CAMPEGGIO CLUB

VICENZA

 

 

   

VIAGGIO IN SPAGNA

 

( a cura di Umberto Cavaggion )

 

 

 

PERIODO : DAL 3 AGOSTO AL 25 AGOSTO 2001

   

EQUIPAGGIO :

 

Giulia, Martina, Annamaria e Umberto Cavaggion

 

 

 

                                                  

 

 

APPUNTI DI VIAGGIO

 

VENERDI 3/8 Alle 14 si parte per la prima semi - tappa del ns. viaggio con destinazione Spagna. Pomeriggio afoso, uno dei tanti della calda estate 2001. In previsione del probabile traffico intenso di questo week-end, che per la maggior parte delle persone darà inizio alle ferie decidiamo di evitare la costa ligure e di sconfinare in Francia dal valico del Monginevro.

La A4 ci porta a Brescia; poiché la tratta è grosso modo della medesima lunghezza decidiamo di percorrere - anziché la classica Milano/Torino – la A21 in direzione Cremona/Piacenza (pedaggio Lit. 17.500 da Vicenza).

Si prosegue per Voghera, Alessandria ed Asti : il tempo come da previsioni meteo peggiora e comincia a piovere; pioggia che diventa vero e proprio temporale nei pressi di Torino (altre Lit. 17.500 di pedaggio da Piacenza).

Superiamo i due brevi tratti a pagamento (1.700 + 2.000) della circonvallazione a sud del capoluogo piemontese e proseguiamo sulla A32 verso il Frejus; ancora pioggia in direzione si Susa e Oulx dove lasciamo l’autostrada e le sue frequenti e lunghe gallerie (altro esborso di 7.000 + 9.000 lire).

La strada verso Cesana è tortuosa e parzialmente in rifacimento ma con scarso traffico e poi alcuni km di impegnativa salita verso Claviere ed il colle del Monginevro. Subito dopo il confine ci sistemiamo nell’ampio parcheggio per camper – ci saranno almeno 40 mezzi! - ; sono le 20:15 c’è nebbia e umidità, ma finalmente fa fresco!

Abbiamo percorso i primi 476 km.

 

SABATO 4/8 Dopo tante notti insonni per la cappa di umidità insopportabile della città, qui si è riposato proprio bene. Nuvole basse di umidità anche questa mattina quando, alle 8, ci mettiamo in viaggio per quella che sarà una lunga tappa. I primi 13 km. ci portano a Briançon; prendiamo a sinistra la strada 94 in direzione di Argentière la Bassée e Savines le Lac (km. 59 da Briançon).

Il colore blu del bel lago – la strada attraversa proprio il lago di Serre Poncon – è messo in risalto dal sole che nel frattempo ha dissolto la nuvolaglia.

Lasciamo a sinistra le indicazioni per Gap e attraverso le località di Tallard, La Soulce e Sisteron puntiamo verso il sud della Provenza.

La strada nr. 85 dopo il vivace centro di Sisteron (km. 117 da Briançon) corre parallela all’autostrada E712 – A51 e costeggia il corso del fiume Durance; da qui altri 100 km. ca. ci portano ad Aix en – Provence dove ci fermiamo in un parcheggio per un veloce spuntino.

Nell’attraversamento di questa città devo "subire" uno dei famosi e micidiali dossi anti velocità tipici della Francia; fortunatamente si andava piano ma nonostante la pronta frenata il "salto" è stato notevole tanto da causare l’apertura dei pensili e la conseguente caduta del contenuto sul pavimento del camper!

Proseguiamo sempre sulla nazionale E80 – 113 per Salon en – Provence (km. 32 da Aix), Arles (altri 43 km.) e, costeggiando il parco della Camargue, verso Lunel e Montpellier (in tutto 145 km. da Aix).

Nell’attraversamento di Montpellier in luogo delle tradizionali rotatorie troviamo un’infinità di semafori – mai sincronizzati – e conseguenti lunghe e frequenti code d’auto a causa del traffico intenso di questa fine settimana.

Il pomeriggio è caldo e assolato; molte auto con targa italiana in giro! In realtà gli incredibili e voluminosi carichi sui tetti delle vetture ci confermano come costoro siano extra - comunitari (marocchini) che stanno raggiungendo il sud della Spagna per rientrare nello stato d’origine.

Costeggiamo la laguna di Mèze e i molti allevamenti d’ostriche e, sempre per la strada nr. 113 ci portiamo in direzione di Pèzenas, Béziers e Narbonne, a poco più di 100 km. da Montpellier.

Qui entriamo in autostrada sia per recuperare un po’ di tempo (ormai è pomeriggio inoltrato) perso per il traffico veramente intenso, sia soprattutto per usufruire per la notte dell’area di sosta "Village Catalan" che si trova appunto a circa 15 km. dalla frontiera franco – spagnola.

Bella scelta! Nei pressi di Perpignano incappiamo in una colonna di mezzi lunga 14 km. a causa del traffico notevole verso la Spagna; e meno male che poteva anche andare peggio perché le informazioni radiofoniche raccontavano come poco prima la coda raggiungesse più di 20 km!

Il sole è ormai al tramonto ma prima del sopraggiungere del buio possiamo scorgere numerosi "mulini eolici" posti lungo la costa.

L’area di sosta "Le Village Catalan" è bella e spaziosa come ci era stato indicato; il leggero e fresco venticello che scende dai contrafforti pirenaici rende – dopo il caldo sofferto durante la giornata – il clima ideale per il riposo notturno.

Oggi abbiamo percorso ben 602 km. per un primo totale parziale progressivo di km. 1.078 da Vicenza.

 

DOMENICA 5/8 Ottima nottata. Prima di partire usufruiamo dell’ottimo camper – service presente nell’area di servizio.

Ci mettiamo in marcia verso la 9 ed in circa 15 km. di leggera salita arriviamo al valico franco – spagnolo ed alla barriera autostradale dove, per il tratto Narbonne/frontiera paghiamo 59 franchi francesi.

Subito dopo si accede sull’autostrada A7 della rete stradale spagnola che con tratti altalenanti, passando le cittadine di Figueras e Gerona ci porta a Barcellona (circa 145 km. per un costo di 1.370 pesetas).

Il cielo è nuvoloso e per il momento il clima è ottimale; l’aggiramento della città per la tangenziale ci costa 180 Ptas. Decidiamo di uscire a Gavà anche per vedere dove sono i campeggi nei quali faremo base al ritorno per visitare Barcellona: probabilmente sbagliamo strada e perciò non li troviamo.

Seguiamo la strada costiera e passiamo per Castelldefels (lunga spiaggia) e poi, con strada molto tortuosa, alta e panoramica sul mare, per Sitges.

Qui seguendo le indicazioni rientriamo in autostrada (A7) per uscire un po’ prima di Tarragona (due tratte a pedaggio da 300 e 180 Ptas); nel frattempo la giornata si è rasserenata ed è comparso il caldo.

Il traffico in entrata è molto intenso ma d’altronde anche qui è festa e conseguentemente è cospicuo lo spostamento dei gitanti domenicali.

Tarragona offre contrasti forti: da un lato le belle spiagge della costa Dorada e subito all’interno le ciminiere degli stabilimenti petrolchimici.

Una comoda tangenziale ci porta a Reus: da qui la strada 420 si inerpica subito sui monti dell’entroterra fino al passo Coll de la Teixeta (mt. 546 sul mare) con tratti tortuosi ed in parte in rifacimento.

Sul crinale montano, ancora con buona vegetazione, c’è una lunga fila di "mulini a vento"; segue una lunga discesa e si transita per le piccole cittadine di Falset – Mora d’Ebre, Gandesa e Calaceite, anonime e con poca gente in giro, tra terreni ad uliveti e mandorli.

