CAMPEGGIO CLUB VICENZA
(a cura di Umberto Cavaggion)
APPUNTI DI VIAGGIO
VENERDI 30/7/99 Come concordato la
partenza avviene regolarmente; ci troviamo infatti con Franco
in viale Fiume, in città, alle ore 18,45 e
subito dopo con Francesco lungo la s.s. 53 Postumia all’uscita del casello di
Vicenza-Nord. Considerando che oggi praticamente tutti o quasi partono per le
ferie, per evitare eventuali code a Mestre, abbiamo infatti deciso di
percorrere la statale fino a Treviso, per proseguire poi lungo la
circonvallazione (in direzione mare) fino a Ponte di Piave . Entriamo infatti
in autostrada all’altezza di Noventa di Piave. Sostiamo per la cena all’area di
servizio Gonars, lungo la A4, e quindi proseguiamo per la A23 superando Udine
in direzione del Tarvisio e ci fermiamo a dormire alla 23,20 nel parcheggio
dell’area autostradale Fella.
Abbiamo percorso i primi 267 km.
SABATO 31/7/99 In genere abbiamo dormito
poco e male a causa del notevole movimento di mezzi nel parcheggio durante
tutta la notte . Una bella giornata tersa fa da preludio alla prima vera tappa
del ns. viaggio . Paghiamo l’autostrada (lit. 16.500) e sfruttando l’acquisto
del bollino autostradale per l’Austria percorriamo la A2 in direzione di Villach
e poi Klagenfurt. Usciamo a Graz con l’intenzione di sostare in città ma, dopo
avere cercato vanamente un parcheggio, rientriamo in autostrada dove ci
fermiamo a pranzare presso la prima area di sosta che incontriamo. Qualche
goccia di pioggia e autostrada monotona ci porta lentamente in direzione di
Vienna. Percorriamo la circonvallazione (A23 e poi A4
seguendo le indicazioni per Bratislava) ed usciamo a Fischamend. Seguiamo la
strada E58 verso il confine Slovacco: controllo doganale accurato (anche da
parte Austriaca), e dopo avere acquistato un po’ di valuta (ci hanno fregato
con un sacco di spese) e la vignette per la rete autostradale slovacca (Dr. 800
ma sarà giusta ?) facciamo gasolio al primo distributore utile lungo la
tangenziale di Bratislava : qui il gasolio costa solo circa lit. 690/litro!
La tangenziale di Bratislava della
quale si vede in lontananza il castello è bella e con traffico scarsissimo (forse perché è domenica). Seguiamo
l’autostrada E75-D61 in direzione di Trencin e ci fermiamo per la cena e la
notte in un’area di servizio poco prima dell’uscita per la cittadina di Trnava
.Mi accorgo che durante il percorso sono stato colpito da un sasso sul
parabrezza - una crepa di circa 20 cm. sul lato guida che comunque non mi crea problemi di visibilità essendo
abbastanza laterale ; la preoccupazione è che non aumenti di lunghezza !
Oggi
abbiamo percorso km. 545 per un totale progressivo di km. 812.
DOMENICA 01/8/99 Bel tempo e caldo al
risveglio . Decidiamo di uscire dall’autostrada e seguiamo un’ottima
superstrada (la 62-E571) per Nitra (a km. 65) tra grandissime piantagioni di
mais e girasole .A Nitra deviamo per la strada 65-E57 che scorre più tortuosa e
stretta tra verdi vallate ; superiamo le cittadine di Zlate Moravce, Nova Bana
e Ziar Nad Hronom (km. 84 da Nitra) dove sostiamo brevemente in uno spazio di
fronte ad un’enorme fabbrica di alluminio. Anche qui belle strade ma pochissima
gente in giro. Deviamo brevemente a destra per il paese di Zvolen (km. 19) e
poi a nord lungo la strada 66-E77 prima per Banska Bystrica (superiamo anche
una località turistica di montagna a circa 1.000 mt/slm. e scendiamo in
direzione di Ruzomberok (km. 74 da Zvolen). Lungo la strada abbiamo notato nei
campi vicini alcuni esemplari di cicogne. Si vedono tra le nuvole i primi
contrafforti dei Monti Tatra che segnano anche in confine con il territorio
Polacco. Sulla salita per Dolny Kubin ci imbattiamo in un forte temporale che
passa comunque presto dopo avere superato la cittadina e ci fermiamo lungo la
strada per il pranzo. Superiamo il paese di Oravsky dominato da una bella rocca
e lungo la placida Orava notiamo scendere parecchi gommoni. Passiamo il piccolo
centro di Nizna ed a Trstena deviamo per la strada nr. 520 verso il confine .
