CAMPEGGIO CLUB VICENZA
VIAGGIO AL MITICO “CAPO NORD” ATTRAVERSO GERMANIA, DANIMARCA, SVEZIA, FINLANDIA E NORVEGIA
(a cura di Umberto Cavaggion)
APPUNTI DI VIAGGIO
VENERDI’ 25/7 Partiamo verso le
16,30 in direzione di Bassano - Trento. Entriamo in autostrada a Trento Nord e
percorriamo l’AutoBrennero fino a Vipiteno (costo Lit. 12.000) dove arriviamo
per le 20,30.- Ci incontriamo con gli altri equipaggi, che arrivano dalla
direttrice Cortina - Dobbiaco, e pernottiamo al parcheggio nei pressi
dell’ospedale. Fa piuttosto freddo, tira vento e a tratti pioviggina.
Abbiamo percorso i primi 263 km.
SABATO 26/7 Mattinata grigia e piovosa.
Superato il Brennero proseguiamo lungo la statale fino ad Innsbruck.
Attraversata la capitale del Tirolo prendiamo la strada per Zirl e Seefeld
(nota località per lo sci di fondo). I primi km. in salita mettono a dura prova
il motore dei mezzi; ci sono infatti lunghi tratti con pendenze al 16 - 18%,
dove è indispensabile usare le marce più basse (spesso anche la prima!).
Attraversiamo la frontiera austro-tedesca (km 78) e proseguiamo per Garmisch
(km. 27) dove troviamo traffico molto intenso. Superate con pazienza le lunghe
code puntiamo in autostrada A95 su Monaco (km 89) Percorriamo la lunga
circonvallazione est della città Bavarese incontrando notevole traffico e
seguiamo le indicazioni per Norimberga; prima di uscire dalla città si ha anche
l’opportunità di transitare proprio davanti al gigantesco stadio olimpico. Seguiamo
la A9 verso Ingolstadt (km. 54) e poi Norimberga (km. 79) attraversando grandi
piantagioni di luppolo. Il nostro percorso continua ora sulla A73 per Erlangen,
Bamberg (km. 70) e, a sinistra per la A70, per Schweinfurth (km. 67) e poi a
nord sulla A7con innumerevoli saliscendi fino a Fulda (km. 80) Bad Hersfeld e
Kassel (km. 99). Superata Kassel, in direzione Hannover, ci fermiamo per la
notte in una delle numerose aree di sosta. La serata è fresca e variabile ma il
tempo non promette nulla di buono.
Abbiamo percorso oggi km. 704 per un totale
progressivo di km. 967.
DOMENICA 27/7 Come previsto, pioggia e vento al
risveglio Ci mettiamo in marcia presto alle 7,30 mentre le ragazze dormono
ancora ; proseguiamo in autostrada con continue erte salite e repentine
discese. Il paesaggio è piuttosto monotono anche se all’orizzonte spuntano di
tanto in tanto giganteschi mulini a vento (modernizzati) che sfruttando
l’impeto del vento, che qui deve essere quasi sempre presente, producono
energia sfruttata in agricoltura. Sfioriamo Gottingen, Hildesheim ed Hannover
(km. 92) e sempre sulla A7 tocchiamo Amburgo (km. 133). Il tempo è nel
frattempo migliorato ed il sole ci fa compagnia fino a Lubecca lungo la A1 a
km. 54 e quindi a Puttgarden (km. 94).Breve attesa all’imbarco (tariffa 445
D.M. per quattro persone + camper), comprensiva dei traghetti Puttgarden-Rodby
e Helsingor-Helsingborg in andata e ritorno. Il passaggio in Danimarca dura
circa 1h. (il traghetto parte ai minuti 5 e 40 di ogni ora) e fatto con il sole
è sicuramente piacevole. Il controllo alla dogana Danese è stranamente un po’
pignolo. Proseguiamo verso nord, tra improvvisi squarci di sole caldo e brevi
ma intensi piovaschi; campi coltivati, mucche al pascolo e “mulini a vento”
fanno ormai parte continua del paesaggio circostante. Lungo la strada, che poi
diventa autostrada E47, non ci sono molti punti di rifornimento. Se ne trova
uno all’altezza del paese di Tappernoye dotato anche di un buon camper-service
e rifornimento acqua gratuito, a circa 90 km. da Rodby. Proseguiamo verso
Copenaghen tra intensi scrosci di pioggia e incredibili arcobaleni; percorriamo
la circonvallazione (molti lavori in corso) e concludiamo il percorso stradale
a Helsingor. Dopo pochi minuti di attesa ci imbarchiamo per il breve trasbordo
(poco meno di mezz’ora) a Helsingborg che si vede chiaramente sulla sponda Svedese.
Appena sbarcati, senza alcuna formalità, subito all’esterno della zona traghetti
ci fermiamo in un parcheggio a pagamento (50 corone svedesi per 24 ore) dove
passiamo la notte.Fuori diluvia ed il vento fa ondeggiare il camper !
Oggi abbiamo percorso in totale km. 665 per un progressivo di 1.632.
LUNEDI’ 28/7 Il fortunale è durato tutta la
notte ed anche il mattino non promette niente di buono visto che grossi e scuri
nuvoloni corrono in cielo. Lasciamo Helsingborg e proseguiamo per la E4 in
direzione di Jonkoping; ad un primo tratto pianeggiante ne segue uno più vario
e divertente con ampie foreste e coloratissime fattorie isolate; si notano
lungo la strada, ai limiti del bosco, addirittura grossi funghi ! Dopo Markarid
(km. 69) si entra nella regione dei laghi; costeggiamo il Vidostern e superiamo
la cittadina di Varnamo per arrivare a Jonkoping (km. 103). La città, nota per
la produzione dei “fiammiferi svedesi” si trova all’inizio del grande lago
Vattern; costeggiamo la riva orientale e ci fermiamo a mangiare al paese di
Granna nel parcheggio prospiciente la partenza dei traghetti per la vicinissima
isola di Visingso.Ripartiamo sotto il diluvio che ci accompagnerà, tranne brevi
pause, attraverso Linkoping (km. 136 da Jonkoping), Norrkoping (km. 46),
Nykoping, Sodertalye fino a Stoccolma (km. 140). Qui, finalmente, il maltempo
si attenua e non piove.Ci sono varie possibilità di sosta, facili, nei
parcheggi a pagamento orario; ci sarebbe anche un parcheggio per camper e
roulotte ma giudichiamo veramente esosa la tariffa, soprattutto alla luce di
quanto offerto. Noi sostiamo sul molo, lungo la Strandvagen a due passi dal
centro, spendendo 50 corone per 24 ore. E’ importante avere denaro in spiccioli metallici per
non perdere tempo prezioso come successo a noi nel tentativo di cambiare le
banconote in un orario nel quale tutti i negozi, qui, sono già chiusi !
La percorrenza odierna è stata di km. 630 per un totale progressivo di km. 2.262.
MARTEDI’ 29/7 La notte è trascorsa molto
tranquilla nonostante le perplessità che poteva sollevare il ns. punto di
sosta. Il tempo è clemente, tira vento ma non piove e, anzi, ci sono sprazzi di
sole che riscalda gradevolmente. Ci avviamo a piedi lungo il viale Strandvagen,
e passiamo davanti al teatro d’arte drammatica per proseguire verso la città
vecchia sull’isola di Gamla Stan ; la zona pedonale consente di passeggiare in
tutta tranquillità, negozi di ogni tipo richiamano la ns. curiosità, e ci sono
anche trattorie dal nome e menù tipicamente italiano. Abbiamo anche l’occasione
di acquistare un giornale (Repubblica o Corriere della Sera ne passeranno
giorni prima di poterne leggere un altro !). Visitiamo il Kungliga Slottet aperto
dalle 10 alle 16 che è la residenza ufficiale del re di Svezia ; assistiamo
anche, puntuale alle 12,10, alla pittoresca cerimonia del cambio della guardia
con fanfara a cavallo (si prolunga però in modo eccessivo). Visitiamo il
Palazzo Reale spendendo 100 corone anche se non offre granchè apparendo alla
fine piuttosto modesto se paragonato ad altre residenze europee (vedi Vienna,
per non parlare di Versailles).Visitiamo anche la chiesa Riddarholmskyrkan
(aperta dalle 11 alle 16) nella quale sono custodite quasi tutte le spoglie dei
defunti re di Svezia, la casa dei Cavalieri con la statua del re Vasa in largo
Riddarhustorget e la Stadshuset (municipio) che si trova nella punta sud-orientale
dell’isola di Kungsholmen. Prima di recarci al museo Vasa facciamo colazione
ripassando al camper. Al Vasa ammiriamo il vascello da guerra recuperato nel
1961 in perfette condizioni dai fondali marini al largo di Beckholmen,
antistante la rada di Stoccolma, dov’era affondato 300 anni prima (110 corone
d’ingresso, ma ne vale la pena !).