Si giunge ad Alcaniz – circa 150 km. da Tarragona – cittadina dominata dal Castillo de los Calatravos: il campeggio "La Estanca" si trova a circa 5 km. fuori dal centro in direzione di Saragozza e si trova annesso ad un club nautico sulle sponde di un piccolo specchio d’acqua.

Poca gente in campeggio, tra ulivi: c’è una buona piscina, frequentata anche da esterni e i servizi sono di recente costruzione e puliti.

Caldo, ma al tramonto l’aria si rinfresca notevolmente e ci si gode una splendida notte stellata.

Mi sono accorto che il "dosso" di Aix en – Provence ha lasciato il segno! –, Infatti, il gradino sta perdendo la propria copertura (sono saltati i rivetti) e pertanto si provvede ad una riparazione di fortuna legando il tutto con un buon cordino da veranda.

Oggi abbiamo percorso 442 km. per un totale parziale di km. 1.520.

 

LUNEDI’ 6/8 Nessuna nuvola in cielo, e non appena saldato il conto del soggiorno (2.320 Ptas) ci mettiamo in marcia. A poche centinaia di mt. prendiamo a destra per la "carretera" nazionale N211 – N420 in direzione del paese di Calanda (che sarebbe una località come tante se non fosse che ha dato i natali al famoso regista L. Bunuel) e attraverso lande desolate e aride – ma quante carcasse di animali lungo la strada! – giungiamo a Montalban, a circa 80 km. da Alcaniz.

Poco dopo questo centro, situato in una stretta valle con il terreno di un forte colore rossastro, prendiamo a sinistra la N420 che in pochi km. di strada molto bella e ampia porta al P.to de San Just a circa 1.400 mt. di quota; qui l’aria è veramente frizzante e sono numerosi i generatori eolici allineati sul crinale montuoso.

Purtroppo, se non lungo la carreggiata opposta, non ci sono piazzole adatte alla sosta; veloce e facile discesa e si risale nuovamente al vicino P.todel Esquinaze (1.370 mt.). dopo questo passo, su un lungo altipiano, troviamo finalmente spazio per una breve tappa.

Le aride ondulazioni si susseguono fino a Teruel (km. 85 da Montalban); a Teruel giungiamo verso le 13, nel momento forse peggiore per il traffico notevole e la conseguente difficoltà di parcheggio. Un acquisto "al volo" di frutta, un occhiata veloce alle costruzioni in stile mudejar del nucleo storico che si intravede e proseguiamo verso sud, sempre sulla nazionale 420.

Continuiamo a viaggiare sempre sui 1.000 mt. di quota ma con frequenti impennate, secche ma fortunatamente brevi, e attraversiamo i silenziosi paesi di Mas de Jacinto, Canete e Carboneras.

Un’ultima breve ma facile salita al P.to de Rocho e giungiamo a Cuenca tra enormi distese di girasole. Il sole picchia forte e, come sempre verso le 16, la temperatura all’interno del camper comincia a salire oltre i 35°, anche con i finestrini ben aperti!

Decidiamo di visitare il centro città domattina con il "fresco"; accontentiamo Giulia e proseguiamo verso nord in direzione della località "Ciudad Encantada" (a circa 30 km. da Cuenca). E’ un posto caratteristico con le rocce forgiate in varie forme dal vento e dall’erosione delle piogge. Si sperava in qualcosa di più interessante, comunque (300 Ptas di entrata a persona).

Il piazzale sterrato e polveroso potrebbe prestarsi – se in più equipaggi – anche ad un’eventuale sosta notturna.

Ritorniamo indietro e a circa 6 km. dal centro di Cuenca ci fermiamo a destra presso il camping omonimo che avevamo visto nell’andata. Il campeggio è molto affollato e, nonostante ci fosse stato detto di sistemarci a piacimento, abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare una piazzola libera! Ci sarebbe una bella piscina, ma la sera è ormai inoltrata e così le ragazze devono rinunciare ad una bella nuotata.

C’è un vento sostenuto e la notte diventa limpida e fresca, d’altronde siamo sempre sui 1.000 mt. di quota, quindi in montagna.

Oggi abbiamo percorso 385 km. per un totale parziale progressivo di km. 1.905.

 

MARTEDI’ 7/8 Ottima giornata e fresco nelle prime ore del mattino. Il conto del camping è stato 3.450 Ptas. In pochi minuti ci portiamo al centro città :

seguiamo dapprima le indicazioni per il "Casco antiguo" e successivamente quelle per il "Barrio Castillo".

La strada diventa molto stretta; si passa davanti alla Cattedrale e, dopo aver passato un angusto portale in pietra, si previene ad un comodo parcheggio gratuito; bel posto panoramico sulla città e sulle caratteristiche "Casas colgadas".

Doverosa passeggiata per le viuzze di questa parte "alta" di Cuenca ed alla maestosa cattedrale gotica.

Verso le 11 ci dirigiamo a sud – strada N420 – con percorso vario; si alternano infatti terreni aridi, campi di girasole, vigne bassissime e angoli molto verdi con abbondante vegetazione.

Si toccano vari centri che sembrano tutti uguali: S. Lorenzo de la Parrilla, Olivares de Jucar e La Almarcha (a circa 54 km. da Cuenca).

Qui il terreno diventa veramente desertico ed in lontananza sulle colline si stagliano i primi mulini a vento a confermarci che siamo prossimi alla "Strada di Don Chisciotte".

Ci fermiamo nel centro di Mota del Cuervo (a 108 km. da Cuenca) e qui facciamo le prime foto con i bianchissimi mulini sotto un sole abbacinante!.

Proseguiamo verso le località di Pedro Munoz – sembra proprio Messico ! – Campo de Criptana e Alcazar de S. Juan (km. 36 da Mota).

Sulla strada secondaria CM400 attraversando i centri di Villafranca de los Caballeros e Madridejos ci portiamo a Consuegra (FOTO), il posto più bello e fotogenico per il paesaggio dei mulini a vento! (km. 73 da Mota del Cuervo).

Si è nel frattempo alzato un forte vento caldo da sud che toglie quasi il respiro! Sia in camper che all’esterno il termometro viaggia verso i 39°!

A questo punto puntiamo nuovamente in direzione nord verso Madrid (Toledo sarebbe vicina ma ci andremo tra due giorni) percorrendo per ca. 100 km. la superstrada gratuita N4 – E05.

In località Getafe, ad una decina di km. dalla metropoli Castigliana, si trova il campeggio "Alpha" (non uscire all’indicazione per Getafe ma proseguire sulla superstrada per un altro km. e si trova il simbolo del campeggio).

Il campeggio ha una buona piscina gratuita, dei servizi… decenti, ma le piazzole sono piuttosto sporche e conseguentemente molte mosche! Alla parte estrema del camping c’è qualcosa che assomiglia ad un camper – service (canna per acqua potabile e griglia di scarico di contenute dimensioni): io……ho fatto quello che mi serviva!

Caldo afoso fino a tardi ma per fortuna poi si riesce a riposare.

I km. odierni sono stati 352 per un totale progressivo di km. 2.257.

Domani il mezzo riposerà mentre noi visiteremo la Capitale.

 

MERCOLEDI’ 8/8 Il Camping "Alpha" pur essendo abbastanza decentrato é collegato al centro di Madrid da un servizio di autobus + metropolitana.

Il camping tuttavia effettua un servizio di trasporto da/per Madrid (un pulmino da 8 posti) al costo di 800 pesetas/persona in andata e ritorno.

Sicuramente il costo è superiore rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici ma la comodità è notevole; pertanto prenotiamo la corsa in andata per le 8: 45 ed in circa 25 minuti, tra corse in tangenziale e nel caotico traffico cittadino, il mezzo ci scarica davanti al museo del Prado.

L’autista ci verrà a riprendere qui alle ore 18.