Piove e tira vento freddo e gli ultimi km verso il valico di Sucha Hora sono su
strada stretta; controlli abbastanza celeri alla dogana mentre c’è un intenso
via-vai di gente a piedi. A circa 2 km.
oltre il confine c’è il piccolo villaggio di Chocholow con caratteristiche case
interamente in legno. Da qui a Zakopane la strada si mantiene sempre piuttosto
stretta e con tratti molto sconnessi: il paesaggio è tipico di montagna, con
molto verde, greggi e parecchia gente . Ci fermiamo al camping Pod Krokwia ,
discreto e con tanti Italiani, a circa 2 km. dal centro pedonale.
Alla
sera dopo cena facciamo una passeggiata; fa molto fresco ma c’è tanta gente in
giro a passeggio (molte birrerie, gelaterie e negozi).-Andiamo a letto ed il
cielo è pieno di stelle.
Oggi abbiamo percorso
320 km. per un totale progressivo parziale di km. 1.132.
LUNEDI 02/8/99 Il
camping per noi quattro è costato 57,60 Sloty .- La mattina è piuttosto uggiosa
e le nubi basse sulle alture,ma ciò nonostante molti escursionisti si avviano
alle passeggiate in montagna. L’uscita da Zakopane risulta molto difficoltosa a
causa del notevole traffico e rallentamenti causati dai carri agricoli. La
strada verso Rabka (km. 52) è un susseguirsi di ondulazioni e l’asfalto è molto
sconnesso (sarà purtroppo una costante delle strade Polacche).
Ai bordi della strada scorgiamo una intera
famiglia, dai più piccini ai nonni, intenti a falciare a mano il loro
appezzamento di terra a testimonianza
dell’ attuale arretratezza della Polonia rispetto alla nostra agricoltura ! A
Myslenice, che incontriamo proseguendo lungo la E77 (km. 53 da Rabka) deviamo
per una strada secondaria che si rivelerà tutt’altro che agevole in direzione
del paese di Wieliczka, dove arriviamo alle 12,15. (percorsi in tutto
km. 125 ca.). Troviamo un piccolo parcheggio
custodito (5 sloty) comodo alla visita delle miniere di sale che visitiamo dopo
un veloce spuntino. L’entrata alle
miniere ci costa in tutto 82 sloty (3 adulti + 1 ridotto); la visita è molto
interessante. Si scende fino a 135 mt. nel sottosuolo attraverso una lunga
serie di scalette e corridoi con belle statue e raffigurazioni interamente
costruite con il sale: peccato che la guida parlasse il Polacco!. Verso le
16,30 ci dirigiamo alla vicina Cracovia: all’entrata della città incontriamo
dei lavori in corso e un notevole traffico. Cerchiamo e troviamo l’Hotel
Retro che secondo il resoconto di
viaggio di una lettrice romana, v. Plein Air di luglio/agosto ’99, darebbe
parcheggio e acqua ; dell’hotel c’è ora solo l’insegna e il luogo non ispira
molta tranquillità!.-Pertanto ci dirigiamo verso la periferia
in direzione di Libiaz sulla strada nr.
780 dove a circa 5 km. dal centro
sostiamo al camping Smok (discreto a 59,50 sloty per notte).
Oggi abbiamo percorso solo km. 139 per un totale progressivo parziale
di km. 1.271.
