtd, tutti mezzi rigorosamente di serie. Iniziamo il ns. viaggio via autostrada verso Bologna-Cesena per arrivare alle 20,30 a Bagno di Romagna dove ci sistemiamo per la notte nel parcheggio delle Terme. Approfittiamo del mercato serale del martedì per una passeggiata dopo cena tra le bancarelle della bella cittadina termale.
Mercoledi 06/08/08 Risveglio con comodo dopo una notte fresca e tranquilla, quindi dopo il caffé e gli acquisti di pane e viveri per la giornata riprendiamo la E45 in direzione sud; a Santo Stefano in Pieve conosciamo un punto vendita di tartufi neri locali e anche questa volta ne facciamo discreta scorta che poi porteremo per tutto il viaggio. Arriviamo verso mezzogiorno al Santuario dell’Averna, un posto mistico, molto bello con un fascino indescrivibile. Pranziamo nei nostri mezzi nel parcheggio attiguo al Santuario, trasferendoci poi nel pomeriggio a Sangemini dove nelle omonime fonti ci dissetiamo giocando come dei bambini a “gavettoni”. Riprendiamo che è ormai sera la strada verso Viterbo – Civitavecchia dove arriviamo alle 20,30: appena il tempo di una veloce cena, poi i controlli di polizia e l’imbarco sulla motonave Eurostar Salerno della Grimaldi. La nave è ovviamente affollata di Tunisini che rientrano in Patria per le ferie: purtroppo in brevissimo tempo diventa un accampamento con persone in ogni angolo per cui non ci resta che ritirarci nella nostra cabina.
Giovedi 07/08/08 La notte è passata tranquilla; la giornata si presenta bellissima e approfittiamo per un bagno di sole nel ponte della nave che oramai è impraticabile: persone bivaccate ovunque e molti rifiuti dappertutto. Alle 17,00 lo speaker annuncia il prossimo arrivo a Tunisi-La Goulette previsto per 18,00. Lo sbarco avviene piuttosto velocemente ma non altrettanto le operazioni doganali; alle 20,00 siamo comunque in terra Tunisina e incontriamo Mohamed, nostro amico e vice-presidente dell’associazione Granello di Sabbia che ci dà il benvenuto e al quale consegniamo alcuni alimenti per celiaci che lui consegnerà il giorno successivo ad alcuni bambini bisognosi di tali prodotti. Non mancano attorno ai nostri camper alcuni ragazzi che ci regalano in segno di benvenuto dei profumatissimi gelsomini e con pochi dinari la bandierina della Tunisia che attaccheremo ai nostri mezzi. Salutato Mohamed prendiamo in direzione Tunisi e da qui via autostrada velocemente arriviamo a Bizerta dove con gran fortuna troviamo subito il campeggio presso l’ostello della gioventù Rimel: ci sistemiamo sotto gli eucalipti, cena a base di cucina italiana e poi a nanna per la prima notte tunisina.
Venerdi 08/08/08 Un vecchio pulmino ci porta in centro città dove tra l’altro c’è il mercato; un signore abbastanza anziano diventa la nostra guida per la visita della medina. Fatte le spese quotidiane rientriamo in taxi al campeggio. Pomeriggio libero in riva al mare frequentato prevalentemente da Tunisini. Nel breve tratto di strada dal camping alla spiaggia vediamo una famigliola di cinghiali aggirarsi tra i bidoni di spazzatura, purtroppo spesso presente e al di fuori dei luoghi di raccolta. Cena a base di tre grossi pesci veramente buoni acquistati al mercato alla mattina.