Fuori il museo c’è una lunga fila di persone in attesa di accedere alla biglietteria, però a noi non interessa dato che lo avevamo già visto in passato (forse una "rinfrescatina" alla memoria poteva starci ma le ragazze stavolta non erano molto interessate).

Ci avviamo pertanto a piedi lungo la carr. De S. Jeronimo e ci portiamo fino alla Piazza Puerta del Sol; non è sicuramente una piazza da ricordare per particolare bellezza ma è una delle più note ed amate della Capitale.

Proseguiamo lungo la lunga calle del Arenal fino alla Plaza de Oriente, sulla quale si affaccia il Palazzo Reale.

L’entrata è gratuita, non ce l’aspettavamo, e iniziamo la visita ai vari saloni che ricordano, per gusto e decori, (comunque senz’altro meno lussuosi) la reggia di Versailles.

Ci spostiamo poi alla confinante plaza da la Armeria e visitiamo la Real Armérie (veramente splendide le armature) e quindi la Real Oficina de Farmacia.

Usciamo, e ci incamminiamo lungo la calle Mayor per giungere poi alla celebre Plaza Mayor, luogo piacevole con numerosi negozi, caffè, etc.

La passeggiata continua nella zona pedonale a lato della Puerta del Sol, lungo la calle Preciados e la calle Carmen: numerosi ed eleganti negozi ma il lusso esposto contrasta molto con i barboni che nei pressi dormono per terra o chiedono l’elemosina. Accontentiamo Giulia, purtroppo, facendo lo spuntino a metà giornata in un Mc Donald’s, dove un solerte vigilante ci invita più volte a tenere ben sotto controllo le borse e l’attrezzatura fotografica.

Torniamo verso il Prado e ci rechiamo al retrostante Parque del Retiro, polmone verde di Madrid, in cerca di frescura: ci delude molto in quanto, almeno la parte da noi vista, è molto sporca.

Scendiamo lungo il viale Paseo del Prado fino alla Plaza de l’Imperador Carlos V, su cui si affaccia la stazione di Atocha, dove ci fermiamo al tavolino di un bar all’aperto per una bibita rinfrescante. Una considerazione: ma perché tutti i bar e i locali in genere, hanno regolarmente i cestini per i rifiuti vuoti e i pavimenti pieni di immondizie ????

Risaliamo la Ronda de Atocha e, percorrendo strade interne ci riportiamo nei pressi del Prado, dove alle 18 precise un "figo" locale con tanto di bandana in testa ci preleva e ci riporta al camping. Piscina per le ragazze, doccia rigenerante per i genitori, e salutare pastasciutta per tutti.

 

GIOVEDI’ 9/8 Il soggiorno di 2 notti al camping Alpha ci costa in tutto 10.379 pesetas. Stamattina ce la prendiamo senza troppa fretta in quanto Toledo è meta comoda.

Infatti la superstrada N401 ci conduce in poco più di un’ora a Toledo; all’entrata della città ci teniamo sulla destra e facilmente troviamo il camping Circo Romano che si trova proprio vicino ad alcuni resti murari di quell’epoca.

Facciamo prima un po’ di spesa in una vicina zona commerciale – comodo parcheggio – ed entriamo in camping : c’è una bella piscina, a pagamento (è aperta a tutti), ma si presenta piuttosto vetusto: servizi… spartani e poche prese per l’allacciamento elettrico nelle piazzole, tanto da dovere arrangiarci con prese multiple e condividere l’attacco con una famiglia di Torino sistematasi nella piazzola adiacente.

Dopo aver pranzato "molto leggerino" verso le 15, sfidando la canicola ci avviamo verso il centro città, posto sull’altura contornata dal corso del fiume Tago.

Fortunatamente una recente scala – mobile coperta – inaugurata l’anno scorso – ci risparmia quasi tutta la salita a piedi; innovazione molto apprezzata tanto più che essendo ben mimetizzata non deturpa affatto il paesaggio.

Ci spostiamo verso la famosa e grande Cattedrale che visitiamo unitamente alle stanze del Tesoro, al Coro, alla Sala Capitolare ed alla Sacrestia – Museo (il biglietto unico costa 800 Ptas a persona – bambini fino a 10 anni gratis).

Moltissima gente e, anche all’interno, caldo da soffocare!.

La particolarità di Toledo è data anche dalle numerose botteghe artigiane nelle quali si lavorano le lame per le spade e si producono oggetti con l’oro" di Toledo, dove si è invitati calorosamente ad entrare.

Un’occhiata alla Plaza de Zacodover, centro vitale della città con caffè e negozi, e si ritorna al camper per la cena.

Oggi abbiamo percorso solo 81 km. per un totale progressivo di km. 2.338.

 

VENERDI’ 10/8 Il costo del camping é di 4.680 Ptas, piuttosto "salato" per la qualità offerta. Prima di lasciare Toledo effettuiamo in camper un giro panoramico lungo la circonvallazione alta, con ottimi punti di sosta per le riprese fotografiche sulla città.

Oggi la nostra destinazione è Cordova e sarà una tappa piuttosto lunga : prendiamo la N401 in direzione di Sonseca ed il percorso si presenta a lungo piatto – siamo sempre comunque sui 500 mt. di altezza – e pressoché desertico, con qualche leggera ondulazione nei pressi della Sierra de la Calderina.

Passiamo alla periferia della cittadina di Malagòn e ci fermiamo per pranzo in un parcheggio all’entrata di Ciudad Real, dopo aver fatto i primi 114 km.

La circonvallazione esterna ci porta lungo la strada minore CM412 passando per Almagro e Moral de Calatrava, in prossimità della cittadina di Valdepenas (km. 60 da Ciudad Real).

Qui rientriamo sulla superstrada N4 in direzione sud verso la località La Carolina. Prima però c’è da superare un tratto stradale molto bello – il Desfiladero de Despenaperros – panoramico e con vegetazione intensa, così interessante da alleviare in parte la stanchezza ed il caldo soffocante.

Il viaggio continua e passiamo vicini a centri piuttosto grossi come Bailen, Andujar (a 120 km. da Valdepenas), Montoro ed infine usciamo all’indicazione di Cordova.

Teniamo sulla destra, e verso la periferia nord della città. L’istinto ci premia perché vediamo alcune insegne con la dicitura "El brillante": poiché la nostra meta è il camping "El Brillante" pensiamo, giustamente, di essere diretti nella direzione esatta.

Dopo esserci "persi" ed aver chiesto in un paio di casi informazioni ai passanti (abbiamo avuto conferma che la "glorieta" è una rotatoria), arriviamo a destinazione.

Il camping è molto affollato e ovviamente soprattutto nelle zone ombreggiate!

Pertanto, non essendoci alternative, ci mettiamo al sole! E che temperatura, ragazzi! Ben più di 40°!

Il caldo è fortunatamente secco e al riparo del tendalino, con qualche saltuario refolo di venticello, non si sta proprio male.

Il campeggio è dotato di piscina (a pagamento - 300 Ptas/persona – perché pubblica), di un piccolo market e di servizi decenti. Dopo pochi minuti arriva il camper di Torino : con i nostri vicini di Toledo partiti stamattina poco prima di noi.

Oggi i km. sono stati 410 per un totale progressivo di km. 2.748.

 

SABATO 11/8 Appena usciti dal camping sulla sinistra, dall’altra parte della strada c’è la fermata del bus nr. 9 e 10. Entrambi portano verso il centro, con fermata utile lungo la Ronda de los Tejares davanti ad un grande centro commerciale.

Il bus costa 125 Ptas/persona per corsa ed ha il grande pregio di avere l’aria condizionata. Alla fermata incontriamo la famiglia di Torino (Avigliana per la precisione) con la quale praticamente ci rincorriamo da Toledo; presentazioni poco formali e visti gli interessi comuni – tra l’altro hanno una figlia di 16 anni che lega subito con le nostre – decidiamo di passare la giornata assieme.