MARTEDI 03/8/99 La giornata -come previsto - Š dedicata alla visita di Cracovia. Di fronte al campeggio saliamo sull'autobus urbano (senza cattiveria, a causa di un malinteso di lingua con la titolare del campeggio, privi del biglietto). Scendiamo dopo circa 4 km. al capolinea e ci avviamo verso il centro percorrendo la strada pedonale lungo la Vistola avendo davanti la collina del Wawel con la mole della cattedrale. Saliamo sulla collina e visitiamo il castello Zamek (armi e tesori + stanze reali a 10 Sloty cad. adulto + 5 sloty per studenti e ragazzi); successivamente, dopo avere mangiato alcuni panini presso un chiosco (tra l’altro a costo veramente modico (circa 1.600 lit. cad.) entriamo anche nella cattedrale di S.Venceslao e Stanislao che viene considerata il maggiore monumento di Cracovia e la maggiore chiesa gotica della Polonia. Percorriamo quindi la Ulica Grodzka, via principale della città, passando innanzi la chiesa dei SS. Pietro e Paolo ed arriviamo alla Rynek Glowny (il mercato centrale) che è il vero cuore della città ; la piazza medioevale è una delle più grandi dell’Europa ed al suo centro trova posto la Sukiennice, antico mercato dei tessuti, ora diventato un grande bazar vivacissimo di negozi e negozietti. Nella piazza c’è anche la statua del più grande poeta romantico polacco Mickiewicz, mentre. all’angolo verso nord-ovest, domina la chiesa di Kosciol Mariacki dedicata a Maria. Nella piazza suona un’orchestrina in tradizionale costume folkloristico e ci sono altri personaggi in costume che recuperano qualche soldo facendosi ritrarre con i turisti. Nel tardo pomeriggio ci incamminiamo lentamente lungo la Vistola per recuperare il capolinea dell’autobus preso questa mattina stavolta con i regolari biglietti e rientriamo in campeggio. Il tempo è variabile ma non fa molto fresco e pertanto mangiamo all’aperto tutti assieme.
MERCOLEDI 04/8/99 Bel tempo e sole caldo al
mattino. Lasciamo il campeggio e, a destra, prendiamo la strada 780 verso
Libiaz (a km. 46) e poi a sinistra verso sud in direzione di Oswiecim (meglio
conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz) in appena altri 11 km. La strada
attraversa ampie coltivazioni di frumento e lungo la strada notiamo alcuni
esemplari di cicogne . Il parcheggio custodito di Auschwitz costa 8 sloty
mentre l’entrata al campo di sterminio è gratuita e comunque con offerta
libera. Alle 12,30 assistiamo con un contributo di 2 sloty cad. ad un breve
documentario in Italiano sulla storia del campo (molto modesto come contenuto);
la visita ai vari locali porta un momento di vera riflessione su quanto pùò
creare la malvagità umana. La visita è abbastanza lunga ed usciamo per uno
spuntino solo verso le ore 15.-Ritorniamo indietro fino alla vicina Libiaz e
poi proseguiamo prima sulla strada 933 fin nei pressi di Chrzarnow e poi lungo
la superstrada E75 passando vicini a
Myslowice e Dabrowa Gornicza fino a Czestochowa a km. 115 da Auschwitz . La
superstrada è molto sconnessa in quanto come spesso succede l’asfalto
presenta avvallamenti e dei veri propri
“binari” che rendono estremamente difficoltosa la guida. In città, grazie anche
ad una efficiente segnaletica, troviamo molto facilmente il camping Olenka che
è estremamente comodo alla visita del Santuario che si erige ad appena 200 mt.
Anche qui molti Italiani che già
avevamo incontrato sia a Zakopane che a Cracovia ed anche in mattinata; ceniamo
all’aperto in una bella serata calda; dopo cena breve passeggiata e poi a
riposo.
Abbiamo
percorso km. 172 per un totale parziale progressivo di km. 1.443.
GIOVEDI 05/8/99 La mattinata è dedicata alla
visita del Santuario di Jasna Gora ed
alla celebre Madonna Nera; non c’è molta gente e varie comitive anche di
Veneti. La mattinata la concludiamo con un breve giro per il viale principale
della città che comunque, Santuario a
parte, sembra offrire molto poco.