Sabato 09/08/08 Partiamo a metà mattina in direzione Mateur; facciamo una ventina di chilometri su strada bianca impolverandoci per bene ed arriviamo nella cittadina dove c’è il souk settimanale. Soliti acquisti di pane e frutta per il fabbisogno giornaliero. Partiamo in direzione Tabarka deviando dopo Nefza sulla strada a destra che porta a “Le barrage de Siel Berrak” e finisce in un piccolo parcheggio quasi in spiaggia: il mare è bellissimo peccato che non c’è un filo d’ombra e siamo costretti a spostarci verso l’interno fermandoci a pranzo in mezzo alla foresta precedentemente attraversata all’ombra di enormi eucalipti e faggi. Ripartiamo verso Tabarka dove arriviamo dopo poco più di mezz’ora di strada. Visita della cittadina frequentata per lo più da turisti locali. Io e Franco approfittiamo per farci sbarbare dal locale barbiere e più tardi, visto che non ci sono grandi possibilità per la sosta notturna ci spostiamo in direzione Ain Draham dove troviamo ospitalità nel parcheggio del residence Panorama con possibilità di fare la doccia in una camera messaci a disposizione. La sera c’è un “mariage” per cui c’è un pò di trambusto che comunque poco dopo mezzanotte finisce. Piacevole la passeggiata nel paesino, rinomata località turistica di montagna.
Domenica 10/08/08 Partiamo poco dopo le nove in direzione Bulla Regia: molto bello il sito romano; abbiamo la fortuna di aggregarci ad un gruppo italiano con una guida che ci illustra nei particolari la bellissima città degli antichi romani. Riprendiamo la strada verso Dougga attraverso il valico che collega Bou Salem a Teborsouk fermandoci lungo il percorso all’ombra degli eucalipti per la pausa pranzo. Arriviamo a Dougga verso le 16 ma fa ancora troppo caldo per visitare i resti della vecchia città. Dopo una siesta nel bar del sito affrontiamo, con l’aiuto degli ombrelloni da mare per ripararci dal sole ancora alto, la visita, puntualmente abbordati da una guida locale, che dopo una breve contrattazione per il servizio, un pò frettolosamente ci fa fare il giro dei resti molto ben conservati, (non a caso è un bene patrimonio dell’Unesco). Ci dirigiamo che ormai è sera verso El Kef dove con qualche difficoltà troviamo da parcheggiare per la notte nell’area dell’Hotel El Medina( è buio per cui vedremo solo il giorno dopo che siamo parcheggiati in mezzo ai rifiuti). Notte fresca e tranquilla.
Lunedi 11/08/08 Al mattino sveglia di buonora (alle otto e mezza) e ci dividiamo in quanto la maggior parte del gruppo andrà a visitare il centro città mentre io e Franco partiamo prima in taxi poi a bordo di un pik-up in direzione delle terme romane di Mellegue distanti circa 25 Km e irraggiungibili in camper in quanto la strada è in rifacimento. Facciamo il bagno in questo “hamman” frequentato esclusivamente da tunisini, in un ambiente molto particolare rimasto fermo fin dai tempi dei romani. All’uscita una ragazzina dolcissima ci invita a vedere la sua “boutique” dove espone qualche vestito un pò retrò con qualche altra cianfrusaglia. La mamma della ragazzina ci vuole fare assaggiare qualcosa che estrae da un tovagliolino di carta; dopo i primi rifiuti, per educazione accettiamo un pezzettino di cibo colore marrone che sembrava cioccolato: in realtà, appena messo in bocca ci siamo resi conto che era fegato di montone essiccato al sole. Vi lasciamo immaginare la difficoltà nel deglutire quanto ingerito. Prima di mezzogiorno riprendiamo la strada in direzione Kasserine. Lungo il percorso pranzo ancora sotto l’ombra degli eucalipti, in compagnia di altri 6 camper provenienti dalla Toscana organizzati da un Tour Operetor, che tra l’altro troveremo successivamente in altre occasioni. La strada per un lungo tratto è in rifacimento per cui percorriamo diversi km in mezzo alla polvere e a volte su uno stretto e pericoloso rilevato largo poco di più della carreggiata dei nostri mezzi. Dopo Gafsa ci imbattiamo in un fortissimo temporale: la temperatura esterna scende repentinamente da 38 a 19 gradi. E’ una tempesta di acqua, vento e sabbia. Riusciamo velocemente ad evitare il tutto lasciandoci alle spalle un cielo nerissimo. Arriviamo a Tozeur che è quasi buio, con la temperatura esterna risalita a 40 gradi e con qualche difficoltà per trovare il camping in quanto il Beaux Reves è inagibile e non ci resta che andare al Belvedere che comunque è assai carino. Il gestore ci porta alla sorgente dell’oasi dove, anche se oramai è proprio buio, facciamo un bagno rigenerante. Cena a base di pasta all’italiana e notte piuttosto calda.