Percorriamo la zona pedonale di Gran Capitan e ci portiamo, lungo strade secondarie, sulla Ronda de Isasache corre lungo il fiume Guadalquivir.

Passiamo davanti alla Puerta del Puente, che si pone in faccia al Ponte Romano e, andiamo all’Alcazar de los Rejes Cristianos; l’ingresso costa 300 Ptas per gli adulti e 150 Ptas per gli studenti.

Si visita una parte interna nella quale si possono vedere sarcofagi e mosaici romani, e i deliziosi giardini a terrazze, con molti fiori, grandi vasche e fontane zampillanti.

Il caldo è notevole ma, quello che infastidisce, è l’afa e l’umidità opprimente!

Ci spostiamo quindi alla vicina Mezquita – Cattedrale (entrata 1.000 Ptas/persona – gratis i bambini fino a 10 anni). E’ sicuramente una della cose più belle e che ricorderemo con piacere di questo viaggio! Peccato che l’interno sia piuttosto scuro e non permetta buone riprese fotografiche.

Pochi passi ci separano dalla Juderia, il vecchio quartiere ebraico della città: qui si trovano – nelle anguste viuzze – numerosi negozi di artigianato ed in particolare di ceramiche, di articoli in cuoio e oggettini in filigrana d’argento.

Notevoli alcuni scorci, cortili interni e sale di ristoranti, in stile arabeggiante.

Numerosi anche i bar e i locali dove si possono degustare le "tapas", tipici antipasti spagnoli; mangiamo le tortillas di patate, le albondigas (polpettine di carne) e filetti di sardine, con birra e coca – cola a volontà.

Ritemprati almeno nello stomaco ritorniamo ancora verso il Ponte Romano e la Torre di Calahora che si trova sulla sponda opposta del fiume; fa così caldo che i ceri posti su un’immagine sacra sono colati lasciando cadere a terra la cera!

Prima di riprendere il bus per il ritorno facciamo una veloce visita al Cristo de los Faroles, caratteristico crocefisso contornato da lampade (probabilmente è più interessante di notte).

Ritorniamo ai camper, piuttosto sfatti, verso le 17:30 e troviamo nel mezzo 40,1° : piscina, doccia e ristoro!

Dopo cena quattro chiacchiere (forse di più) con Franco, Anna e Rohini e concordiamo di proseguire il viaggio assieme verso Siviglia.

 

DOMENICA 12/8 Due giorni al camping "El Brillante" ci costano 8.882 Ptas.

Ci avviamo ad uscire verso Cordova che alterna bei quartieri con tanto verde e fontane ad altri di periferia che presentano condomini decadenti e molta sporcizia in giro. Ci dirigiamo dapprima verso ovest in direzione della località Medina Azahara a 13 km.: qui da un parcheggio polveroso (200 Ptas) parte un bus gratuito che porta all’ingresso della zona archeologica situata sulla collina prospiciente: ci sono da visitare i resti di un colossale palazzo fatto costruire dal califfo Abd – er – Rohman.

Pochi minuti di tragitto ma all’ingresso capiamo che la prima visita possibile è per le ore 13 ca. e quindi non ci sembra il caso – sono le 10 – di star qui a cuocere sotto la canicola. Ritorniamo quindi subito ai camper, rientriamo in città e ci dirigiamo verso sud sulla N432 che porta a Granada.

Anna dice di essere interessata alla fabbricazione di mobili in legno d’ulivo che dovrebbero essere prodotti nelle località di Espejo e Castro del Rio (a 46 km. da Cordova).

Forse perché è domenica ma le due località sono deserte… nel deserto!

Per risparmiarci interamente il ritorno verso Cordova "tagliamo" verso ovest su strade secondarie: da Espejo infatti seguiamo la A309 per Montilla (16 km.) e quindi prima brevemente a destra sulla N331 e poi a sinistra per le località di Rambla e Santaella ci riportiamo sulla superstrada N4 – E05 per dirigerci verso la cittadina di Ecija (circa 65 km. da Espejo).

Dopo Ecija, passando per Carmona, 90 km. di strada veloce ci separano da Siviglia: alla sua periferia, subito dopo l’aeroporto, sulla destra è indicata l’uscita per il campeggio "Sevilla". Breve ma un po’ complicato lo svincolo per accedervi (bisogna in pratica passare dalla parte opposta).

Il camping è dotato di piscina, piccolo market e l’unico gruppo servizi è abbastanza decente; purtroppo l’ombreggiatura è pressoché inesistente ed il sole cocente non risparmia proprio nessuno!. Dal vicinissimo aeroporto gli aerei decollano – fortunatamente non spesso – e passano a quota molto bassa.

Il tramonto si preannuncia tragico per una inopinata invasione di zanzare tanto che, prima di coricarci, si organizza un vero e proprio safari!

Abbiamo fatto oggi 227 km. per un totale progressivo di km. 2.975.

 

LUNEDI’ 13/8 Fortunatamente gli aerei di notte non decollano ma, alle prime luci del giorno alcuni passaggi radenti svegliano anche i più dormiglioni!

Le zanzare assatanate di ieri sera evidentemente non erano state debellate e qualcuno in famiglia ne porta il segno.

Il camping Sevilla organizza per i propri ospiti alcune corse in pullman per la città (costo 600 Ptas/persona). Noi partiamo con la corsa delle 10 ed in circa mezz’ora ci portano a qualche centinaio di metri dalla Plaza de España.

Qui siamo "contesi" dalle 2 compagnie che organizzano il tour della città in autobus a due piani con guida (auricolari) sui quali si può viaggiare per tutto il giorno a piacimento; a pressoché parità di prezzo (1.500 Ptas cad. – bambini gratis) noi scegliamo il Sevilla Tour ma, per la scarsa organizzazione non ci forniscono gli auricolari utili per capire le spiegazioni sui luoghi che di volta in volta si vedono (ci rifaremo nel pomeriggio!).

Al ritorno di questo primo giro per la grande città ci portiamo a piedi verso l’Alcazar ed alla colossale Cattedrale: l’entrata costa 800 Ptas per gli adulti – 200 Ptas per gli studenti e i bambini gratis. Da incoscienti, visto il caldo infernale, ci avventuriamo a salire a piedi i quasi 70 mt. (qualcosa meno) della torre Giralda dal quale si vede un discreto panorama della città.

Usciti a qualche decina di mt. c’è il vecchio ghetto ebraico – il Barrio di S.ta Cruz – con le sue vie strette e le case bianche; ci fermiamo a mangiare in un locale le solite "tapas".

Il caldo stronca le energie anche se con ostinazione ci avviamo verso la Casa de Pilatos: il costo eccessivo di entrata (circa 5.000 lire a testa per cad. dei 2 piani) stronca anche la passione di Anna e, all’unanimità, non entriamo!

Ci portiamo pertanto sulla grande Avenida Mendez Pelajo e proseguiamo fino al’Avenida de Carlos V. Riprendiamo qui il Sevilla Tour (stavolta forniti del necessario, anche di cappellini); il giro per la città è piuttosto lungo – circa 45 minuti – e si possono vedere tra l’altro sull’isola de la Cartuja i quartieri dell’Expo ’92 (in parte abbandonati), il parco divertimenti e lo spettacolare ponte de la Barqueta. Scendiamo poco oltre la Plaza de Toros e ci avviamo alla vicina e splendida Plaza de España.

Il pullman per il ritorno alle ore 18 precise è visto come uno splendido miraggio ed il camper – peraltro caldissimo – un’oasi nel deserto.

Dopo cena, per passare il tempo, organizziamo una caccia… alle zanzare.

 

MARTEDI’ 14/8 Il soggiorno per 2 notti costa 6.816 Ptas. L’intenzione è oggi quella di spostarci sul mare, sull’Atlantico, nei pressi del parco di Doñana.