Paghiamo
il camping (275 sloty -circa 14.000 lire!!-) e visto che possiamo partire a
qualsiasi ora decidiamo di restare qualche ora in più prima di dirigerci
verso
la Capitale. Dopo il relax (c’è caldo afoso) verso le 16 prendiamo la via per
Varsavia. Usciti dalla città proseguiamo sulla superstrada E75
(sempre in condizioni di asfalto molto
pericolose) verso Varsavia, e poi lungo
la E67 passando in prossimità delle città di Piotrkow Trybunalski e Rawa
Mazowiecka. Oltre alle condizioni della carreggiata è una superstrada molto
pericolosa per cui bisogna prestare molta attenzione alla guida: ci sono infatti
spesso molti incroci con strade minori da cui escono anche trattori e carri
agricoli che si possono trovare anche nel mezzo della strada. Prima di Varsavia
si attraversano varie zone boscose: lungo la strada ci sono contadini che
vendono funghi freschi e frutti di bosco; non manca anche altra mercanzia (v.
molte prostitute). Traffico intenso e su più file all’ingresso della metropoli
Polacca; grazie alle indicazioni puntuali troviamo comunque facilmente il
camping nr. 123; anche qui molti
Italiani. Incontriamo anche con un suo gruppo di 6 equipaggi il sig. Massimo
Zanella presidente del club di Rovigo: si dichiara sconcertato dalla qualità
scadente dei camping polacchi : certo non sono paragonabili alla qualità dei
ns. camping ma per noi, considerando anche che l’attività del plein Air è
all’inizio in Polonia e visti i prezzi irrisori praticati, si può e deve
adattarsi a quanto offerto! Serata
calda e cena “comunitaria” all’aperto.
Oggi
abbiamo percorso 231 km. per un totale di km. 1.674 fin qui effettuati.
VENERDI 06/8/99 La giornata si presenta piuttosto grigia e nuvolosa: a circa 300 mt. dal camping si trova la fermata dell’autobus su cui saliamo dopo avere acquistato i regolari biglietti in un chiosco sotterraneo. Durante il percorso abbiamo visto numerosi gruppi di adulti e ragazzi in processione con cartelli e bandiere; probabilmente in città c’era qualche manifestazione o raduno ecclesiastico. Dopo circa 15 minuti scendiamo lungo il viale Marszalkowska, proprio di fronte all’imponente mole del palazzo della Cultura che è un po’ il simbolo di Varsavia. Il palazzo , voluto e donato da Stalin, è alto ben 234 mt. (30 piani) ed ospita tra l’altro 3 teatri, caffè, gallerie d’arte, un casinò e soprattutto il museo della Scienza e della Cultura. Il grande viale brulica di gente : ci sono grandi magazzini, numerose banche, bei negozi di abbigliamento : lungo il marciapiedi si incontrano molti ambulanti che vendono le loro mercanzie : dalla verdura alle pantofole fatte a mano, dalle T-shirt di marca alla bigiotteria. Proseguiamo a destra per la via Krolewska che corre lungo un bel parco, l’Ogrod Saski, con molti alberi,un bel verde curato e una bella fontana al centro: al limite nord del parco c’è una grande piazza (Plac Marszalka Jozefa Pilsudskiego) che prima della distruzioni della seconda guerra mondiale ospitava il palazzo Reale. Nel 1947 vi è stata costruita la Tomba del Milite Ignoto (Grob Nieznanego Zolnierza) vigilata da due soldati che con passo marziale ogni decina di minuti si scambiano di posto. Da rimarcare che sulla piazza alla ns. sinistra domina il monumentale grande teatro Wielki : in questa piazza nel 1979 l’attuale papa Giovanni Paolo II° celebrò la sua prima messa all’aperto in occasione della prima visita ufficiale in Polonia. Dalla piazza lungo il viale Krakowskie ci dirigiamo verso la Stare Miasto (la città vecchia) che nel 1944 fu interamente rasa al suolo dai Tedeschi e ricostruita grazie al quasi totale contributo delle Nazioni