Martedi 12/08/08 Tozeur. Alle 9 in punto arrivano 2 calessi prenotati, la sera prima tramite il padrone del campeggio. E’ piacevole il giro dell’oasi, all’ombra di un enorme palmeto dove ci sono le più svariate qualità di frutta e verdura. Visitiamo con una guida il centro della medina e facciamo provvista di frutta, verdura e pane al mercato del centro città. Il ritorno al camping è un po’ difficoltoso in quanto il nostro cavallo bianco non ne vuole più sapere di andare avanti tanto che ad a un certo punto decidiamo di continuare a piedi verso il campeggio sotto il sole di mezzogiorno. Fa veramente caldo e fino alle quattro soffriamo: ci accorgeremo solo più tardi che di fronte al campeggio c’è un bar con delle sedie dentro il piccolo fiume che scorre accanto dove avremo potuto rinfrescarci.Nel tardo pomeriggio partiamo con un vecchio “Nissan Patrol” alla volta di Tamerza una delle oasi di montagna: lungo il percorso ci sorpassano molti fuoristrada dei tour organizzati per i turisti degli alberghi : i passeggeri sono perfettamente vestiti per l’occasione da “tuareg”. Il ns. mezzo è un po’ lento e ogni tanto l’autista deve spegnere l’aria condizionata per non surriscaldare il motore (forse abbiamo tirato un pò troppo nella contrattazione del prezzo) comunque arriviamo alla cascata, sovraffollata di jeep e relativi turisti. Comperiamo qualche ricordino nei numerosi banchetti e quindi riprendiamo la strada verso Chebika, altra piacevole oasi di montagna ma anch’essa molto frequentata dai turisti organizzati e con numerosi bambini che chiedono insistentemente “donne moi un dinaro”. Risaliamo nel nostro Patrol alla volta del deserto; l’esperienza è molto emozionante. Procediamo velocemente tra i sobbalzi della pista e la polvere dei più potenti Toyota e Nissan che ci superano in continuazione a destra e a sinistra nonostante i ns. incitamenti all’autista di dare gas: il motore più di tanto non va e il condizionatore ci ha definitivamente lasciato. Ecco le dune e posso assicurare che lo spettacolo è veramente eccezionale: è ormai il tramonto e la sabbia ha preso dei colori straordinari. Tentiamo con l’auto la salita di una grande duna, ma un po’ per la pendenza e un po’ per le grida di Adriana a metà salita l’autista desiste e torna indietro. Arriviamo sul set di “guerre stellari” che ormai il sole sta definitivamente tramontando in uno spettacolo di luci e colori. Foto di rito e quindi ancora pista verso Nefta dove arriviamo che è buio. Rientriamo in campeggio che sono le 21,00: veloce bagno rigenerante alla sorgente dell’oasi e quindi meritata cena dopo una giornata vissuta intensamente.