Pertanto lasciato il camping, aggiriamo Siviglia percorrendo la trafficata circonvallazione (bel ponte sul fiume Guadalquivir) e ci portiamo in direzione di Huelva lungo la superstrada A49.

Il tempo è piuttosto uggioso, con umidità e nuvole basse.

Dopo circa 60 km. usciamo e ci dirigiamo prima verso sud a Bollullos par el Contado (centro trafficato) e poi qualche km. a nord a La Palma del Contado: dovrebbero essere centri artigianali (merletti in particolare) ma non si trova nulla di interessante.

Riprendiamo pertanto per Huelva che raggiungiamo dopo ca. altri 40 km.: all’ingresso della città, che tra l’altro è l’ultimo centro prima del vicino confine del Portogallo, prendiamo a sinistra la tangenziale che, passando attraverso la zona portuale – industriale (che inquinamento!), porta a Palos de la Frontera, da dove Cristoforo Colombo (c’è una grande statua) salpò per la scoperta dell’America.

Il sole è finalmente riuscito a dissolvere l’umidità e la giornata è diventata splendida.

Da Palos la litoranea A494 ci porta verso sud - ovest in direzione del grande parco di Doñana, le cui recinzioni cominciano a vedersi sulla sinistra lungo la strada; saltiamo il camping Doñana e decidiamo di sostare in quello successivo (non ce ne saranno altri!), il Rocio Playa, in località Torre la Higuera – Matalascanas.

Il mare non si vede in quanto è separato dalla strada da una lunga e bassa collina, ma la vegetazione è tipica delle zone costiere con bassi pini marittimi.

Prima di entrare in campeggio ci rechiamo, solo 3 km. ca., al centro direzionale del parco di Doñana, in località El Acebuche: al parco si può accedere gratuitamente per un percorso pedonale di circa 5 – 6 km. oppure tramite jeep (itinerario di 4 ore al costo di 3.500 Ptas per ogni persona). In quest’ultimo caso però le prenotazioni sono tutte esaurite fino al 24 agosto!

E’ pomeriggio inoltrato e preferiamo un bel bagno in mare!

Per accedere al camping "Rocho Playa" è necessario percorrere circa 1 km. di strada sabbiosa che valica la bassa collina e porta all’ingresso. Il campeggio è molto esteso e diviso in due parti: una guarda l’entroterra ed né verde e ombrosa, l’altra è costituita da terrazze con piazzole panoramiche sull’oceano.

In ogni caso, anche se ci sono parecchi villeggianti spagnoli c’è posto a volontà; ci piazziamo su due piazzole in cemento praticamente a picco sulla spiaggia lunga e sabbiosa che si trova 30 mt. più in basso.

Alla spiaggia si accede tramite una scalinata in legno: il mare è bello e qui si sta bene, in tranquillità ed al fresco di una brezza leggera.

Quello che rammarica è il fatto che un posto così bello sia trascurato! Le piazzole sono proprio sporche (Franco si inventa netturbino), l’allacciamento elettrico è a dir poco primitivo ed il blocco servizi a noi più accessibile lascia molto a desiderare in fatto di pulizia (mancano serrature alle porte e addirittura alcuni rubinetti sembrano "spariti"). Mi sto tuttavia convincendo che comunque la qualità dei servizi non sia sempre "colpa" dei responsabili del campeggio ma creata dall’indole delle persone che vi soggiornano!

Stasera, dopo cena, abbiamo indossato addirittura la giacca della tuta!

I km. di oggi sono stati 222 per un totale parziale di km. 3197.

 

MERCOLEDI’ 15/8 Ferragosto al mare! Mi giunge sul cellulare un messaggio di Roberto Marchetto e amici che stanno camminando in quota sull’Altopiano di Asiago, sulla ben nota Cima Portule. Siamo al alcune migliaia di km. da casa ma mi sembra di essere con lui!

Splendida giornata di sole e mare invitante! Nel pomeriggio rinforza il vento tanto da dover ritirare il tendalino e la sera ceniamo in camper!

 

GIOVEDI’ 16/8 Saldiamo il conto, ben 15.943 Ptas per due giorni! Uno dei campeggi più cari finora ma… eravamo al mare!

Sole e giornata che si preannuncia ancora calda!

Passiamo per la località El Rocio a 16 km., famosa per il caratteristico santuario di Nuestra Señora del Rocio, teatro a Pentecoste di feste e pellegrinaggi. Il santuario è completamente bianco ed ornato da decorazioni dorate; l’interno piccolo centro, con strade solamente sabbiose, ricorda sicuramente i tipici villaggi messicani dei film western.

Proseguiamo per Almonte e Bollullos par el Contado (ci siamo già stati l’altro giorno) dove, poco dopo, rientriamo sulla A49 che è l’unica e più diretta via per tornare a Siviglia (a circa 90 km. dalla partenza odierna).

Circonvallazione verso sud in direzione di Dos Hermanas – ci fermiamo per fare spesa e l’impressione avuta ci fa pensare ad una città di zingari! – e ci portiamo verso La Cabezas e Jerez de la Frontera (km. 85 da Siviglia – 2 tratti a pagamento da 690 + 140 Ptas) dove si può acquistare il famoso cherry, liquore rinomato del luogo.

Ancora verso sud per Cadice i cui palazzoni si vedono chiaramente sulla destra, ma un’idea eventuale per una veloce visita è subito accantonata a causa del traffico molto intenso.

Stiamo andando verso la punta meridionale della Spagna: la E05, non molto scorrevole, ci conduce a Chiclana de la Frontera (38 km. da Jerez) e successivamente a Vejer de la Frontera (km. 31 da Chiclana).

Qui pensiamo di puntare sulla costa, peraltro vicina, in cerca di sistemazione per la notte; passiamo quindi per il centro di Vejer che si trova sulla sommità di una collina (un tratto di salita molto ripida proprio nel centro cittadino e tortuosa discesa dal versante opposto) e percorriamo la strada A393 in direzione di Barbate.

Ma nel tratto che va da Barbate porta a Zarzuela e a Zahara de los Atunes non troviamo alcun campeggio organizzato. Rientriamo pertanto sulla N350 – E05 (tratto molto bello con colori intensi e parecchi generatori eolici disposti sui crinali dei monti)ne giungiamo a pochi km. da Tarifa, a 70 km. ca. da Vejer de la Frontera; qui siamo quasi al punto più meridionale della Spagna e, oltre il mare a pochi km. c’è la costa africana (Marocco).

Molti aquiloni volteggiano sul mare (in realtà sono surfisti che si fanno portare in questo modo dal vento); Tarifa infatti a causa del vento sempre presente ed impetuoso è considerata la capitale del windsurf.

I campeggi sono praticamente confinanti uno all’altro lungo la strada; i primi presso i quali ci siamo fermati erano al completo, poi abbiamo trovato posto al camping "Torre de la Peña 2": discretamente ombreggiato, bei servizi e piscina al costo di 4.976 Ptas per giorno.

La serata è fresca ed il cielo stellato particolarmente luminoso.

Andiamo a mangiare la "paella" al ristorante ma la qualità per contenuto e servizio ci delude.

Oggi abbiamo fatto km. 346 per totali km. 3543.

 

VENERDI’ 17/8 Dormito bene ed al fresco. La mattinata è limpida ed è emozionante scorgere nitidamente la città di Tangeri e le coste del Marocco al di là del mare. Gli amici di Torino si fermano a Tarifa ad aspettare amici in arrivo; ci diamo appuntamento per la sera a Ronda.

Solo 4 km. ci separano dal centro di Tarifa, che presenta chiare impronte della civiltà morenica con alcazar, torri, e mura ben conservate.