La giornata si chiude con una leggera, ma breve, pioggia.
MERCOLEDI’ 30/7 Notte ancora tranquilla sempre
allo stesso parcheggio sul molo.-Ho notato, a causa della mia proverbiale
insonnia, che alle 3,30 di notte fuori è chiaro come fossero le 6,30 - 7 di
mattina a casa nostra! Giornata finalmente tersa e luminosissima. Ci muoviamo
in camper per un lungo giro cittadino : grazie al traffico ordinato e per
niente congestionato scopriamo quartieri e scorci della capitale veramente da
ricordare.Ci fermiamo per una sosta al verdissimo giardino del municipio che si
affaccia direttamente sul porto-canale (nell’occasione viene recuperato e
fortuitamente subito riconsegnato un portafoglio con contanti e carte di
credito smarrito da una signora). Lasciamo un po’ a malincuore Stoccolma e ci
dirigiamo sono quasi le 12 lungo la E18 verso Enkoping (km. 60) e poi, dopo un
fugace panino, lungo la strada 70 in direzione di Sala, Hedemora e Borlange
(km. 138) tra foreste, laghi, scorci e colori indimenticabili : il cielo
azzurro, punteggiato di nuvole dalle forme e colori più strani, sembra un
acquerello. Da Borlange ci spostiamo alla vicina Falun (soli 19 km.), località
famosa per la gloria raccolta dai nostri fondisti in un recente campionato del
mondo di sci nordico; proprio ai piedi dei trampolini per il salto ed al
margine dello stadio per il fondo ci fermiamo nel bel campeggio Lugnet (110
corone con allacciamento elettrico). Sono solo le 17 ca. e pertanto c’è tempo
per rilassarsi e fare anche bucato. Prima della doccia la bellezza del luogo e
l’insistenza di Giorgio e Sergio mi convincono a una mezzora di footing (non ne
facevo da qualche anno e ne porterò il ricordo muscolare per alcuni giorni !)
lungo gli sterrati destinati in inverno ai percorsi per il fondo. Compaiono le
prime avvisaglie di zanzare, (che tuttavia nonostante le previsioni
pessimistiche non daranno molto fastidio nel corso del viaggio), mentre alle 23
è ancora giorno.
Oggi abbiamo percorso, contando anche il grande giro per Stoccolma, km. 279
per un totale progressivo di km. 2.541.
GIOVEDI’ 31/7 Ho
dormito veramente bene anch’io ! Ci alziamo con calma essendo anche in anticipo
sulla “tabella di marcia” da noi prevista. Lasciamo Falun sotto un bel sole e
ci dirigiamo - sulla strada nr. 80 - a Rattvik (km. 35) sulle sponde del grande
lago Silyan. Prima di arrivare a Mora, all’estremità opposta del lago, deviamo
in direzione di Nusnas, dove c’è la fabbrica Ollson che produce i tipici
cavallini rossi in legno, simbolo turistico della Svezia. Ci mostrano in
dettaglio la produzione e la decorazione a mano ancora del tutto artigianale,
facciamo compere nel nutrito spaccio e sostiamo per il pranzo nel comodo
parcheggio antistante. Passiamo poi per Mora (km. 44 da Falun), famosa per
essere il traguardo della mitica Vasaloppet; l’itinerario prosegue quindi - per
la strada 45 - verso Orsa e con percorso tortuoso e montano con traffico
pressoché inesistente fino a Los (km. 94). Il ns. viaggio continua attraversando
le cittadine di Karbole, Ytterbogdal, Ratan, Svenstavik e la città di Ostersund
(km. 197 da Los). Il paesaggio, pur nella sua monotonia, è dato costantemente
da laghi di ogni dimensione, enormi distese a foresta e cieli variopinti, con
traffico - ripeto - veramente scarso. A Ostersund incappiamo in una festa
cittadina; troviamo parecchie strade chiuse al traffico e solenni sbronze;
pertanto visto il clima tutt’altro che tranquillo preferiamo non sostare in
città. Proseguiamo pertanto ancora per qualche km. in direzione nord verso
Stromsund e ci fermiamo nel piccolo paese di Sore (a 13 km.) dove pernottiamo
nel piazzale antistante le scuole e la piscina, in riva al lungo e stretto lago
Indalsalven.
La percorrenza odierna è stata di km. 459 per un
totale parziale progressivo di km. 3.000.
VENERDI’ 01/8 Cielo coperto al mattino. Proseguiamo
sulla strada 45 in direzione di Stromsund e, prima di arrivarci, ci fermiamo
per la spesa giornaliera in un supermercato ICA transitando nel paese di
Hammerdal. uperata Stromsund (km. 91), in prossimità di Hoting (km. 51) ci
fermiamo in una bella area di sosta attrezzata con panche e tavole di legno e
caminetto per cucinare. C’è anche una casa-rifugio in legno completamente e
confortevolmente arredata, con cucina a gas perfettamente funzionante. Sul
retro, oltre alle toilette, c’è anche una piccola stanza adibita al cambio pannolini
per i bimbi più piccoli. Una curiosità: notiamo infisso sulla parete esterna un
finissimo e corto ramoscello. Una signora del luogo ci spiega che quel
ramoscello, di pianta molto simile alla betulla, funziona da barometro !.
Infatti se la sua punta volge in su il tempo volge al bello, se al contrario
punta in basso si annuncia tempo cattivo. Ci è di buon auspicio in quanto
sembra proprio annunciare il sole! Di li a poco infatti il cielo si apre ed una
buona giornata ci accompagnerà, pur con qualche pausa, per Dorotea (km. 37),
Vilhelmina (km. 58), Storuman (km. 36) e Sorsele (km. 71). Il paesaggio è
sempre il solito e quindi comincia un po’ a stancare; si vedono e vengono
raccolti grossi funghi (alberelle) che gli appassionati Carla e Sergio
cucineranno per cena. A Sorsele prendiamo a destra seguendo le indicazioni per
Arvidsjaur; a movimentare il pomeriggio ci pensano circa 8 km. continui di
strada sterrata degni del Camel Trophy. Superato con prudenza e a passo d’uomo
il tratto sconnesso subito prima di entrare ad Arvidsjaur (km. 82) incontriamo
improvvisamente in mezzo alla strada la prima renna che ci obbliga ad un brusco
rallentamento; l’incontro ci regala indubbiamente un po’ di emozione! In paese
vediamo un piccolo villaggio Sami ed un’altra coppia di renne che pascola tranquillamente
sul ciglio stradale. Proseguiamo verso est lungo la scorrevole strada 94 in
direzione di Lulea, sul mare del golfo di Botnia, che ci spalancherà la strada
per la Finlandia. Ci fermiamo per la notte in una modesta area attrezzata in
prossimità di Fors (km. 65 dopo Arvidsjaur) sulla riva di un piccolo lago.
La percorrenza di giornata è stata di km. 530 per un totale dalla partenza di km.
3.530.