Mercoledi 13/08/08 Lasciamo il campeggio verso le 9 in direzione Nefta alle porte del Sahara dove arriviamo dopo una mezzora. Nefta è la città santa del Jerid conta una ventina di moschee, e una bella piazza al centro della medina dove prendiamo un caffè e una tipica bevanda a base di spremuta di limoni e dove ancora una volta il barbiere ci taglia la barba. Ci sono diversi bancarelle con in bella mostra rose del deserto di tutte le dimensioni che comperiamo a basso prezzo. Il ns. viaggio dovrebbe proseguire verso il confine Algerino e quindi verso Douz ma qualcuno dice alle nostre signore che il percorso non è adatto ai ns. mezzi: peccato perché questo itinerario si poteva tranquillamente fare come peraltro confermato dai 6 camper “organizzati” incontrati precedentemente che sono arrivati a Douz proprio da questa strada senza problemi di alcun genere. Decidiamo quindi di ripartire in direzione Toseur e di attraversare il lago salato Chott el Jerid in direzione Kebili. Il paesaggio è molto bello: ci fermiamo più volte per le foto di rito e per raccogliere il sale. Effettivamente lungo il percorso vediamo i miraggi del deserto. Il caldo si fa sentire nelle ore centrali del giorno: fuori sono 48 gradi. Ci fermiamo nei pressi del villaggio di Souk Lahad sotto l’ombra di alcuni alberi ma il caldo è tale che mangiamo in fretta qualche cosa con il motore acceso e il condizionatore a manetta. Ripartiamo quasi subito, facendo una breve deviazione verso i villaggi di Tombar e Telmine: qui troviamo una famigliola a bordo di un carretto trainato da un asino alla quale lasciamo qualche vestito e qualche giocattolo e che per riconoscenza ci dona un piatto di cus-cus; stessa scena un po’ più avanti dove da una casa lungo la strada esce una signora con la figlia che dopo avere ricevuto qualcosa che avevamo con noi ci saluta calorosamente regalandoci dei datteri. Proseguiamo verso Kebili e costeggiando ancora il Chott el Jerid arriviamo al villaggio di El Dergine dove abbiamo avuto l’incontro più forte di tutto il viaggio: ci fermiamo, vedendo una bimbetta seduta per terra, in prossimità di alcune capanne. Al nostro arresto in un baleno compare un’altro bimbo, mamma, sorelle, nonna e il padrone di casa in tunica tunisina. Grande festa per le cose che lasciamo e l’invito ad entrare nella loro modesta abitazione, senza mobili ma con molti tappeti a terra dove siamo invitati a sederci; ci viene offerta dell’acqua attinta da un pozzo che il padrone di casa ci mostra con grande orgoglio. La ragazza più giovane, Anja ha un telefonino per cui ci scambiamo i numeri e promettiamo di ritornare. Abbracci e ancora in camper verso il famoso camping Desert Club di Douz. Lungo il percorso facciamo ancora una breve deviazione verso il villaggio di El Sabria per vedere il forte ma dobbiamo desistere perché c’è troppa sabbia. Qui incrociamo una A112 targata Brescia con a bordo una simpatica famiglia che troveremo ancora più avanti. Arrivati al camping ci sistemiamo rapidamente e approfittiamo per una breve passeggiata in centro. Nonostante faccia ancora molto caldo l’appetito non manca per cui cena secondo le ns. tradizioni; durante la notte la temperatura resta piuttosto alta con qualche seria difficoltà per dormire.
