CAMPEGGIO CLUB VICENZA

GIOVEDI’ 1/11/01
E’ troppo invitante non approfittare di questo "ponte" che l’autunno ci offre.-Confortati dalle ottime previsioni meteorologiche decidiamo di dedicare questi giorni festivi di inizio novembre alle valli altoatesine prossime al confine con l’Austria : in particolare la Val Pusteria e zone limitrofe.-
La mattinata si preannuncia nebbiosa e solo percorrendo la Valsugana in direzione di Trento il secco vento da nord rende nitido il panorama; le acque dell’azzurro lago di Caldonazzo sono spazzate dalla tramontana che causa un insolito ma evidente moto ondoso.-
Superata Trento e attraversando le distese di frutteti fino ad Ora, entriamo in AutoBrennero: evitiamo in questo modo l’attraversamento cittadino di Bolzano ed il tortuoso percorso della statale che si insinua nella valle Isarco ed in breve giungiamo a Bressanone.-
Il traffico è stato abbastanza intenso e molti i camperisti in circolazione.-
All’ingresso sud della cittadina – sulla destra – c’è una buona opportunità di sosta in un grande parcheggio.- Noi ci dirigiamo più prossimi al centro e troviamo da parcheggiare lungo il fiume, in via Kaspar – Kempter.- Sono le 12.30 e pertanto pranziamo prima della passeggiata nel centro cittadino.-
Oltrepassando il ponte dell’Aquila pochi passi ci separano dalla grande piazza del Duomo : è in corso la processione in occasione della festività di Ognissanti e cogliamo l’opportunità per una veloce visita alla chiesa ed all’attiguo chiostro.-
Il cielo è terso ed il sole splendente risalta i forti colori autunnali della natura.-
Usciamo dalla cittadina e, passando in prossimità dell’Abbazia di Novacella, ci dirigiamo al paese di Sciaves che ci introduce nella Val Pusteria.- Percorriamo tranquillamente i poco più di 30 km. che ci separano da Brunico e successivamente, passando per Monguelfo e Villabassa, con altri 25 km. ca. arriviamo a Dobbiaco (km. 298 da Vicenza).-
Abbiamo passato tutte località molto tranquille: siamo in bassa stagione, per la neve è ancora presto – solo le cime prossime ai 3.000 mt. di altezza e nei posti più riparati mostrano una leggera "spolverata" – ed il caos presente in questi luoghi nei periodi di punta è per il momento lontano.-
Parcheggiamo momentaneamente in un parcheggio a fronte della caserma degli Alpini : il cartello stradale ben visibile non lascia dubbi : divieto esplicito di sosta ai camper!
Facciamo una breve passeggiata, giusto il tempo per vedere negozi chiusi e per renderci conto che, tramontato il sole, la temperatura è scesa repentinamente a pochi gradi sopra lo zero.-
Nella parte vecchia di Dobbiaco, in pieno centro, vicino alla chiesa e confinante con il muro del cimitero c’è un grande parcheggio: nessun divieto di sosta (solo perché siamo fuori stagione?) e si presta ottimamente alla sosta notturna.- Qui ci spostiamo ed in breve la "compagnia" aumenta ad altri 7-8 camper.-
Stufa accesa ed alcuni gradi sotto lo zero durante la notte.-
VENERDI’ 2/11/01
Alle 6,30 le campane della chiesa hanno iniziato un concerto protrattosi per più di un quarto d’ora !La mattinata è comunque splendida ed il primo sole scioglie velocemente il velo di ghiaccio formatosi durante la notte.- La vicina salumeria è meta per il pane fresco e lo speck che ci servirà per lo spuntino di mezzogiorno.-
Lasciamo il paese e ci dirigiamo verso la Val di Landro in direzione di Cortina; in località Carbonin (13 km. circa) deviamo a sinistra ed in 7 km. saliamo a Misurina.-
Pochi metri prima di arrivare sulle rive dell’incantevole lago dolomitico prendiamo a sinistra in direzione della strada a pedaggio che conduce al rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.-
Fatte poche decine di metri, sulla sinistra c’è un ampio piazzale per la sosta : ora libera ma in stagione il parcheggio (c’è una fontana e un pozzetto di scarico), diventa a pagamento.-
Qui lasciamo i mezzi per iniziare la ns. escursione al Monte Piana ed al rif. Bosi che si trova in quota a 2.200 mt. : una carrozzabile asfaltata lunga 6 km., stretta e senza protezioni porta a destinazione ma, attenzione, è chiusa al traffico privato!
Abbiamo saputo che i soliti furbi che di tanto in tanto ci si avventurano incappano molto spesso nei controlli della forestale che eleva multe salatissime!
Si può salire a piedi accorciando il percorso per alcuni impervi sentieri o usufruire di un servizio navetta autorizzato effettuato da un fuori strada (porta 8 persone ca.) che si può prenotare all’albergo posto in prossimità del parcheggio dei camper.-
La tariffa per la salita è di Lit. 8.000/persona; la discesa Lit. 5.000/persona.-
Le ore di sole sono ormai poche in questa stagione e pertanto concordiamo la salita in modo da avere più tempo a disposizione per visitare il museo all’aperto della 1a guerra mondiale.-
L’autista è piuttosto gagliardo e c’è chi non riesce nemmeno a guardare dal finestrino l’incantevole panorama che si apre agli occhi durante la salita; i tornanti sono talvolta così stretti da costringere la Land Rover a manovrare per effettuare le curve!