Risaliamo la costa – tratti in salita e con i crinali montuosi colmi dei consueti generatori eolici – e ci fermiamo in corrispondenza della Punta Marocco in un parcheggio per alcune doverose foto; la strada continua a correre alta un po’ all’interno e si transita in sequenza per il passo del Cabuto (mt. 340) e poi sul P.to del Bujeo.

Superiamo Algeciras – grande porto per il Marocco – città piuttosto anonima, lasciando sulla destra Gibilterra e la sua imponente rocca. Proseguiamo la risalita della Costa del Sol lungo la N340: poiché il traffico è molto intenso decidiamo di sostare per alcune ore in una bella spiaggia libera che si apre inaspettatamente sulla ns. destra in prossimità della Puenta de la Chullera. La breve strada sterrata ci porta a parcheggiare direttamente in spiaggia: c’è un chiosco – ristoro, alcuni altri camper, bella sabbia, il mare limpido ma l’acqua non è affatto calda e quasi subito profonda.

Proseguiamo sulla superstrada in direzione di Estepona (km. 69 da Tarifa) con l’intenzione di uscire a San Pedro de Alcantara; sbaglio strada e pertanto siamo costretti a proseguire fino a Marbella (tratto a pagamento). Non avevamo intenzione di passarci per questa famosa località turistica ed il traffico intensissimo ci conferma che sarebbe stata un’ottima idea!

Tuttavia la cittadina è veramente molto bella e sfacciatamente lussuosa: alberghi, ville e ricchi residence di un colore bianco accecante contrastano con il blu intenso del cielo e con il verde smeraldo degli innumerevoli campi da golf.

Torniamo indietro per alcuni km. e prendiamo la A376 che si dirige verso l’interno con una lunga ma bella salita fino ad arrivare ad una quota di circa 1.400 mt. (piazzale per la sosta sulla sinistra) con bel panorama sulle sierre e sulla rocca di Gibilterra che, anche se lontana, ancora si scorge.

Breve discesa sul versante opposto e si arriva a Ronda (ca. 90 km. dalla costa di Marbella); il campeggio "El Sur" è ubicato a circa 1,5 km. dal centro cittadino, è molto ordinato, pulito, con ottimi servizi e con piscina da cui si ha un ottimo panorama sulla cittadina.

E’ quasi pieno e la cortese sig.na della reception ci consiglia di prenotare la piazzola anche per gli amici di Torino che, contattati al telefono, stanno comunque già arrivando.

Le aride e spoglie montagne che attorniano questa interessante cittadina fanno rinfrescare notevolmente la temperatura ed il riposo notturno è assicurato.

Siamo lontanissimi da casa ma, da domani, possiamo dire di cominciare il viaggio di ritorno.

Abbiamo percorso 174 km. per un totale parziale di km. 3717.

 

SABATO 18/8 Il conto del campeggio è di 3.611 Ptas. Portiamo fuori i mezzi in quanto non sappiamo se torneremo prima delle 12. Il cielo è velato ma la visibilità è ottima; il clima ideale per la passeggiata verso la cittadina.

In 20 minuti circa arriviamo in centro a Ronda: vediamo il Ponte Nuevo che unisce la città vecchia con la nuova, lungo 70 mt. e solca un precipizio di ben 90 mt., l’esterno della più vecchia Plaza de Toros spagnola e l’animato centro pedonale.

Ritorniamo ai camper qualche minuto dopo le 12 e poco prima che il sole faccia completamente il suo dovere, e ci muoviamo verso Granada.

Da Ronda seguiamo la A366 tortuosa ma con fondo buono; attraversiamo zone desertiche punteggiate di tanto in tanto da piccoli paesini le cui case in calce bianca risaltano all’orizzonte.

Qualche km. prima di Campillos (km. 62) giriamo a destra per la A382 in direzione di Antequera (altri 31 km. ); attraversiamo il centro cittadino e seguiamo le indicazioni turistiche per la località El Torcal (parco naturale a circa 15 km.) ma dopo pochi km. la strada diventa stretta e sconnessa tanto da rinunciare all’idea. Bel panorama su Antequera ed il suo "Parador".

Entriamo sulla superstrada A92 che con tratti ondulati ed anche alcune impegnative salite, transitando per Archidona (12 km. da Antequera) e Loya (km. 31) ci fa arrivare alla circonvallazione di Granada. Il caldo è nel frattempo diventato intenso; ciò nonostante sulle zone più alte della Sierra Nevada – che sfiora i 3.000 mt. di altezza – ci sono ancora alcune chiazze di neve. Non riusciamo a trovare l’uscita nr. 126 più prossima al camping (in realtà poi sapremo che era la 123); comunque chiedendo indicazioni per la stazione o l’ipermercato Alcampo ci sia arriva abbastanza facilmente.

Il camping "Sierra Nevada" è ovviamente affollato, con piscina a pagamento e buoni servizi. Nutrita la rappresentanza di ns. connazionali! Naturalmente piazzole ombreggiate disponibili non ce ne sono ma a sera – dopo i 38° del giorno – il clima diventa molto sopportabile.

Oggi i km. sono stati 216 per un totale parziale di km. 3.933.

 

DOMENICA 19/8 Sveglia all’alba stamattina. E’ infatti ancora buio quando mi trovo con Anna, l’amica di Torino, all’entrata del campeggio: questa levataccia è fatta al fine di non trovare code "disumane" alla biglietteria dell’ Alhambra. Sarebbe infatti delittuoso essere qui e non riuscire a vedere questo famosissimo palazzo.

Pochi minuti prima delle 7 ci rechiamo alla vicina stazione e prendiamo un taxi (900 Ptas) che in 10 minuti ci porta all’Alhambra, sulla collina che sovrasta la città: la fila alla biglietteria, che apre alle 8, è già di circa 100 mt.!

Con molta pazienza alle 8:45, dopo un’ora e mezza acquistiamo i biglietti (costo 1.000 Ptas a persona). Per diluire gli accessi ai palazzi Nazaries l’entrata è ad un orario prefissato: noi chiediamo l’entrata per le 10:30 – 11 e nel frattempo ci dedicheremo alla parte con visita libera.

I ns. familiari arrivano verso le 9:20 usando il bus (fermata vicinissima al camping) + il servizio di navetta che porta su in collina.

Visitiamo pertanto il Palacio de Carlos V, i palazzi Nazaries, effettuiamo il giro sulle torri e le mura che delimitano il complesso (bel panorama sulla città e sul quartiere Albaicin) e per finire il palazzo Generalife con i suoi bei giardini e fontane, tutto veramente molto bello.

Scendiamo in città a piedi e ci dirigiamo lungo la Calle Reyes Catolicos in direzione della Cattedrale e della retrostante Alcaiceria, quartiere di strette e tortuose vie su cui si aprono numerosi negozi, veri e propri bazar.

In una vicina piazza vediamo numerose trattorie con tavoli all’aperto e ne approfittiamo per pranzare con i tipici "Platos combinados" e fritti di pesce. Proprio davanti c’è una piccola e curiosa giostra per bambini tutta in legno (cavallini, calessi, ecce…) azionata dal proprietario che… pedala di buona lena avvalendosi, per regolare la durata della corsa, di una minuscola clessidra!

Dopo aver mangiato e bevuto il caldo si sente ancora di più! Ci avviamo verso il quartiere Albaicin ma, in queste prime ore del pomeriggio assolato, tutto è deserto (tranne i turisti) e forse per questo non ci sembra particolarmente attraente. Ci "trasciniamo" nuovamente verso il centro città ed in prossimità della piazza de Isabel la Catolica, lungo la Gran Via de Colon, prendiamo il bus che ci riporta in campeggio.

Solo verso le 19, quando il sole comincia a calare, il clima si fa accettabile. Ultime chiacchiere stasera con la famiglia di Torino in quanto domani proseguiremo per itinerari diversi.