Giovedi 14/08/08 All’alba siamo svegliati dal belare disperato di capre e pecore che vengono portate al macello, vicinissimo al campeggio. Passeggiamo nel vivacissimo mercato in un brulicare di persone, asini, capre, pecore e dromedari. Comperiamo un tappeto e ancora qualche oggetto che porteremo come ricordo. Anche oggi la giornata è piuttosto calda e siamo costretti, al rientro anticipato in campeggio per fare più docce in cerca di un po’ di refrigerio. Douz con il mercato del giovedì e le oasi nei dintorni è una località alquanto gradevole e molto frequentata da tutti i turisti che visitano la Tunisia. A metà pomeriggio dopo l’ennesima doccia riprendiamo il ns. viaggio in direzione Matmata: in più occasioni siamo costretti a fermarci per l’attraversamento della strada da parte di dromedari allo stato brado che pascolano liberamente. Facciamo qualche foto con sullo sfondo il deserto: all’altezza del bivio per Kasar Ghilane prendiamo un the con dei dolcetti fatti in casa che ci vengono offerti dai gestori della locanda che si trova proprio in corrispondenza dell’incrocio. Lasciamo qualche vestitino per il bimbetto figlio dei padroni di casa che ricambiano con una ulteriore porzione di biscotti. Qui ci dividiamo in quanto Marcello, Patrizia ed Anna proseguono verso Matmata (sono un po’ fifoni ed hanno troppo caldo) mentre io e Franco con rispettive consorti proseguiamo verso l’oasi. La strada e diritta come un fuso e ondeggia sulle colline formate dalle dune; ogni tanto c’è qualche banco di sabbia che invade la sede stradale ma che superiamo agevolmente; incrociamo qualche fuoristrada in senso contrario i cui conducenti ci fanno dei cenni, non capiamo se di saluto o di disapprovazione per l’avventurarsi con i nostri mezzi su questo percorso. Al successivo bivio per l’oasi ci dobbiamo fermare e prendere la rincorsa per superare il banco di sabbia che è più lungo degli altri, superato tra l’altro brillantemente. Arriviamo a Kasar Ghilane che sono ormai le 18,00 e dopo avere chiesto il permesso di parcheggiare nella proprietà di un venditore di carburante andiamo a piedi verso il cuore del palmeto: è una bella passeggiata di un paio di chilometri. Qui la pista è impraticabile per i nostri camper in quanto la sabbia è troppo alta e soffice e solo i fuoristrada o qualche mezzo leggero la possono percorrere. Ci godiamo lo spettacolo del tramonto tra le dune in uno scenario di colori spettacolare; solo dei fastidiosi quad rovinano un po’ l’incantesimo. Sul laghetto formato dalla sorgente facciamo un bagno ristoratore sorseggiando una bibita seduti al tavolo del bar adiacente alla pozza d’acqua. Anche qui numerosissimi sono i fuoristrada che accompagnano i turisti degli alberghi e dei villaggi all’oasi facendoli poi pernottare nelle tende berbere attrezzate con tanto di “aria condizionata” fatta funzionare da rumorosi gruppi elettrogeni. Ci incamminiamo verso i ns. mezzi che è buio ma per ns. fortuna si ferma la jeep della guardia nazionale il cui conducente molto gentilmente ci darà un passaggio evitandoci la lunga scarpinata del ritorno. L’idea era di fermarsi all’oasi per la notte, ma non riusciamo ad individuare un posto idoneo per cui decidiamo di ripartire verso Matmata dove ci aspettano Marcello e Patrizia: il viaggio di ritorno lo facciamo con un po’ di apprensione per il timore di trovarci davanti qualche dromedario che attraversa ma, fatto salvo l’insabbiamento del camper di Franco su una lingua di sabbia, risolto peraltro autonomamente con disinvoltura una volta rimesso in moto, tutto è proceduto regolarmente permettendoci di arrivare al parcheggio dell’Hotel Kausseila ancora in tempo per una fugace cena e per il meritato riposo.