SABATO 02/8 Tutto bene e un bel sole
caldo saluta l’inizio della giornata. Sembra incredibile pensare che a pochi
km. da qui, qualche anno fa, in inverno è stata raggiunta una punta record di
freddo a -52° Ci avviamo per Alvsbyn (km. 16) e, subito prima di entrare nel
paese di Antnas, al bivio km. 42 prendiamo a sinistra sulla superstrada
litoranea E4 in direzione di Lulea (km. 74). A Lulea, cittadina sul mare,
ordinata e pulita con il suo bel centro pedonale, parcheggiamo facilmente; le
attività in queste città del nord Europa iniziano tardi al mattino e solo verso
le 9,30 comincia un po’ di movimento. Facciamo quattro passi e ne approfittiamo
per fare la spesa in un fornitissimo market. Dopo circa un’ora proseguiamo per
Tore, Kalix e Haparanda (km. 127) città di confine con la Finlandia; superato
il ponte sul fiume Tornionjoki ci fermiamo per il pranzo appena oltre la
frontiera nessuna burocrazia in un bel parcheggio sulla foce del fiume, al
cospetto del golfo di Botnia.Giorgio telefona in Italia e fa un po’ stupore
sentire che a casa piove e fa fresco mentre qui il sole picchia veramente!. Si
continua per la vicina Kemi (16 km.) e poi a sinistra per la E75 verso
Rovaniemi che raggiungiamo velocemente, grazie alla strada molto scorrevole,
dopo km. 106. Appena oltre il centro città (soli km. 5 in direzione nord) ci
fermiamo al villaggio di Babbo Natale; qui finalmente Giulia realizza uno dei
suoi tanti sogni : l’incontro e la foto (con tutta la famiglia) proprio con
lui! Nel villaggio naturalmente si fa shopping e le foto di rito davanti al
cartello che segnala l’ingresso al circolo polare artico. Verso sera torniamo
verso il centro. La città ha un aspetto assolutamente asettico e poco
invitante; si fa una puntata sulla sovrastante collina di Aunasvaara dalla
quale si gode un discreto panorama sulla città. Sulla sommità della collina
arriva anche una seggiovia; curiosamente, per ritornare a valle, è stata
allestita una sorta di discesa per bob che si può effettuare, a pagamento, su
uno slittino montato su cuscinetti a sfera e dotato di freno a mano.-Non
trovando sistemazioni migliori ritorniamo al parcheggio del villaggio lasciato
un paio d’ore prima, dove pernottiamo.
Abbiamo
oggi percorso km. 379 per un totale progressivo di km. 3.909.
DOMENICA 03/8 La notte qui non è mai
stata tale in quanto è sempre stato chiaro! Ripartiamo puntando decisamente
verso nord; strada buona ma non offre niente da segnalare.- Ricordo solo in
particolare che all’improvviso, senza alcuna segnalazione, la strada è
diventata per alcuni km. una pista d’aeroporto! Probabilmente usata in caso di
emergenza per rimediare alle scarse vie di comunicazione nella vastità del
territorio. Superiamo Sodankila (km. 130) che sulla carta stradale è ben
segnalata ma che in realtà e poco più di un villaggio e, sempre sulla E75, ci
dirigiamo a Ivalo. Lungo la strada percorsa abbiamo visto qualche pseudo
accampamento Lappone, dove si vendono solo i soliti inutili souvenir. Ad Ivalo
(km. 160) sostiamo a mezzogiorno; cittadina vuota di contenuti (Giorgio
acquista a buon prezzo alcune pelli di renna) , come la successiva Inari (km.
39). Qui almeno visitiamo un museo Sami all’aperto,abbastanza interessante. La
pochezza dei luoghi ci invita, nonostante si sia un po’ stanchi, a proseguire
fino al confine con l’ormai vicina Norvegia; puntiamo pertanto sulla E75 verso
Kaamanen su strada in continua ondulazione con scorci panoramici interessanti
su alcuni laghi. Raggiunto il paese svoltiamo a sinistra sulla strada 92 - che
in 72 km. di vero toboga ci portano a Karigasniemi, località di confine. Piove
ed è molto umido. A 100 metri dalla frontiera sostiamo per la notte in una
specie di campeggio. La fretta di sistemarci e la stanchezza ci tradisce e
prendiamo una solenne fregatura! (Lit. 33.000 di spesa con servizi molto
spartani ed acqua fredda in quanto era saltata speriamo casualmente l’energia
elettrica).
Percorso
in giornata km. 434 per totali km. 4.343.
LUNEDI’ 04/8 Nonostante la qualità del
campeggio si è dormito proprio bene. Al vicino market terminiamo la poca valuta
finlandese rimastaci acquistando un po’ di alimentari. Fa molto fresco ma c’è
un sole brillante ed il cielo è terso ed è con colori vivacissimi che la
Norvegia si presenta! Passiamo per il paese di Karasjok (km. 18), sede del
parlamento Sami, e percorrendo la strada E6 raggiungiamo Lakselv (km. 74);
nonostante la strada tortuosa ,ma con scarsissimo traffico, si è potuto tenere
una buona media - sugli 80 km/h. Lungo il tragitto si sono potute vedere
all’orizzonte le prime montagne e le prime macchie di neve a bassissima quota. A
Lakselv, che si affaccia sul Porsangerfjord (diramazione del Mar Baltico) ed è
importante cittadina per il suo porto e soprattutto aeroporto, ci imbattiamo
nuovamente in gruppi di renne e notiamo alcuni Lapponi in costume tradizionale;
- qui, almeno i Norvegesi, sembrano mantenere un minimo di tradizione!.- Si
prosegue sulla litoranea E6 con curve e controcurve fino a Russenes-Olderfjord
(km. 64). La vegetazione è ormai ridotta al minimo e la tundra regna sovrana :
solo betulle nane e tanto, tanto muschio e licheni.
Qui
decidiamo di puntare verso Hammerfest prendendo la strada 94. Si sale subito su
un altopiano panoramico con macchie di neve che arrivano fin quasi al margine
della carreggiata; oltrepassiamo Kvalsund (km. 26) ed il bel ponte moderno che
ci collega all’isola Kvaloya, dove riprendiamo la strada costiera che ci conduce
ad Hammerfest (km. 31). Lungo queste strade ci sono scorci e situazioni
ambientali meravigliose che difficilmente si potranno dimenticare; nessuna
ripresa con la videocamera o scatti fotografici anche ben riusciti potranno
immortalare compiutamente la magnificenza dei luoghi!. Hammerfest è famosa per
essere il comune abitato situato più a nord di latitudine al mondo! Qui, tra
l’altro, ci sono anche gli stabilimenti Findus. Il centro è discreto ed un
passeggiata si fa volentieri; sul molo c’è mercato e si possono trovare anche i
rinomati maglioni norvegesi di lana (n.b. con l’esperienza dei giorni seguenti
si può affermare che qui si acquista a buon prezzo !)
Visitiamo
un piccolo ‘museo’ dove si trovano imbalsamati molti animali che vivono a
queste latitudini, dagli orsi bianchi alle renne, dai variopinti pulcinella di
mare alle grandi aquile marine, linci e volpi artiche. Con calma, anche se è
pomeriggio inoltrato ma qui non c’è la preoccupazione del calare delle tenebre ritorniamo
indietro fino a Russenes per puntare finalmente sul mitico Capo Nord. La
stretta strada E69 corre rialzata sulle acque del Porsangerfjord. Lo risaliamo
tutto fino alla località di Kafjord (km. 70 da Russenes); il paesaggio è
oltremodo selvaggio con strada stretta, qualche galleria a bucare la montagna
che scende spesso a picco sul mare, vegetazione assente, gruppi di renne
tranquille. A Kafjord ci imbarchiamo al volo sul traghetto in partenza (222
Nok); così in fretta che Giorgio, rimasto di qualche metro indietro, non trova
posto sufficiente per il camper e rimane a terra. Lo aspetteremo cenando,
un’ora abbondante più tardi, al molo di Honningsvag sull’isola di Mageroy.