 

LUNEDI’ 20/8 Saluti agli amici Torinesi con l’auspicio di poterci rivedere. Questa è l’ultima settimana di viaggio e quella odierna sarà una lunga tappa di trasferimento verso nord, in direzione di Barcellona.

Seguiamo le indicazioni per Guadix e subito entriamo sulla superstrada A92; dopo pochissimi km. la strada prende a salire per 5 km. arrivando fino al passo P.to de la Mora (1.390 mt) che mette a dura prova il mezzo: teniamo una velocità bassa e costante in modo tale da non "stressare" Il motore e che la temperatura del raffreddamento resti sotto controllo.

Breve discesa e nuova impennata al P.to El Molinillo (mt. 1.300). Da qui la strada scende definitivamente ed usciamo nei pressi di Guadix per una breve visita al borgo di Purullena e al suo "Barrio troglodito", tipico agglomerato di case in calce bianca scavate nel tufo.

Superiamo Guadix (anche qui costruzioni scavate nel tufo – il "Barrio de Santiago" ) a circa 60 km. da Granada e rientriamo sulla A92 che ci porta verso la località di Huéneja: poco oltre la strada si restringe e diventa N324 e presenta lunghi tratti con lavori in corso e numerosi e ‘terribili’ dossi rallentatori artificiali . Si sta evidentemente completando la superstrada per collegarla ad Almeria, sulla costa, ma questo provoca continui rallentamenti di marcia.

Anche questo tratto è privo di centri urbani : gli unici degni di questo nome sono le località di Finana, Ocana e soprattutto Gergal.

Poco prima del paese di Sartenilla (km.85 da Guadix) giriamo a sinistra verso Tabernas dove, come indicano i cartelloni pubblicitari, sono stati allestiti alcuni centri di divertimento (p.e. Mini Hollywood) ;Tabernas è famosa per il suo deserto, zona nella quale sono stati girati centinaia di film western.

Tuttavia pur essendo realmente una zona desertica, non mi è parso molto diverso dalle centinaia di km. già fatti e paesaggi visti nei giorni scorsi Forse tutti ci aspettavamo qualcosa ancora di più desertico !.

Circa 50 km. di strada poco trafficata – unico centro degno di nota è Sotbas – ed in località Alfaix entriamo sulla superstrada N344-E15, che è la via più diretta per chi proviene da nord ed è diretto in Marocco.

Transitiamo alle periferie di Lorca (km. 77 da Alfaix), Murcia(altri 87 km.) , Elche (ulteriori 51 km.) ed Alicante, in tutto circa 240 km. dalla località di Alfaix.

Subito a nord di Alicante si entra in autostrada (A7-E15) ovviamente a pagamento; ora si corre in parte lungo la costa e abbiamo così modo di vedere tra l’altro le brutture cementizie edificate nella famosa località turistica di Benidorm.

Qualche tratto in salita, soprattutto quando il corso dell’autostrada rientra verso l’interno, ed usciamo nei pressi della cittadina di Gandia, a circa 110 km. da Alicante (pedaggio 1.010 pesetas).

Pensiamo di dirigerci verso la vicina spiaggia per cercare possibilmente un camping sul mare e quindi troviamo e seguiamo le indicazioni per il camping "Naranja" in località Gandia Playa.

In realtà il camping è ubicato piuttosto all’interno e si rivela qualitativamente molto scadente. Tra l’altro prima ci assegnano una piazzola sabbiosa dove rischiamo seriamente di piantare il camper, poi ce ne assegnano un'altra piuttosto precaria nei pressi della piccola piscina (oggi chiusa) e del blocco servizi.

E che dire di questi ultimi?! Meglio non dire niente!

Siamo piuttosto stanchi, è caldo umido e appiccicoso e pertanto – poiché ci resteremo solo la notte per riposare – chiudiamo un occhio, anzi tutti e due!

Sono stati ben 549 i km. odierni per un totale progressivo di km. 4.482.

A peggiorare la situazione logistica le zanzare non mancano e durante la notte c’è un certo movimento di ragazzi reduci dai locali del centro.

 

MARTEDI’ 21/8 Il conto è stato di 3.850 pesetas. Stamattina è così umido che c’è quasi la nebbia!. Seguiamo la statale N332 verso nord in direzione di Cullera (km. 22) e poco prima dell’abitato rientriamo sulla N332 (tratto libero che prosegue il percorso autostradale) in modo da aggirare il centro di Valencia.

Lunga e trafficatissima la circonvallazione della grande città (ben 48 km.); in località Pucol – a nord di Valencia – ricomincia il tratto a pedaggio. Entriamo al casello e dopo qualche minuto il traffico si blocca completamente a causa di un incidente stradale; la sosta a motori fermi si protrae per circa 30 minuti ed ovviamente il serpentone di auto si allunga per chilometri.

Proseguiamo verso nord per Segunto e Castellon de la Plana (km. 52 da Pucol) : si sfiorano altre celebri località balneari (Peniscola e Benicarlò) sulla costa dell’Alzahar e poi con lunghi tratti paralleli al mare della costa Dorada si arriva a Tarragona (km. 185 circa da Castellon de la Plana e due barriere con 460 + 295 Ptas di pedaggio).

Tangenziale di Tarragona e si prosegue sempre sulla A7 con successivi tratti a pedaggio (rispettivamente da 180, 300 e 645 Ptas) e numerose gallerie fino a Castelldefels (km. 80 ca. da Tarragona).

Usciamo e seguiamo la C246 che dovrebbe portarci alla zona dei campeggi comodi per la visita a Barcellona. Sbagliamo qualcosa e non troviamo subito il percorso esatto.

Rimediamo subito e poco dopo scorgiamo le insegne del primo camping utile, il "Tres Estellas" (un altro paio di campeggi sono poche centinaia di metri più avanti).

Il camping si rivela di ottima qualità con verde, market fornito, bella piscina e ottima spiaggia sabbiosa.- Ci sistemiamo in fretta ed abbiamo tempo anche per un bagno ristoratore in mare!

Siamo molto vicini al grande aeroporto di Barcellona dal quale ogni 3-4 minuti decollano gli aerei che puntano decisamente al mare aperto e quindi quasi mai sorvolano il camping.

Oggi aggiungiamo altri 438 km. che portano il totale a 4.920 km.

 

MERCOLEDI’ 22/8 Bel sole e giornata dedicata alla visita di Barcellona. Poco dopo le 9 siamo già "in pista" e ci portiamo alla fermata dell’autobus che si trova a 300 mt. sulla sinistra uscendo dal camping. Si fermano due linee di bus ed entrambe portano allo stesso posto, alla Plaza de Catalunya, proprio in centro.

Saliamo sul primo che transita (il biglietto costa 165 Ptas/persona a corsa) ed in 30 minuti abbondanti di percorso arriviamo a destinazione.

Giriamo a piedi la città Catalana: dalla pittoresca Rambla con i suoi negozi, gli artisti di strada e i numerosi mimi, giù fino al porto.

Dalla città vecchia (Barri gotic) alla Cattedrale; dal palazzo de la Generalitat agli altri edifici governativi della Regione. Dalla curiosa casa Batllò alla più defilata e lontana Sagrada Familia.

Città bella e vivace da gustare in modo semplice e possibilmente gironzolando a piedi! Quanto abbiamo camminato, anche se il caldo umido è stato intenso!

Poco dopo le 17 ritorniamo in campeggio e possiamo concederci alcune ore in spiaggia. La serata è piacevole (qualche zanzara in camper, ma probabilmente clandestine del giorno prima) ed un gelato seduti al bar del camping si gusta volentieri.

 

GIOVEDI’ 23/8 Siamo ben consci di non aver visto tutto di Barcellona ma un’idea importante ce la siamo fatta in ogni caso!