Venerdi 15/08/08 Ci svegliamo presto in quanto essendo parcheggiati in pieno sole la temperatura all’interno del camper sta salendo rapidamente; ci spostiamo cercando inutilmente un po’ d’ombra ma siamo costretti ad uscire dai mezzi velocemente. Un ragazzo dell’albergo, che Anna ha conosciuto la sera prima, sarà la nostra guida per la visita delle case troglodite costruite dai berberi di Matmata sotto terra per ripararsi dal caldo torrido dell’estate o dal freddo intenso dell’inverno. Sono circa settecento i crateri che costituiscono altrettanti nuclei abitativi. Partiamo in tarda mattinata in direzione Medenine attraverso una strada di montagna molto panoramica; superiamo Medenine dove facciamo rifornimento di carburante e un prelievo al bancomat proseguendo in direzione Zarzis dove era segnalato un camping che nessuno conosce e che non troveremo. Sosta per il pranzo in riva al mare nei pressi di El Kantara e da qui proseguiamo verso Jerba dove ci fermiamo in prossimità di Aghir presso il “Centro di vacanza” che offre 4 piazzole in cemento fronte mare. Logisticamente il posto è molto bello, praticamente in spiaggia, peccato che i servizi sono inavvicinabili tanto sono sporchi e malridotti . Ci sistemiamo, breve passeggiata e lungo bagno in mare.
Sabato 16/08/08 Con un taxi andiamo a Midoun dove facciamo provvista di pesce e frutta. Giornata di relax, bagni di sole e di mare e battesimo dell’aria in volo con il paracadute trainato dal motoscafo. Lunga passeggiata nel pomeriggio: nei tratti di spiaggia libera che si trovano tra i villaggi turistici ci sono numerose famiglie di tunisini che passano la giornata in riva al mare: qui incontriamo una signora con una piccola bambina alla quale regaliamo una bambolina che ci ricambia con grandi sorrisi. Nello stesso campeggio incontriamo un camper di Bologna con equipaggio composto da mamma e figlio che poi ritroveremo a Tatouine e a Nabeul.
Domenica 17/08/08 Ancora mare e sole fino a metà pomeriggio,e poi partenza verso Tatouine. Traghettiamo nei pressi di Ajim e percorriamo la strada nuovamente verso Medenine: incontriamo numerosi matrimoni alcuni dei quali ci costringono a fermarci in quanto gli invitati in corteo occupano la sede stradale. Arriviamo dritti all’albergo Mabrouk (scoprirò che il navigatore mi dà anche i riferimenti di alberghi e camping) dove ci sistemiamo nel parcheggio. Dopo cena approfittiamo del giardino dell’hotel per prendere una bibita assistendo anche qui ad un “mariage”.
Lunedi 18/08/08 A bordo di 2 taxi gialli andiamo in centro paese dove oggi c’è il mercato; colazione a base di corna di gazzella (un dolce tipico del posto) e bevanda a base di succo di limone e poi shopping tra i banchi del mercato. Acquistiamo varie cose tra cui un secchio in latta fatto a mano, una lunga corona di fichi secchi, del grano che l’addetto al mulino macinerà facendolo diventare semola per il cus-cus, nonché le solite compere di pane, pesce, frutta e verdura. Pranziamo fuori dai camper all’ombra di un eucalipto ma il caldo è tosto. Per rinfrescarci un po’ andiamo nella hall dell’albergo e approfittiamo della messa a disposizione di una camera e della relativa doccia. Verso le 17 partiamo alla volta di Chenini non prima di avere visitatola casbah di Tatouine: il paesaggio è molto bello. Arrivati a Chenini veniamo subito intercettati da una pseudo guida che ci accompagnerà nella visita della località di montagna. Anche qui non riusciamo a resistere all’acquisto di qualche ricordino ripartendo con il sole che sta per tramontare in uno scenario di colori spettacolari alla volta di Gabes. Anche in questo tratto di strada ci sono molti bambini che ci salutano sbracciandosi fuori dalle loro abitazioni. Lungo il percorso, visto che è ormai ora di cena ci fermiamo a mangiare della pecora, cotta al momento, su un braciere a carbone. Arriviamo diritti sempre grazie al fedele navigatore all’Ostello della gioventù di Gabes dove ritroviamo la famiglia di Bresciani con la A112.