La
traversata dura poco meno di un’ora e dal ponte della nave, anche se fa
abbastanza freddo, si ha modo di constatare la solitudine ed il silenzio di
queste terre, così lontane dal ns. mondo abituale. Ad equipaggi riuniti
percorriamo gi ultimi 30 km. che ci separano dal pianoro a picco sul mare di
Capo Nord. Questo ultimo tratto che comporta alcuni km. di buona salita (anche
al 9%) è assolutamente privo di vegetazione; solo licheni ed erba verdissima
(sembra seminata apposta) appena scoperta dallo sciogliersi delle nevi glaciali
presenti all’intorno con macchie di varie dimensioni e con rilevanti spessori.
Da qui si domina un’orizzonte ampissimo ! A Capo Nord l’accesso al parcheggio
costa 350 Nok e dà diritto ad una sosta di due giorni ed all’accesso ai locali
(ristoranti, cinema, cappella, negozi ecc..) del centro. Al cinema si può
assistere alla proiezione di un documentario su più schermi panoramici
contemporaneamente su Capo Nord e le sue situazioni ambientali nel corso del
succedersi delle stagioni. La proiezione che dura circa 20 minuti e viene
riproposta ogni mezz’ora è stata realizzata da un regista Italiano, Ivo
Caprino; per immagini e colonna sonora è sicuramente da non perdere, tanto che
noi l’abbiamo vista due volte!. Fuori è nuvoloso ma limpido e, considerando la
latitudine, non fa eccessivamente freddo. A mezzanotte abbiamo fatto fotografie
all’aperto senza alcun bisogno del flash!
La
percorrenza odierna è stata di 442 km. per un totale progressivo di km. 4.785.
MARTEDI’ 05/8 Dopo essere stati fuori
fino a “notte fonda” ci siamo ovviamente alzati un po’ più tardi. Quattro gocce
di pioggia, ma il tempo per il momento tiene. Qualche altra foto e lasciamo
Capo Nord; durante il ritorno al porto di Honningsvag incontriamo alcuni gruppi
di renne mentre altre numerose si notano nei pressi di una vasta chiazza di
neve. Purtroppo perdiamo per pochi minuti il traghetto e dobbiamo aspettare (ne
approfittiamo per pranzare) 1 ora e mezza per traghettare. ll tempo rapidamente
peggiora. Freddo uggioso e pioggia ci scortano sia nel tragitto marittimo, sia
fino a Russenes (km. 103) e per altri 23 km. per la strada 94 già percorsa ieri
per andare ad Hammerfest fino al bivio di Skaidi. Qui prendiamo la E6 in
direzione di Alta (km. 87). Ancora freddo e pioggia tanto che in questo tratto
nei pressi del passo di Sennalandet mt. 385 accendiamo il riscaldamento del
camper. Ad Alta ci affacciamo sull’omonimo fiordo che costeggiamo e risaliamo
per Talvik (km. 36 da Alta), Isnestoften, Langfjordbotn (km. 46), Burfjord e
Sorstraumen (km. 41). Sui monti, che non raggiungono i 1.000 metri di altezza,
ci sono grandi lingue di neve e ghiacciai. Purtroppo il cattivo tempo guasta il
paesaggio che, altrimenti, sarebbe bellissimo. Nei pressi del ponte tra
Sorstraumen e Sekkemo troviamo un’area per campeggio sul mare del fiordo, che
condividiamo con altri cortesi equipaggi tedeschi. Versiamo il contributo
volontario di 50 Nok per la manutenzione e la pulizia dei servizi esistenti. A
sera il tempo è migliorato ed è uscito un po’ di sole.
Abbiamo
percorso km. 337 per un totale progressivo di km. 5.122.
MERCOLEDI’ 06/8 Tempo nuvoloso. Prendiamo subito una strada parzialmente
sterrata che in 7 km. ci porta verso Sorfjord dove, secondo la guida ci dovrebbero
essere delle belle cascate; delusione! Si ritorna e si riprende la E6 per
Sandbukt (km. 26) ma prima di giungerci c’è un vero passo montano da scalare mt.
402 con grandi macchie nevose; si continua verso Storslett (km. 25),
Kafjordbotn (km. 50) e Skibotn (km. 51). Tutto il percorso si snoda su strada
bella e panoramica lungo il Lyngenfjord; attorno ci sono montagne con ghiacciai
le cui lingue nevose scendono spesso fino in mare. Superata Storfjord si risale
in montagna fino a Overgard (km. 30) tra alte cascate e innumerevoli rivoli di
acqua, per scendere poi velocemente a Nordkjosbotn (km. 9) dove si lascia a
destra la E78 che conduce alla città di Tromso; noi pertanto giriamo a
sinistra, su strada molto tortuosa con saliscendi fino a Andselv (km. 51),
Setermoen (km. 27) e Bjerkvik (km. 57) che si affaccia sull’Ofotfjorden. Lasciata
a sinistra la strada per Narvik, che si vede chiaramente a pochissimi km,
prendiamo a destra la strada per le Vesteralen-Lofoten (E10 la strada di “Re
Olav”). Il tempo nel frattempo è migliorato notevolmente, con ampie zone di
sereno; la strada corre inizialmente nell’entroterra tra boschi di betulle e
piccoli laghetti e successivamente costeggia il mare; qui superiamo il bel
ponte di Tjeldsund (km. 64) che collega la terraferma all’isola di Hynnoya, la
prima isola delle Vesteralen. Dopo il ponte ed il paese di Gausvik, su altri 51
km. di litoranea molto stretta, giungiamo a Lodingen, dove pernottiamo
tranquillamente in centro, in un parcheggio sul porticciolo.-Dopo cena, facendo
quattro passi, ci accorgiamo che a poche centinaia di metri c’è eventualmente
anche un’area attrezzata per camper.
La
percorrenza odierna è stata di km. 501 per un totale di km. 5.623.
GIOVEDI’ 07/8 Nuvole basse al risveglio, come
da noi in montagna nelle giornate più umide, e pioggia ci fanno compagnia fino
a Sigerfjord e Sortland (km. 52). Lungo questo tratto di strada, abbastanza
impervio, c’è anche una bella vista sull’estrema punta del Cullesfjorden. A
Sortland, sull’isola di Langoya, si accede tramite un bel ponte arcuato; qui
Sergio ci lascia per proseguire verso Andenes, città all’estremo nord delle
isole Vesteralen, dove intende partecipare ad un safari fotografico alle
balene. Dopo avere concordato il ricongiungimento entro 48 ore, noi proseguiamo
verso Melbu transitando su un altro ponte che collega la grande isola di
Langoya alla più piccola isola di Hadseloya. A Melbu (km. 46) aspettiamo un’ora
abbondante per il traghetto delle 12,30 (Nok 169) che in mezz’ora circa ci
porta all’arcipelago delle isole Lofoten, con sbarco nel piccolo porticciolo di
Fiskebol, contornato da montagne scure incombenti sul mare. Dopo lo sbarco
proseguiamo per circa 1 km. e appena superata una galleria ci fermiamo in una
bella piazzola di sosta, su un’ansa del mare riparata dal vento. Mentre
pranziamo il sole, nel frattempo sbucato dalle nuvole, rende l’acqua di un
colore verde incredibile e grazie alla trasparenza del mare possiamo vedere
nitidamente una grande e bellissima medusa arancione.Proseguiamo per Svolvaer
mentre il tempo è repentinamente nuovamente peggiorato, con vento e pioggia
autunnale. A Svolvaer, capoluogo delle Lofoten, visitiamo il centro che
peraltro offre molto poco. A conferma dell’estrema variabilità del clima il
tempo, come era rapidamente peggiorato, è subito tornato buono. Proseguiamo
verso sud-ovest superando ponti arditi che collegano le vari isole; sostiamo
nei pressi di Borge per visitare un museo vichingo, ma i prezzi d’ingresso
veramente sconcertanti ci inducono a proseguire fino a Leknes (km. 73). Pernottiamo
senza alcun problema in un parcheggio nei pressi del municipio.