Europee e degli U.S.A. Vediamo subito la triangolare piazza del Castello (Plac Zamkowi) al centro della quale si erige la colonna di Sigismondo III° Vasa. Il lato orientale della piazza è interamente occupato dal castello reale (Zamek Krolewski) fatto saltare nel ’44 e la cui ricostruzione è terminata nel 1988 : si può visitare a 14 Sloty per persona + eventuale 7 Sloty per studenti. Da ricordare tra le varie stanze la sala del trono e lo splendido salone da ballo. Dopo la visita proseguiamo per la Ulica Swietojanska e in un centinaio di metri sbuchiamo nella splendida Rynek Starego Miasta (il mercato della città vecchia) perfettamente quadrata, che presenta due vie di uscita ad ogni angolo. Uscendo dalla piazza verso nord - per la via Nowomiejska si incontrano le vecchie mura gotiche che cingevano la città vecchia e la porta rotonda a torri "Barbacane", in fase di restauro. Mettiamo a tacere la fame acquistando alcuni hot-dog (costano pochissimo) e lentamente ritorniamo sui ns. passi. La camminata è stata piuttosto lunga ed il caldo si fa sentire anche perché nel frattempo è uscito un bel sole. Una sosta ristoratrice (bibite e gelati) all’ombra del parco Ogrod Saski ci aiuta a recuperare le forze per ritornare fino alla fermata del bus dal lato opposto rispetto a dove eravamo scesi il mattino. Arriviamo in camping verso le 17; una bella doccia e relax al sole prima della cena che - dato il tepore della sera possiamo tranquillamente fare assieme all’aperto.
SABATO 07/8/99 La giornata è splendida, ma
l’uscita dalla città non ci risulta molto facile. Seguiamo le indicazioni per
Danzica (E77) ma dopo una decina di km. deviamo sulla destra per cercare la
statale 61 che dovrebbe portarci verso nord in direzione di Lomza e la zona dei
laghi Masuri. La strada non si trova subito ma, con pazienza e un po’ di
fortuna, dopo avere percorso alcune decine di km. su strada di campagna stretta
e con i consueti avvallamenti dell’asfalto, sbuchiamo sulla statale tanto
desiderata. Passiamo un bel ponte in ferro sul lago artificiale Jezioro
Zegrzynskie e proseguiamo verso nord passando nell’ordine le cittadine di
Pultusk (km.73 da Varsavia), Rozan, Ostroleka e Lomza ( a km. 170 ca. dalla
Capitale). Abbiamo attraversato le grandi pianure della Masovia caratterizzata
da immense coltivazioni di cereali. A Lomza ci fermiamo in un’ombroso
parcheggio in zona centrale (sostano e partono continuamente parecchi taxi),
per il pranzo. Proseguiamo per altri 9 km. lungo la statale nr. 61 e poi nei
pressi della località di Kisielnica deviamo sulla sinistra per la strada 644 in
direzione prima di Kolno (km. 32 da Lomza) e Pisz (altri 28 km.). La strada è
un po’ stretta ma soprattutto - con improvvisi avvallamenti del terreno che
rendono estremamente difficoltosa e pericolosa la guida : tanto da rendere
l’idea in un’occasione il camper è sembrato decollare e a causa del
contraccolpo si sono aperti i mobili pensili con conseguente caduta a terra di
parte del contenuto!! Dopo Pisz si entra nel Mazurski Park che comprende
centinaia di laghi di varie dimensioni.- In questa zona ricompaiono numerose le
cicogne, la cui presenza è testimoniata anche dai numerosi nidi di paglia sui
tetti delle fattorie.
Proseguiamo
per Orzysz (km. 24 da Pisz), Gizycko (altri 33 km.) per finire la giornata a
Wegorzewo, sulle sponde del grande lago Jezioro Mamry . Sostiamo al camping
Rusalka che, nonostante su Plein Air nr. 307 del febbraio ’98 sia descritto
come confortevole e bellissimo, non ci sembra così entusiasmante.- Il gruppo
servizi, per quanto decentrato e scomodo, è tuttavia sufficientemente confortevole.