Martedi 19/08/08 Al mattino visita della medina e del mercato cittadino e anche qui ovviamente qualche compera. Al pomeriggio dopo un breve riposino una lunga passeggiata ci porta in riva al mare, dove c’è una trascurata spiaggia frequentata solo da tunisini. Per cena tentiamo la ricetta del cus-cus ma il risultato è un po’ deludente in quanto molto probabilmente abbiamo sbagliato qualcosa: è uscita una specie di polenta sicuramente diversa dal vero cus-cus., ma in compenso verdure e pollo erano veramente buoni. Anche qui abbiamo conosciuto un ragazzo locale, molto disponibile e gentile: con lui abbiamo chiacchierato a lungo, ci ha fatto a tutti dei tatuaggi con l’hennè e prima di ripartire ci siamo scambiati i numeri di telefono e gli indirizzi.
Mercoledi 20/08/08 Partiamo in direzione Sfax dove arriviamo che è quasi mezzogiorno: la città è piuttosto caotica; parcheggiamo lungo un viale a ridosso delle mura dalla città; visitiamo la medina ma anche qui fa parecchio caldo. Trasferimento a El Jem dove dopo avere visitato il colosseo ci sistemiamo nel vicino parcheggio. Il custode ci fa visitare la nuova sede del Municipio in fase di ristrutturazione. Ricca cena e notte fresca tanto da prendermi un raffreddore.
Giovedi 21/08/08 Ci dividiamo dall’equipaggio di Marcello e Patrizia perché loro hanno la nave il 24 e vogliono vedere con un po’ di calma Kairouan la città santa della Tunisia. Noi ci dirigiamo invece verso Madia. A Salakta andiamo a trovare Mohamed al quale lasciamo gli ultimi capi di vestiario che ci sono rimasti e che lui consegnerà nei giorni successivi ad alcune famiglie gia visitate da GDS. Assieme al figlio più grande di Mohamed andiamo a visitare il centro città alquanto carino. Approfittiamo del mercato del pesce per comperare una grande cernia che però non sarà particolarmente buona. Pranzo con bagno in riva al mare con partenza nel primo pomeriggio in direzione El Jem-Kairojan dove arriviamo dopo avere percorso una diritta strada in rifacimento tra nuvole di polvere e un caldo insopportabile. Appena arrivati in città ci affianca un motorino con un signore che diventerà la ns. guida. Anche qui forse tiriamo un po’ troppo sul compenso da dare per il servizio per cui la visita sarà abbastanza veloce e la pseudo guida diventerà anche scortese dopo il ns. rifiuto di visitare la “casa del governatore” che altro non era che un negozio di tappeti. Veloce trasferimento, in parte in autostrada, a Nabeul dove arriviamo praticamente insieme a Marcello e Patrizia e dove ci sistemiamo nel bel campeggio Les Jasmins, gestito da un simpatico Signore di Desenzano. Qui ritroviamo nuovamente la famiglia di Brescia e la Signora di Bologna.
Venerdi 22/08/08 Con l’autobus andiamo a Nabeul dove oggi è giorno di mercato: il centro è strapieno di gente e di bancarelle con mercanzie di tutti i tipi anche se prevalentemente tutto per i turisti dei vicini villaggi e alberghi. E comunque piacevole passeggiare in mezzo a questa confusione tanto che il tempo vola. Rientriamo in campeggio con un taxi e, dopo pranzo pomeriggio di mare e sole… relax completo.
Sabato 23/08/08 Il raffreddore si fa sentire per cui io e Roberta decidiamo di restare a Nabeul mentre Franco, Marcello e rispettive mogli andranno a Tunisi. Facciamo ancora una breve passeggiata in centro città per poi rientrare velocemente in campeggio. Cena di fine vacanza per Marcello, Patrizia ed Anna che domani devono prendere la nave per rientrare in Italia. Domenica 24/08/08 Visitiamo Hammamet, con la sua gradevole medina e poi un trenino ci porta nella zona turistica dove alberghi e villaggi la fanno da padroni. Cena nel ristorante del campeggio, buona e a buon prezzo.