La
percorrenza odierna è stata di km. 212 per un progressivo di km. 5.835.
VENERDI’ 08/8 Per fortuna oggi. giornata
dedicata alla parte più bella delle isole Lofoten, c’è un bel sole caldo!. Dopo
Leknes (km. 13) si passa un tunnel sottomarino (km. 1,5 di lunghezza, costo 65
Nok) e poi, tra arcuati ponti, insenature meravigliose, spiaggette di sabbia
fine e bianchissima, abbandoniamo la strada principale per una escursione a
Nusfjord (km. 14 andata e ritorno). Il piccolo villaggio di pescatori in
posizione incantevole, vera oasi di pace e silenzio, è giustamente considerato
patrimonio dell’Unesco. Passiamo poi per Ramberg, Hamsoy, Reine (località
meravigliose, una più bella dell’altra!), Moskenes (c’è il museo del baccalà e
dello stoccafisso con tanto di tricolore Italiano) fino alla fine, nel vero
senso della parola, della strada E10 nel piccolo centro di A (km. 53 da
Leknes), dove pranziamo. Per fare questi 60 km. circa ci abbiamo impiegato più
di tre ore, per le innumerevoli ovvie e necessarie soste fatte per poter
gustare appieno quanto la natura offriva ai ns. occhi!. Il bel tempo ci ha
aiutato e possiamo dire che già con questi posti la fatica ed il costo del
viaggio è stato ben ripagato. Nel pomeriggio siano tornati lentamente fino
quasi a Svolvaer; il cielo si è nuovamente velato e spira un vento molto forte.
A
circa 20 km. da Svolvaer, in località Lyngvaer, ci fermiamo in riva al mare al
Lofoten Bobilcamping (costo 80 Nok + 20 Nok per eventuale elettricità); molto
belli i servizi tutti in legno e docce con acqua calda a moneta (10 Nok).
Il camper traballa a causa delle raffiche di vento!.
Abbiamo fatto 202 km. per un totale di km. 6.037.
SABATO 09/8 Che nottata!! Mai chiuso occhio. Pioggia torrenziale e vento
incredibile ci facevano temere per la stabilità del camper!. Alle tre di
mattina ho addirittura spostato il mezzo nel tentativo di trovare una posizione
meno esposta alle raffiche, ma con scarsi risultati. Al mattino, verso le 10,
tutto si è placato. Ne abbiamo approfittato per un puntata al vicino paese di
Henningsvaer (solo 14 km. in tutto), porto peschereccio importantissimo
soprattutto nel periodo gennaio - aprile per la pesca dei merluzzi; ci sono
numerose e grandi palizzate in legno per l’essiccazione del pesce. Esce anche
il sole; ritorniamo in campeggio dove sostiamo fin verso le 16 quando ci
avviamo verso Svolvaer dove ci imbarchiamo per la costa norvegese con
destinazione Skutvik (2 ore di traversata, costo 457 Nok.).- Si è ‘ballato’ un
po’ per il mare leggermente mosso. Sostiamo sul molo di Skutvik per la notte;
alle 23 passate, con un traghetto successivo, è arrivato anche Sergio per cui
domani riprenderemo il cammino a comitiva completa.
Oggi è stata praticamente
giornata di riposo; abbiamo fatto solo 46 km. che portano il totale progressivo
a km. 6.083.
DOMENICA 10/8 Nottata fredda ma riposo assicurato! Il mattino riprende a piovere e c’è nebbia. Percorriamo i 36 km. che ci riportano alla strada principale E6 sulla costa norvegese, nei pressi di Ulsvag. Prendiamo a destra in salita in direzione di Fauske (km. 133); questo lungo tratto che porta alla città, che si affaccia sul tratto terminale del Saltfjorden, è caratterizzato da una parte montuosa e da un tratto che costeggia prima il Nordfolda e quindi il Sorfolda con lunghe e frequenti gallerie. Un tratto è anche a pagamento con casello alla fine, per noi che scendiamo da nord (Nok. 55). Tra un acquazzone e l’altro appaiono coloratissimi arcobaleni. A Fauske, un meccanico ad un distributore di carburante mi risolve cortesemente e gratuitamente una piccola perdita di gasolio da una cannula fessurata, nonostante la chiusura della giornata festiva. Ripartiamo verso sud con tempo estremamente variabile; acquazzoni si alternano a sprazzi di sole scintillante e arcobaleni incredibili nel volgere di pochissimi minuti. Ci fermiamo a pranzare in località Storjord Hestbrinken (km. 67 da Fauske). Percorriamo poi un lungo tratto in salita costante ma leggera che ci conduce su un altopiano a circa 700 mt. di quota; tira vento molto freddo e lembi di ghiacciaio si affacciano prepotenti fin quasi in prossimità del ciglio stradale. A metà altopiano varchiamo in uscita il circolo polare artico con la speranza di trovare, a sud, tempo più stabile e caldo e poi lunga discesa verso Mo I Rana (km. 112). La città si affaccia sull’omonimo fiordo ed è attorniata da monti sui 1.000 metri di quota con notevoli estensioni nevose. Proseguiamo per Mosjoen (km. 90) con percorso vario che alterna tratti pianeggianti a ripide salite, fino a 350 mt. di quota, con imponenti ammassi glaciali all’orizzonte. Dopo Mosjoen si attraversa una verdissima vallata con alcuni laghetti ed una imponente e larga cascata (pesca di salmoni) nei pressi del paese di Laksfors.Subito dopo, a Trofors (km. 45 da Mosjoen) ci fermiamo per la notte nel piazzale sul retro di un supermercato.
LUNEDI’ 11/8 Nottata gelida tanto che verso mattina abbiamo acceso per un
paio d’ore la stufa del camper, ma finalmente una giornata eccellente con cielo
limpidissimo e sgombro di nuvole. Riprendiamo la E6 verso Grong e percorriamo
un altopiano a circa 350 mt. di quota; torrenti dal colore blu intenso scendono
dai ghiacciai sovrastanti ed i prati e la vegetazione, che superato il circolo
polare artico è ricomparsa, sono verdissimi. A Grong (km. 150) proseguiamo
verso sud percorrendo la riva del grande lago Svasavatnet fino a Steinkjer (km.
85) dove sbuchiamo sul mare nel Belstadfjorden. Da qui la strada, che corre
parte all’interno dove il paesaggio si è fatto prepotentemente agricolo e parte
sul litorale, ci conduce a Trondheim (km. 122). Prima di entrare in città c’è
un nuovo tratto con gallerie a pagamento (si paga in due tratti, 10 + 20 Nok). A
Trondheim c’è un parcheggio (incustodito) sterrato per i camper, dove si paga
40 Nok per 24 ore, comodo al centro; prima e dopo cena facciamo quattro passi
in città dove tra l’altro ammiriamo la cattedrale gotica ed il Torget, vero
cuore di Trondheim, con la sua piazza quadrata ed al centro la colonna con la
statua di Olav I° ,fondatore della città. Finalmente fa veramente caldo e
abbiamo nuovamente indossato pantaloncini e maniche corte.
Oggi
la percorrenza è stata di km. 367 per un totale di km. 6.958.