Paghiamo subito all’arrivo (38 sloty per noi quattro) e ci sistemiamo per la
notte. Il paesaggio sul lago non è molto panoramico in quanto i bacini lacustri
sono delimitati da basse colline e a dir la verità - questo scorcio di Polonia
ha un po’ deluso le ns. aspettative. Francesco che si avventura a passeggiare
nel bosco per poco non viene...sbranato da 2 cani!!
Oggi
abbiamo percorso - contando anche la strada fatta in più per uscire da Varsavia
- km. 336 per un totale complessivo dall’inizio del viaggio di km. 2.010.
DOMENICA 08/8/99 Questa mattina il cielo è
proprio autunnale e le prime gocce di pioggia iniziano a cadere mentre
accendiamo i motori alla volta di Danzica.Torniamo a ritroso fino a Gizycko e
poi, a destra, seguiamo la strada 608 per Ryn e poi Mragowo (a km. 69)
attraverso un percorso tortuoso e molto vario che non annoia affatto;
proseguiamo poi sulla statale 16 passando per Biskupiec e la città di Olsztyn
(a km. 134 dalla partenza) che superiamo lungo la tangenziale esterna sotto un
vero diluvio di pioggia. Anche durante la giornata di festa incontriamo alcuni
camion carichi di carbone che , a causa del loro lento incedere, ci ostacolano
notevolmente la marcia.Ci fermiamo per il pranzo in un’area di sosta lungo la
strada poco prima di arrivare al paese di Ostroda (km. 40 da Olsztyn) ai
margini di un lago. Proseguiamo ora lungo la E77 tra terreni agricoli e notiamo
sempre più spesso le cicogne ai margini della strada: rasentiamo il paese di
Pastek ed il grosso centro industriale di Elblag (a 73 km. da Ostroda)
importante porto fluviale e cantieristico sulla laguna formata dalla Vistola,
città peraltro distrutta al 60% durante l’ultimo conflitto mondiale. Altri 60
km. ca. ci conducono a Danzica che è il porto più importante della Polonia ed
il più grande complesso cantieristico del Baltico. Dalla piantina della città
in ns. possesso vediamo che il camping è purtroppo proprio dalla parte opposta
della città : non ci perdiamo d’animo e grazie al prezioso contributo di
Martina che fa da ottimo navigatore - nonostante di indicazioni stradali per il
camping non ce ne siano - riusciamo a raggiungere la ns. mèta (il camping nr.
10 lungo la Ulica Gen. Hallera) in un tempo ragionevole. Il camping è buono e
paghiamo subito per i 2 giorni che prevediamo di rimanere 91,50 Sloty (circa
22.000 lire al giorno sempre per noi quattro). Cade ancora una leggera
pioggerella mentre parcheggiamo i mezzi nel piatto terreno erboso che comunque
assorbe benissimo l’acqua; dopo poco esce anche l’ultimo sole della giornata
che ci permette anche di stare un po’ all’aperto nonostante il clima non sia
affatto caldo. Guarda chi si rivede ! Arrivano anche i camper e le roulottes
del gruppo di Zanella che avevamo salutato a Varsavia: gli Italiani sono
proprio ineguagliabili e , dopo aver fatto un po’ di “casino”, il gruppo si
piazza a poca distanza da noi.
Abbiamo oggi percorso km. 324 per un totale
progressivo di km. 2.334. Poiché la serata e tutt’altro che calda ci ritiriamo
abbastanza presto sperando che una bella giornata di sole ci accompagni
l’indomani durante la visita della città.