Lunedi 25/08/08 Andiamo in direzione nord verso Cap Bon; a Kelibia giriamo ancora una volta tra i banchi del souk; a fianco di un villaggio turistico frequentato prevalentemente da italiani troviamo un posto in spiaggia da vero plein air con un mare stupendo: unico neo che anche qui la spiaggia è molto sporca: peccato perchè il posto sarebbe eccezionale. Prendiamo la strada verso Tunisi per dirigerci verso Sidi-Bou-Said dove ci sistemiamo nel parcheggio a pagamento in riva al mare. Notte fresca e tranquilla.
Martedi 26/08/08 Piacevole passeggiata fino in centro città: molto frequentata, particolarmente curata e ricca di elementi architettonici Sidi è una sorta di terrazza sul mare e sicuramente è una città indimenticabile. Splendida è la dimora “il Dar el Annali” del XVIII secolo in stile arabo-musulmano. Ci spostiamo con il treno a La Goulette dove finiamo in bellezza pranzando al ristorante ”Mamie Lily” segnalato dalla guida Routard che francamente ci lascia un po’ delusi. Rientriamo con un taxi ai camper e dopo un buon caffè all’italiana ci resta ancora il tempo per una corsa veloce a Tunisi dove parcheggiamo vicino alla stazione dei treni. Breve passeggiata per le vie del centro, succo d’arancia per finire gli ultimi dinari e…stavolta dobbiamo proprio andare verso il porto. Grande caos, tante auto e altrettanti tunisini che rientrano al lavoro dopo le ferie. Finalmente riusciamo a varcare il cancello della dogana per i controlli di rito a dire il vero meticolosi e conseguentemente molto lunghi. Qui,… ahimè…, l’unico spiacevole imprevisto di tutto il nostro viaggio in Tunisia: da sotto il camper di Franco ed Adriana viene tirato fuori a forza dai poliziotti un ragazzo di ca. 20 anni, in pantaloncini corti, maglietta ed infradito che non sappiamo come si fosse sistemato sotto il pianale del mezzo per tentare di raggiungere clandestinamente l’Italia. Sono stati dei momenti piuttosto drammatici e concitati, con Franco ed Adriana che poi si sono dovuti recare in più uffici di polizia per i verbali del caso. Alla fine dopo più di un’ora ci siamo imbarcati sulla motonave Salerno, ma.. assicuriamo con molto amaro in bocca. E’ inimmaginabile che, in un paese geograficamente così vicino a noi ci possano essere delle persone talmente disperate da tentare impossibili fughe (i controlli sono stati ben 6 per cui sarebbe stato molto improbabile che quel povero ragazzo fosse passato senza essere scoperto). La nave partirà un po’ in ritardo, comunque siamo in cabina e con un bicchierino di grappa cerchiamo di sconfiggere la tristezza che ci ha lasciato l’esperienza appena vissuta.
Mercoledi 27/08/08 Giornata di navigazione: mare tranquillo, sole e caos come all’andata. Passiamo quasi tutto il giorno in cabina. Arriviamo in porto a Civitavecchia verso le 18,00 ma le ruote toccheranno terra italiana solo alle 20,00. Veloci andiamo in direzione Montefiascone dove conosciamo un ristorante che prepara una stupenda “matriciana” per ritornare alle… nostre abitudini. Dormiamo in area di sosta in autostrada. Giovedi 28/08/08 Sveglia alle 8,00 e speditamente prendiamo la strada di casa. E’ finita una vacanza che difficilmente riusciremo a dimenticare, per le tante cose che abbiamo visto, per le persone che abbiamo conosciuto, per il caldo che abbiamo sopportato e per l’esperienza che abbiamo acquisito conoscendo uno stato che geograficamente è molto vicino a noi ma che per tradizioni, religione, usi e costumi è molto lontano dalle nostre consuetudini.
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