Decidiamo pertanto di passare una rilassante e tranquilla giornata al mare, prima delle ultime lunghe giornate di viaggio di ritorno a casa.

Il mare è bello ed è una nuova giornata calda : in prossimità della riva scorgiamo alcuni pesci (grosso modo più grossi di una trota) che compiono notevoli balzi fuori dalla superficie del mare.

A sera assistiamo con curiosità all’arrivo di un ex camion militare adattato a camper, presumibilmente proveniente dalla ex Germania orientale. L’equipaggio composto da una coppia con due bambine molto piccole e da 2 enormi cani da guardia, di cui uno – nero – veramente terribile!.

Poiché domattina partiremo presto saldo già il conto; ben 16.756 Ptas per i due giorni di soggiorno ma, obiettivamente, questo era un signor campeggio!

 

VENERDI’ 24/8 Non si è dormito bene, in parte per l’andirivieni di giovani e in parte probabilmente per l’eccitazione del ritorno verso casa.

Non si indugia più di tanto e, mentre le ragazze dormono ancora, alle 5,45 ci mettiamo in viaggio ed è ovviamente ancora buio.

La tangenziale di Barcellona è lunga ma per fortuna a quest’ora il traffico è ancora scarso. Entriamo in autostrada per Gerona e Figueras ed al confine dopo 190 km. ca. arriviamo verso le 8,15 – pedaggio 1.370 Ptas – dopo aver consumato tutta la valuta all’ultima area di servizio utile.

Come all’andata sostiamo, stavolta per la colazione ,all’area di servizio "Village Catalan"; proseguiamo in autostrada fino a Perpignano nord (pedaggio 24 F.F.) e poi lungo le statali toccando come nel percorso di andata in successione Narbonne, Beziers, Montpellier, Lunel, Arles, Salon ed Aix en-Provence e quindi a nord per Sisteron e Briancon , fino al Monginevro.

Alle 20,15 finalmente spengo il motore, dopo 826 km.: ci eravamo ripromessi di cercare di arrivare fin qui, è stata una bella faticata (quasi 12 ore di guida) ma ora ci si può rilassare.

Fa freddino, ma dopo tanto caldo… si dorme benissimo!

Con oggi i km. totali sono aumentati a 5.746.

 

SABATO 25/8 Sveglia molto tranquilla stamattina. Scendiamo piano a Clusone, dove facciamo un po’ di spesa. Poi solita autostrada A32 per Torino e stavolta A4 fino a Milano e poi……….a casa, dove arriviamo verso le 16.

I km. di quest’ultima giornata sono 450 per un totale finale di 6.196.

 

 

 CONSIDERAZIONI GENERALI

  

Il paesaggio francese è molto bello e si viaggia sempre volentieri.

In Spagna è invece molto più sobria: il territorio interno presenta centinaia di km. pressoché desertici, con rade colture e montagne assolutamente prive di vegetazione, insomma un paesaggio abbastanza monotono.

Sicuramente interessante è invece il paesaggio costiero con menzione particolare per il tratto più occidentale della penisola Iberica – da Jerez de la Frontera fino a Tarifa e verso nord fino oltre Marbella.

Si ricorda con piacere anche la Costa Dorada e cioè il tratto da Tarragona a Barcellona.

Le strade percorse sono state in genere quasi sempre in ottime condizioni, tranne un tratto ad est di Granada in direzione di Almeria peraltro in corrispondenza della costruzione della nuova superstrada.

Tuttavia qualche inconveniente può essere dato dal fatto che molte strade, anche di montagna, non hanno piazzole lungo la carreggiata e pertanto anche la pur breve sosta risulta difficoltosa.

Le autostrade come ben noto sono molto costose in Francia ed infatti le abbiamo usate pochissimo, usufruendo delle buonissime strade statali; in Spagna il pedaggio autostradale è circa in linea con i costi Italiani, tranne che per i camper con le ruote gemellari ai quali è praticata la tariffa degli autotreni!

Nei tratti autostradali che servono da tangenziale esterna ai grandi centri in genere non è praticata alcuna tariffa. Ottime e scorrevoli le superstrade.

Durante le lunghe tappe interne non ho mai "tirato" troppo il mezzo (un 2.500 diesel) tenendo sempre una velocità max. di 90 km/h., in primo luogo perché non c’era fretta e si è viaggiato un po’ più in sicurezza e poi in questo modo – visto il caldo intenso – il motore non ne ha risentito e la temperatura del circuito refrigerante è sempre rimasta nei giusti limiti. Ho avuto solo necessità di rabboccare poco più di 1 kg. d’olio.

Qualche preoccupazione veniva dall’eventualità di guasti meccanici su strade in zone desertiche poco trafficate e prive della possibilità di sosta ai lati della carreggiata; per fortuna è rimasto solo un "tarlo" a livello psicologico!.- Un grazie all’amico Francesco Gramola per i controlli meccanici effettuati prima della partenza!

Il costo del gasolio in Francia è leggermente più basso che in Italia mentre in Spagna varia dalle 117 – 118 pesetas, pertanto circa 1.360/1.380 lire per litro e i punti di rifornimento sono numerosi.

La Spagna è ovviamente in estate un paese caldissimo, e soprattutto di giorno e nelle zone interne (Cuenca, Toledo, Cordoba, Siviglia, Granada) viaggiare nel pomeriggio verso le 15-16 diventa faticoso, con la temperatura che in camper arriva tranquillamente ai 37-38° pur con i finestrini e gli oblò aperti.

Stesso discorso vale anche per la visita alle città : nel pomeriggio tutto diventa più difficile e spossante e non si riesce a gustare interamente la bellezza dei luoghi.

Non abbiamo avuto alcun problema neanche con la micro - criminalità (furti e borseggi) per la quale eravamo stati messi in allerta; nelle grandi città comunque abbiamo sempre tenuto strettamente sotto controllo le borse e quant’altro potesse essere oggetto di particolari attenzioni.

Noi, come si evince dal diario, ci siamo sempre appoggiati ai campeggi : innanzitutto per tranquillità e sicurezza visto che eravamo partiti da soli, poi perché con le condizioni climatiche trovate, alla sera era necessario cercare di tenere il mezzo il più arieggiato possibile e anche per la necessità di fare delle salutari docce rinfrescanti. Non meno trascurabile il fatto che qualche volta il frigorifero ha anche avuto necessità di un sostegno elettrico per compiere il proprio dovere (per gli attacchi elettrici si deve usare quasi sempre la spina tipo "tedesca" a 2 maschi).Attenzione : non tutti i campeggi accettano le carte di credito!

Frequentando i campeggi non abbiamo avuto ovviamente alcun problema di scarico e carico acqua : i camper service in genere sono sconosciuti e nei camping c’è solo la possibilità di scaricare i wc a cassetta. Per lo scarico dei wc nautici è opportuno dotarsi di altri sistemi (taniche con raccordi o secchie). Per il rifornimento di acqua potabile ci si può rivolgere tranquillamente anche alle stazioni di servizio.

In genere pratici, ottimi ed economici i mezzi di trasporto pubblici ( sempre puliti e con l’aria condizionata) usati per le visite alle città ed anche i camping più decentrati si sono organizzati con servizi di trasporto autonomo per i propri clienti.

La qualità dei campeggi è stata mediamente soddisfacente con normali punte in eccellenza e in negativo; i prezzi giornalieri per un equipaggio come il nostro (3 adulti + 1 bambina + camper + elettricità, al cambio di 1 peseta = lit. 11,60) sono variati dalle 27.000 ca. di Alcaniz (questo in verità senza allacciamento elettrico ) alle 98.000 lire di Barcellona, ma quest’ultimo era veramente un super campeggio!

Il costo complessivo del viaggio è stato per noi di ca. lire 4.000.000 di cui Lit. 1.600.000 ca per il gasolio e lit. 1.100.000 per sosta nei campeggi.