LUNEDI 09/8/99 Come auspicato, un sole brillante ed un cielo terso ci accolgono al risveglio. Acquistiamo i biglietti per il filobus in un chiosco proprio davanti all’entrata del camping; lunga corsa attraverso i quartieri cittadini e scendiamo alla fermata davanti alla stazione ferroviaria. Un sottopasso ci porta alla piccola via Bielanska e alla vicina chiesa gotica di Santa Caterina; subito dietro, un po’ più anonima, c’è la chiesa di S. Brigida divenuta famosa per essere stata il luogo di raduno del sindacato operaio “Solidarnosc”. Proseguiamo sotto un sole cocente verso il Dlugi Targ (il mercato lungo), tradizionale luogo di mercato, dove vengono svolte tutte le principali manifestazioni e centro dello splendore rinascimentale della città. Prima comunque visitiamo doverosamente lungo la via Piwna la grande chiesa di Kosciol Mariacki (di S. Maria), per dimensioni una delle più grandi del mondo; è interamente in mattoni, piccole torri laterali e una colossale torre (alta 78 metri) sulla facciata. Molto bello anche l’interno , soprattutto l’altare maggiore sovrastato da un grande crocifisso. Andiamo quindi al Dlugi Targ: questa piazza e la via successiva,la Ulica Dluga, sono dette “la strada Reale” di Danzica; all’ingresso della piazza si trova la Zielona Brama (porta verde) e da qui in poi su entrambi i lati della via (zona pedonale) è tutto un susseguirsi di palazzi molto belli -molti di netta impronta fiamminga- con fregi e dorature sulle facciate. Più avanti è posta la fontana del Nettuno, a testimonianza della potenza commerciale e marittima della città. Sul fondo della piazza, sul ponte Zielony Most, si ha una bella vista sul ramo chiuso della Vistola (Stara Motlawa). In una via laterale ci fermiamo in uno dei tanti chioschi che vendono hot dog e hamburger per lo spuntino (a prezzi veramente economici). Ritorniamo lentamente sui ns. passi, fino alla fermata del filobus che ci riporta al camping in orario “decente” per potere con calma ristorarci con una doccia opportuna e riposare le gambe dalla passeggiata. Alla sera partita a carte (Francesco perde quasi sempre!); bel tempo ma fresco!
MARTEDI 10/8/99 Tempo
variabile, con nubi nere che minacciano temporale! Auguri a Franco che oggi
compie gli anni! Oggi non ci attendono molti km. di viaggio;
l’uscita verso nord dalla città non è molto
semplice; tuttavia dopo alcuni tentativi arriviamo alla vicina Sopot (la
spiaggia di Danzica) e prima di arrivare a Gdynia (circa 20 km.) porto con
scalo oceanico e giganteschi cantieri navali, decidiamo di evitare il traffico
intenso della città e, pur allungando un po’ il percorso, deviamo verso sud
sulla strada 220. Per pochi km. e poi nei pressi del paese di Chwaszyno
prendiamo a destra strada 218 in direzione del paese di Wejherowo.
Nel
frattempo il temporale è già passato ed ha lasciato il posto ad una giornata
luminosissima: il percorso è molto bello con strada ondulata e frequenti
passaggi tra boschi fittissimi ; le condizioni dell’asfalto sono purtroppo,
come sempre, disastrose. Raggiungiamo con
pazienza il centro di Wejherowo (a km. 60 circa da Danzica), passiamo sotto la
bella chiesa barocca e prendiamo a sinistra - lungo la strada 6 - E28 in
direzione di Lebork. La strada finalmente è in condizioni buone e i 40 km.
circa che portano a Lebork passano quindi in fretta. A Lebork, cittadina (come
tante) quasi interamente distrutta durante la 2a guerra mondiale, deviamo a
destra sulla strada 214, con traffico sostenuto e problemi di sorpasso dei
carri e autocarri lenti - che in circa 30 km. ci porta a Leba, stazione
balneare sul Mar Baltico. Cerchiamo
l’Intercamp 84 ma non lo troviamo subito tanto che passiamo tutto il centro e
ci ritroviamo dalla parte opposta a dove dovevamo andare; ritorniamo sui ns.
passi e finalmente entriamo in campeggio alle 12,15. Ci sistemiamo e pranziamo.