MARTEDI’ 12/8 E’ nuvoloso, ad ulteriore
conferma dell’estrema e rapida variabilità del tempo in queste zone. Prima di
partire andiamo al mercato del pesce a fare acquisti sia per la cena (faremo
salmone fresco alla griglia) sia da portare a casa (salmone affumicato). Usciamo
dalla città, sempre sulla E6, in direzione di Oslo; il tratto che passa
attraverso le località di Storen, Ulsberg e Oppdal (km. 116) è noioso e corre a
fondovalle. Ad Oppdal prendiamo a destra per la strada 16 che in salita raggiungiamo
i 625mt. sul mare penetra nella valle Sunndalen. Il tempo è notevolmente
peggiorato con pioggia fitta, nebbia e freddo; prima di arrivare a Sunndalsora
(km. 69) si possono notare sui fianchi delle montagne, soprattutto a destra,
alte cascate. A Sunndalsora, che si trova sulla parte estrema del
Tingvollfjorden, prendiamo ancora a sinistra per la strada 62 che offre tratti
panoramici sul fiordo e, successivamente per la strada 64 con tratti montani (dopo
la località di Eidsvag si sale fino a 500 mt. di quota) che ci conduce ad
Andalsnes (km. 136) lungo il Langfjorden.La cittadina è rinomata oltre che per
il buon clima anche e soprattutto, pur essendo in riva al mare, come base di
partenza per escursioni e scalate sulle montagne circostanti i cui picchi ci
ricordano vagamente le ns. Dolomiti. Il tempo è nel frattempo molto migliorato ed in serata esce
anche un po’ di sole. Ci fermiamo per la notte in un parcheggio periferico dietro
una chiesa protestante.
Abbiamo percorso km. 337 per un totale complessivo di km.
7.295.
MERCOLEDI’ 13/8 Nuvole basse di umidità
stamattina ma lasciano intuire che il sole è assicurato nel corso della
giornata. Usciamo da Andalsnes e prendiamo per pochissimo la E69 in direzione
di Dombas; fatti pochi km. , prendiamo infatti a destra la strada 63, la
Trollstigveien (la strada dei Troll) che si inerpica stretta e con numerosi
tornanti con protezioni irrisorie - a me ricorda per la sua conformazione lo
Stelvio fino a 850 mt. di quota. Si passa tra l’altro, circa 1 km. prima del
valico, su un piccolo ponte posto praticamente sotto un’imponente ed
impressionante cascata dove, anche se ci si bagna parecchio, è d’obbligo la
fotografia. Sul passo (km. 28) breve sosta e veduta panoramica sulla valle e
sulla contorta strada appena fatta; qualche foto e, come previsto, esce il sole
che ci accompagna in discesa sul versante opposto lungo la valle di Meierdal
fino al paese di Valldal (km. 32) posto sulla parte più interna del
Norddalsfjord. Prendiamo a destra per la vicinissima località di Linge (km. 7)
dove, dopo brevissima attesa, traghettiamo 10 minuti di tragitto a 98 Nok. sulla
sponda opposta, ad Eisdal. Fa molto caldo, sicuramente perchè il fiordo è
riparato dalle montagne strapiombanti su tutti i lati. Nemmeno il tempo di
scendere dal piccolo traghetto e la strada si inerpica subito lungo la “strada
dell’Aquila” che al passo Korsmyra (km. 15) raggiunge i 624 mt. di altezza;
dopo un breve e verdissimo altopiano la strada scende molto ripida (usare le
marce molto basse è d’obbligo !!), con spettacolare vista dall’alto, a
Geiranger (km. 14) nella parte terminale dell’omonimo strettissimo fiordo, tra
pareti a picco ed imponenti cascate tra cui la grande Storfoss. In rada, a
conferma della profondità del mare, sostano un paio di navi da crociera, mentre
frequenti battelli carichi di turisti risalgono il fiordo. Ci fermiamo a
mangiare in una piazzola, lungo la litoranea, sotto un sole splendente e molto
caldo. Ripartiamo e con una nuova, notevole salita di km. 12 circa un po’
caotica e stretta all’inizio per l’incrociare di alcuni pulmann con bella vista
sul fiordo sottostante, saliamo al passo Djupvasshytta (mt. 1.038); troviamo
l’azzurrissimo lago Djupvatn ed imponenti masse nevose glaciali incombenti :
qui fa freddo !!. Lunga discesa in direzione della strada 15 verso la località
di Stryn; numerose e lunghe gallerie anche di 3 - 4 km. cad. si trovano lungo il
percorso, fino a costeggiare il lago Strynvatn ed il paese, appunto, di Stryn
(km. 62).- Qui prendiamo a sinistra per la strada 60, e dopo 17 km. ad Olden
seguiamo le indicazioni per la valle di Oldedal, caratterizzata da verdi
laghetti e grandi ghiacciai. Al termine della valle in località Briksdal (km.
24), una tonificante passeggiata di mezz’ora ci porta fino a toccare con mano
uno dei grandi fronti avanzati del ghiacciaio Jostedalsbreen. E’ un’escursione
bellissima, da non tralasciare!. A pomeriggio ormai inoltrato ripercorriamo
nuovamente a ritroso i 24 km. fino al paese di Olden dove pernottiamo in uno
spazio retrostante un’azienda commerciale.
Abbiamo
percorso km. 225 per un totale complessivo di km. 7.520.
GIOVEDI’ 14/8 Mattinata tersa e soleggiata
ma durante la notte l’escursione termica è stata notevole e pertanto, nelle
zone ancora all’ombra, c’è quasi la brina! Lasciamo Olden costeggiando il
fiordo su strada ,a tratti molto stretta, fino ad Utvik dove inizia la salita
che, abbastanza agevolmente, ci porta ai 630 mt. di quota per scendere poi sul
versante opposto a Byrkjelo (km. 42). Prendiamo a sinistra le indicazioni per
la città di Forde strada 14 e percorriamo la valle Vatedalen, fredda e tutta
all’ombra, fino al paese di Skey (km. 20) per risalire poi tutta la riva
orientale del lago Jolstravatnet, con sole splendente tra prati verdissimi e
contadine in bikini al lavoro nei campi, per arrivare appunto alla cittadina di
Forde (km. 43). Breve altra salita e su percorso ondulato giungiamo poi a
Vadheim (km. 37) sul Sognefjorden; seguiamo la litoranea 13 per Hoyanger e
Balestrand (km. 69), abbstanza stretta, incontrando anche numerose e lunghe
gallerie (una di 8 km. !), peraltro tutte senza pagamento di alcun pedaggio. Durante
la sosta per il pranzo i coraggiosi Giorgio e Sergio si cimentano in un breve
bagno nelle acque del fiordo!. Appena passato il paese di Balestrand dopo 9 km.
circa in località Dragsvik prendiamo il traghetto per Vangsnes (30 min. di
percorrenza a Nok. 157). Percorriamo quindi alcuni km. pianeggianti sulla riva
opposta del fiordo e, nei pressi del paese di Vik iniziamo una dura e lunga
salita bella vista dall’alto sul fiordo che ci porta ai 986 mt. del monte
Vikafjell, mettendo a dura prova il mezzo ! Discesa sul versante opposto tra
deliziosi laghi blu e, da ricordare in particolare, una stupenda e verdissima
valle glaciale punteggiata di piccole case dai variopinti colori. Dopo 83 km.
da Vangsnes ci fermiamo nella piacevole cittadina di Voss dove, nell’omonimo
campeggio in riva al lago Vangsvatn (80 Nok + 20 per doccia a pagamento)
pernottiamo.
La
percorrenza è stata di km. 309 per un totale di km. 7.829.
VENERDI’ 15/8 Ottima giornata anche oggi.