Il Rifugio Bosi non può funzionare da base d’appoggio perché ha già iniziato il letargo invernale : ci portiamo per un comodo sentiero al piano sommitale del Monte Piana : sono state qui ripristinate le vecchie trincee e postazioni militari che testimoniano le aspre battaglie svoltesi qui si svolsero durante il 1° conflitto mondiale; il panorama a 360° è bellissimo e mostra in sequenza molte famose vette dolomitiche : dal profilo delle Tre Cime di Lavaredo con l’imponente spigolo nord della "grande" , al monte Paterno e, in secondo piano, al Popera ed alla cima Undici.- Si vede nitidamente il tetto rosso del famoso rifugio Locatelli.-
Verso nord i vicini gruppi della cima Tre Scarperi e dei Baranci ed all’orizzonte i ghiacciai delle Alpi di confine; oltre il solco della Val di Landro si individua il Picco di Vallandro e tutte le vette dell’Alpe di Fanes-Sennes.-
A completare il colpo d’occhio, verso sud, il ghiacciaio del Cristallo, il Sorapiss e i Cadini di Misurina.-
Una goduria per gli appassionati di montagna!
Passeggiamo nelle trincee e sostiamo presso la croce di Dobbiaco, il cippo e la capanna Carducci ovviamente chiusa; incontriamo pochissimi altri escursionisti ma il silenzio è assoluto rotto solo dal sibilo del vento.-
Dopo il veloce spuntino al riparo di un terrapieno, nel primo pomeriggio incominciamo la discesa che in poco più di un’ora ci porta ai camper : il sole intiepidisce ancora e prima di tornare a valle indugiamo a chiacchierare con altri camperisti.-
Non appena imbrunisce la temperatura precipita in picchiata ed è opportuno scendere a quote più basse: ritorniamo a Dobbiaco e proseguiamo per la vicina S. Candido.-
Notoriamente in questa località i camper non sono molto tollerati ed anche in bassa stagione le opportunità per la sosta notturna sono poche; troviamo comunque da parcheggiare in disco orario nel piazzale dove si fermano i bus di linea, nelle immediate vicinanze del centro.-
Un paio d’ore a gironzolare per negozi (doverosa capatina a quello dello speck Senfter), alcune compere indispensabili (lo strudel!) e temperatura sui + 3° e ci riportiamo a Dobbiaco per la sosta notturna nel solito parcheggio.- Oggi abbiamo percorso 51 km.
SABATO 3/11/01
Le campane stamattina hanno suonato poco! Stanotte ha fatto leggermente ancora più freddo della precedente ma il tempo è ancora ottimo.-
Ci avviamo ancora verso S. Candido e quindi la valle di Sesto Pusteria: nei tratti ombreggiati la brina notturna fatica a sciogliersi.- In località Moso prendiamo a destra verso la bellissima Val Fiscalina che si inoltra tra la Croda Rossa di Sesto, le pareti del gruppo Tre Scarperi e la Croda dei Toni.-
Lasciamo il camper nel parcheggio a Campo Fiscalino: normalmente in stagione qui non c’è spazio nemmeno per ….una bicicletta!, ora ci sono poche auto ed è tutto chiuso.-
Camminiamo fino alla Capanna di Fondovalle incontrando rari escursionisti , respirando a pieni polmoni l’aria secca e frizzante ma sicuramente molto pulita; sui pendii circostanti risalta il colore autunnale degli abeti rossi.- La capanna - ristoro riaprirà solo il 22 dicembre p.v. ma le panche di legno all’esterno si prestano ottimamente per riscaldarci al tiepido sole di mezzogiorno.-
Ripresa la marcia in camper saliamo al vicino passo di Monte Croce Comelico e scendiamo per il versante opposto in direzione di Padola e S. Stefano di Cadore e , dopo la lunga galleria stradale, ci portiamo ad Auronzo di Cadore.- Il lago omonimo è già in ombra e pertanto non invoglia alla sosta; cogliamo l’occasione per andare a vedere l’area per i camper allestita dal comune dove provvediamo alle operazioni di scarico-carico acque (comodo pozzetto di scarico).- Il comune di Auronzo è sicuramente meritorio per avere avuto un occhio di riguardo verso la categoria dei viaggiatori in plein-air : l’area attrezzata è comunque abbastanza decentrata e piuttosto lontana dal lago e dal centro del paese.-
Scendiamo velocemente verso Domegge, Pieve e Longarone per sostare infine a Belluno nel bel parcheggio a pagamento in località Limbioi : spazio riservato ai camper e area "tecnica" confinante all’esterno.-
All’entrata del parcheggio si viene automaticamente forniti di un gettone magnetizzato che servirà per il calcolo automatico della tariffa di sosta.-
La comodissima scala - mobile ci porta senza fatica alla piazza del Palazzo della Regione e nel centro cittadino.- Quattro passi e decidiamo di concederci la pizza in un locale nei pressi della stazione ferroviaria.-
Notte assolutamente tranquilla ma freddina; abbiamo percorso 125 km.
DOMENICA 4/11/01
Sottile velo di brina che si scioglie in pochi secondi non appena il sole fa capolino.-La strada per la vicina Feltre si percorre in mezz’ora e sostiamo nell’apposita area riservata di Prà del Vescovo (bene indicata, sulla sinistra – lungo la statale nell’attraversamento di Feltre, in direzione Fonzaso) nei pressi del Palazzo del Ghiaccio.-
Passeggiata per il centro storico e, nel primo pomeriggio rientro a Vicenza.- km. 115.-
Il percorso complessivo è stato di km. 589.