Non c’è fretta e pertanto andiamo in centro a fare un po’ di shopping; qui,
nonostante sia Ferragosto, è un normale giorno lavorativo. Lasciamo pertanto
Voss solo verso le 11 in direzione di Bergen: il percorso per arrivarci attraversa
le cittadine di Dale e Vaksdal e si snoda in una verde vallata tra laghi e
boschi, con numerosi tratti in galleria, prima di sbucare sul Veafjord e a
Bergen (km. 100). Sostiamo in un parcheggio gratuito per bus e camper (troviamo
le indicazioni già percorrendo la tangenziale in direzione del centro) a circa
20 minuti dal cuore della città. Visitiamo il Bryggen con le caratteristiche
case colorate sul porto ed i vecchi magazzini in legno dipinti di rosso, la
piazza principale (Torget) dove si può ammirare un fantastico mercato del
pesce. Leggiamo sulla guida che Bergen è un città molto piovosa con una media
superiore ai 200 giorni di maltempo ogni anno; noi siamo proprio fortunati
perchè la giornata è a dir poco meravigliosa ! Bergen è una città molto carina
e ben tenuta con fontane e giardini ben curati, anche se il traffico,
specialmente nelle zone a ridosso del centro, è caotico. Ripartiamo verso le
16,30 ripercorrendo a ritroso la strada fatta in mattinata per circa 20 km.
fino ad un bivio, in località Trongereid, ove prendiamo a destra la E7 che ci
porta subito in quota (mt. 454) per ridiscendere poi repentinamente in una
strettissima gola fino l paese di Norheimsund (km. 60) posto sulla parte finale
dell’Hardangerfjord. Costeggiamo il bel fiordo mentre il tramonto esalta i
colori del paesaggio; attraversiamo i piccoli centri di Oystese, Alvik, Kvandal
e Granvin su strada strettissima tra il mare e la montagna che scende spesso a
strapiombo, che ci obbliga a viaggiare molto lentamente; anche qui lunghi
tratti in galleria, di cui uno lungo 8 km. subito dopo Granvin. Arrivati a
Bruravik (km. 52) traghettiamo sulla sponda opposta del fiordo e sbarchiamo in
località Brimnes (15 min. di battello al costo di 90 Nok). Un breve tratto ci
conduce alla vicina Eidfjord (km. 11) , cittadina posta all’estremità
dell’omologo fiordo, dove sostiamo per la notte in un ampio parcheggio ai
margini della strada.
Abbiamo
percorso km. 263 per un totale di km. 8.092.
SABATO 16/8 Splendida giornata. La posizione scelta per la notte non è stata
molto felice in quanto il traffico di mezzi pesanti è continuato incessante;
nonostante la qualità della strada, questa è infatti la via più diretta per
Oslo. Lasciamo Eidfjord percorrendo sempre la E7 e la strada, dopo un breve
tratto sconnesso per lavori in corso, sale in una stretta gola superando alcune
gallerie su carreggiata ora appena asfaltata. Dopo 8 km. c’è la possibilità di
ammirare la grandiosa cascata di Mebodalen, mentre siamo già a 600 mt. di
altitudine; si continua a salire in modo leggero e costante ed essendoci
pochissimo traffico (evidentemente i mezzi pesanti stanno fermi nei fine
settimana) si può marciare lentamente ed apprezzare il paesaggio e quanto di
bello ci circonda; laghi di tutte le dimensioni di cui uno artificiale, tundra
sconfinata e verdissima, torrenti impetuosi, chiazze di neve ed imponenti
ghiacciai all’orizzonte. Dopo 38 km. da Eidfjord valichiamo il passo Dyranut a
1.250 mt. di quota e scendiamo il versante opposto tra scenari impagabili fino
a Geilo (km. 101) rinomato centro per gli sport invernali. Proseguiamo poi
verso Torpo dove pranziamo e nelle cui vicinanze visitiamo anche una antica
stavkirke del XII° secolo e Gol (km. 39); qui segnaliamo un ottimo punto di
carico-scarico acqua per i camper proprio al margine della strada. Da qui si
continua per Honefoss (km. 148) costeggiando il lago Kroderein; da Honefoss ci
rimangono solo 61 km. ad Oslo dove arriviamo verso le 19,30; qualche
contrattempo dovuto alla difficoltà di trovare la strada per il quartiere di
Bygdoy penisola con la zona dei musei e poi pernottiamo nel parcheggio posto
tra il museo Ram ed il Kon-Tiki, con vista sul golfo di Oslo. Il parcheggio,
normalmente a costo orario con tassametro, è gratuito dalle ore 20 del sabato
alle ore 8 del lunedì mattina.
Abbiamo
percorso km. 348 per complessivi km. 8.440.
DOMENICA 17/8 Oggi sostiamo ad Oslo
dedicando tutta la giornata ai suoi musei; nell’ordine vediamo :
- il Nork Folkemuseum, all’aperto, nel quale è ricostruito un
antico villaggio oltre 150 costruzioni in legno che rappresentano i caratteristici
edifici di tutte le regioni della Norvegia; c’è inoltre l’originale stavkirke
di Gol (del XIII° secolo) che fu portata in questo luogo nel 1885, riccamente
decorata con intagli ed affreschi del 17 secolo. (Entrata a 110 Nok).
- il Vikingskipene, dove sono custodite tre originali
imbarcazioni vikinghe lnavi di Oseberg, di Gokstad e di Tune (la più danneggiata
dal tempo).Ci sono anche un carro, delle slitte ed altri oggetti ed utensili
dell’epoca vichinga. (Entrata a Nok. 70)
- il museo Kon-Tiki (entrata a 60 Nok) dove è raccontata
l’avventura di Thor Heyerdahl, lo studioso che ideò la fragilissima imbarcazione
in legno di balsa, a modello delle antiche imbarcazioni Incas. La barca, ancora
splendida, in 101 giorni di navigazione raggiunse la Polinesia dal porto
peruviano di Callao. Oltre a varie altre testimonianze ed oggetti dell’isola di
Pasqua, ci si trova esposta la barca in papiro Ra II° con cui sempre Heyerdahl
effettuò nel 1970 un viaggio di 6.100 km. con solo 7 uomini di varia nazionalità,
tra cui il ns. Mauri.
- il museo Framm (Nok. 40) costruito per custodirvi la nave
omonima con la quale dopo varie altre spedizioni in Groenlandia e al Polo Nord,
Amundsen raggiunse l’Antartide.
Nel tardo pomeriggio abbiamo tempo per
raggiungere in città il celebre Frognerpark dove si possono ammirare le celebri
opere dello scultore Vigeland 671 personaggi scolpiti che raccontano le varie
fasi della vita umana ed il monolito di granito alto 17 mt. lungo il quale si
intrecciano più di un centinaio di figure umane.La giornata particolarmente
calda ha fiaccato la ns. resistenza e quindi ne approfittiamo per rilassarci
distesi sull’erba del parco.
LUNEDI’ 18/8 Foschia densa e cielo grigio di prima
mattina. Dedichiamo un paio d’ore a visitare il centro di Oslo; vediamo il
Radhus (municipio) dove il 10 dicembre di ogni anno viene consegnato il Nobel
per la pace, lo Storting (parlamento), e il Kongelige Slott (palazzo reale). Facciamo
quattro passi lungo la Karl Johans gate, la strada-salotto più affollata della
capitale, brulicante di negozi, caffè e ristoranti; facciamo anche una breve
puntata alla Nasjonalgalleriet a vedere le opere del pittore Munch, tra cui il
famoso ‘Grido’ (entrata libera). Verso le 11, sotto uno splendido sole,
lasciamo Oslo e lungo la E6 in direzione sud dopo 110 km. giungiamo a
Svinesund, località al confine con la Svezia. Incassiamo il tax-free e
proseguiamo per Tanum (breve sosta per vedere i graffiti rupestri) e Uddevalla
(km. 118) attraversando un paesaggio tipicamente agricolo e ondulato. i
fermiamo per la notte, lasciando l’autostrada, nel piccolo paese di Lyckornas,
sul mare; il tranquillo campeggio (100 corone svedesi tutto compreso) pur
apparendo molto spartano, ci offre comunque docce calde e servizi puliti.
Abbiamo percorso km. 297 per un totale progressivo di km. 8.737.
MARTEDI’ 19/8 Ottima notte
e bel tempo al risveglio. Ripartiamo velocemente lungo la E6 e superiamo
velocemente nell’ordine Goteborg (km. 65), Halmstad (km. 139) ed infine
Helsingborg; il paesaggio è diventato abbastanza monotono ed assieme al caldo
afoso (da pianura padana) fa affiorare un po’ di stanchezza e anche desiderio
di ritornare a casa. Ci imbarchiamo per il passaggio in Danimarca praticamente
al volo; da Helsingor a Copenaghen (km. 50) la via è breve e verso le 15 siamo
in prossimità della capitale danese. Ci dirigiamo subito verso il porto e
vediamo la celebre ‘sirenetta’ simbolo della città; decidiamo di fare un lungo
giro in battello (90 corone per un tour di 1,5 ore) che ci fa percorrere i
canali della città permettendoci una visione particolare e caratteristica della
stessa. Troviamo da sostare per la notte in prossimità del centro cittadino, in
un parcheggio per camper dotato di attacchi per l’elettricità e di discreti
servizi (costo 140 corone per 24 ore). Il 90% dei presenti è costituito da
Italiani ! Come ci eravamo prefissi già da molti giorni, decidiamo di uscire a
cena tutti insieme. I prezzi dei menù esposti, nonostante la ns. preparazione
psicologica, sono semplicemente terrificanti. Troviamo un locale un po’ più
abbordabile (è un eufemismo) gestito e con menù anche all’Italiana: niente da
eccepire sulla qualità del mangiare, ma 2 pizze, due fritti di mare, una
bruschetta, birra e coca cola per +/- Lit. 170.000 è un’esagerazione, anche se
siamo in ferie!
Oggi abbiamo percorso km. 351 per totali km. 9.088.
MERCOLEDI’ 20/8 Anche oggi
giornata tipicamente estiva. Ci incamminiamo verso il centro dove vediamo il
Municipio, il Palazzo reale (con il cambio della guardia, molto sobrio), il
parco Rosemborg e, per finire, il Tivoli (entrata a 39 corone per gli adulti,
20 i bambini, giostre da pagare a parte a 15 cor. cad.) parco dei divertimenti
oramai molto poco romantico. Si cena presto e dopo una buona doccia
rinfrescante decidiamo di iniziare il lungo viaggio di rientro in Italia. Percorriamo
i 171 km. che ci portano a Rodby dove alle 22 saliamo sul traghetto per
Puttgarden, in Germania. Un’ora dopo pernottiamo in una zona gratuita per i camper, appena usciti
dall’area dei traghetti.
L’ammontare kilometrico di oggi è salito pertanto a 9.259 km.
GIOVEDI’ 21/8 Si punta a sud e sarà una
lunghissima e snervante (per il caldo, il sole e soprattutto per l’intensissimo
traffico di mezzi pesanti) traversata della Germania di ben 734 km. Sempre per
l’autostrada 7 attraverso Lubecca, sfiorando Amburgo, Hannover, Kassel, Fulda,
Wurzburg sino ad arrivare a Rothemburg sul Tauber, dove inizia (o termina) la
Romantische strasse. Dopo cena facciamo una passeggiata nel centro che è
veramente stupendo; nelle vetrine l’artigianato è predominante e ci sono anche
i rinomati negozi dove si possono acquistare addobbi e decorazioni natalizie,
peraltro di costo molto consistente. Dormiamo in una delle aree attrezzate
ubicate alla immediata periferia del paese , con parchimetro a 10 D.M. per 24
ore.
Con i 734 km. di oggi il totale percorso è salito a km. 9.993.
VENERDI’ 22/8 Ormai il viaggio è finito e la soddisfazione di
ritornare a casa fa quasi dimenticare che anche oggi sarà un percorso di lunga
gittata. L’autostrada A7 ci porta a passare nei pressi di Heindenheim ed Ulm e
poi, a sinistra per la E52, verso Augsburg e Monaco (km. 238). Si continua per
Garmisch sulla A95 (km. 89), Innsbruck (km. 59) ed il Brennero, dove arriviamo
verso le 15,30 circa. Fa sempre un certo effetto ritornare in Italia! Scendiamo
verso Bolzano, Trento e la statale Valsugana ci permettono di arrivare a casa
per le 19,30.
L’ultimo odierno tratto è stato di complessivi 703 km. per un totale
definitivo di km. 10.696.
CONSIDERAZIONI GENERALI
Per un viaggio così organizzato ritengo sufficienti
le quattro settimane da noi utilizzate; infatti nonostante il grande
kilometraggio percorso si ha tempo e modo di rifiatare ed anche le tappe più
lunghe si superano bene grazie al clima, per la maggior parte del tempo gradevolmente
fresco, ed alle lunghe giornate di luce che non mettono fretta sul fatto di
arrivare prima del buio. D’altra parte, anche avendo disponibilità di ulteriori
giorni di ferie, alla fine della quarta settimana tutti, più o meno, erano
contenti di rientrare a casa. Le strade percorse sono state tutte generalmente
in buone condizioni; infatti abbiamo trovato complessivamente solo 15 km. circa
di sterrato, in Svezia, di cui circa 8 km. continui veramente terribili in
prossimità di Arvidsjaur, ma in ogni caso dovuti al rifacimento del manto
stradale e non ad incuria. Alcune strade particolarmente strette si trovano
nella zona dei fiordi e dei percorsi montuosi in Norvegia; bisogna prestare la
massima attenzione in quanto, pur essendo strade anguste, sono in questi luoghi
sempre arterie di primaria importanza e soggette spesso anche al passaggio di
autotreni. Il rispetto per i pedoni è d’obbligo; qui se ti vedono fermo in
piedi in prossimità di un passaggio pedonale si fermano per farti passare,
anche se non ne hai alcuna intenzione !. Se in fase d’incrocio hanno la
precedenza, la pretendono !. E’ pertanto indispensabile viaggiare con prudenza
soprattutto in prossimità degli incroci e delle strettoie. Tutte le autostrade
e superstrade sono gratuite, tranne il pur breve attraversamento dell’Austria
che richiede, da quest’anno, l’acquisto della ‘vignette’ come in uso da molto
tempo in Svizzera. In Norvegia ci sono solo alcuni tratti, soprattutto in galleria,
soggetti a pagamento. Il gasolio da autotrazione, che si fa da soli per pagare
poi alla cassa, costa generalmente +/- come in Italia, tranne in Norvegia dove
ce ne sono di due tipi:
- il diesel truck (o diesel rosso) a disposizione dei bus
turistici, che costa ca. 1.000 lire italiane per litro.
- il diesel normale, per tutti gli altri utenti, che costa ca.
Lit. 2.000/litro.
Noi, dopo alcuni pieni, su suggerimento di alcuni
camperisti veneziani incontrati nel nord della Norvegia, abbiamo iniziato ad
usare il diesel truck; nessun benzinaio ci ha mai sollevato problemi, la
polizia è praticamente inesistente, ed il camper ha sempre viaggiato
perfettamente. Non so tuttavia dire se siamo stati fortunati a non incappare in
controlli o se, tacitamente, l’operazione è tollerata. I campeggi sono in
genere buoni e meno costosi che in Italia; noi li abbiamo usati pochissimo, in
media ogni 3-4 giorni, ma solo per avere la possibilità di fare delle docce
decenti e per fare il bucato.
C’è ampia possibilità di sosta libera e nessuno mai
ci ha arrecato disturbo di qualsiasi tipo. Numerosi sono i camper-service
gratuiti, soprattutto in Norvegia, e anche i punti di rifornimento acqua presso
le stazioni di servizio. Il costo della vita è in genere leggermente più caro
che da noi; fa eccezione sempre la Norvegia dove la spesa al supermercato è
sempre risultata sostenuta. Si trova di tutto, tranne vino ed acqua minerale
(ma l’acqua dei rubinetti è senz’altro ottima); per il vino e gli alcolici che
si vendono in luoghi appositi, se non se ne può fare a meno, è opportuno fare
scorta a casa perchè qui i prezzi sono veramente esorbitanti (anche 19.000 Lit.
per una bottiglia di Bardolino). Da acquistare senza dubbio è il pesce che è a
buon prezzo (v. il salmone fresco ed affumicato e i gamberi) ed i mercati del
pesce (Bergen, meno a Trondheim) sono stupefacenti. I ristoranti in genere sono
carissimi, addirittura proibitivi a Copenaghen. A titolo indicativo questo
viaggio a noi , comprensivo di tutto (gasolio, traghetti, vitto, campeggi,
souvenir ecc...) è costato complessivamente +/- Lit. 4.200.000.