Arriva nel frattempo anche il gruppo di Zanella. In questo camping è stato
effettuato nel ’98 il Raduno Europeo dei Campeggiatori; è sicuramente il più bel
campeggio trovato fino a questo momento, con gruppo servizi di ottima qualità
(anche Zanella è finalmente contento!). Dopo pranzo Franco (pasticciere), come
promesso, in onore al proprio compleanno prepara 2 torte che degusteremo a
cena; fa molto caldo e verso le 17 ci dirigiamo a piedi verso la spiaggia che
dista meno di 1 km dal camping; incrociamo la marea di gente che invece ritorna
dopo essere stata tutto il giorno al mare . C’è una bella spiaggia lunga (ma
strettina) con una sabbia finissima. L’acqua è naturalmente abbastanza fresca
ma appare pulita. Facciamo una lunga passeggiata con i piedi a bagno gustandoci
l’ultimo sole che comunque è ancora molto caldo.Tornando in camping acquistiamo
uno spiedo di carne che assaggeremo a cena; ovviamente facciamo un po’ di festa
con spumante e le squisite torte preparate da Franco. Dopo cena facciamo un
giro per il centro che tuttavia, non si presenta molto vivace; è probabile
comunque che il movimento qui inizi molto, ma molto tardi la sera.
Oggi
abbiamo percorso solo 138 km. che portano ad un totale progressivo di km.
2.472.
MERCOLEDI 11/8/99 Questa mattina il tempo non promette assolutamente niente di buono e non siamo affatto decisi ad affrontare la gita alle dune di sabbia allo Slowinski Park, che rendono famosa questa località. Tuttavia, con un po’ di coraggio rompiamo gli indugi e ci incamminiamo uscendo dal camping a sinistra verso la località di Rabka che dista circa 1,5 km. (ci si può andare anche con il camper perché c’è un parcheggio). L’ingresso al parco Slowinski costa 2 Sloty, al cambio poco meno di 1.000 lire Italiane. Qui si può prendere un trenino a trazione elettrica (costo 2 sloty a persona) che ci porta alla località di Wyrzutnia con un percorso di circa 3,5 km.; in alternativa ovviamente si può proseguire a piedi o si possono noleggiare biciclette. Dalla località suddetta (Wyrzutnia) bisogna compiere un ulteriore tratto pedonale di circa km. 2.5 prima di giungere ai piedi delle dune che appaiono improvvisamente alla fine del bosco. Ci togliamo ovviamente le scarpe per risalire l’erta china sabbiosa (c’è un sacco di gente) e alla sommità il ns. occhio si perde sull’immensa distesa sabbiosa e sulle dune mobili (si spostano sotto l’impeto del vento e pietrificano la vegetazione circostante - da qui l’appellativo del luogo indicato come il “Sahara Polacco”). Si può anche vedere il grande lago Jezioro Lebsko formato all’interno dalle alture sabbiose che lo separano dal mar Baltico. Tira vento freddo e il cielo minaccia temporale; sono le 12 circa e abbiamo l’occasione di vedere anche l’eclissi di sole senza lenti annerite perché un velo sottile di nuvole vela il cielo facendo da buon filtro. Appena scesi dalle colline sabbiose si scatena un forte acquazzone che ci accompagna per i primi 2,5 km. nel bosco; fradici, nonostante il minimo di attrezzatura che ci eravamo portati appresso, ritorniamo alla località Wyrzutnia dove c’è una folla notevole in attesa del trenino; ha smesso di piovere ma piuttosto che aspettare fermi al fresco io e i coniugi Peruzzi preferiamo proseguire a piedi (arriveremo prima noi!). A Rabka gli altri preferiscono attendere un altro mezzo per ritornare al camping; noi proseguiamo ancora a piedi (alla fine saranno più di 9 km. fatti) : tra l’altro i Gramola e gli altri della famiglia Cavaggion non scendono come pensavano davanti al camping ma il trenino, che non effettua fermate, li scarica in centro a Leba e devono rientrare così a piedi con notevole ritardo. Il tempo è molto variabile e tira un vento freddo; la serata è molto breve perché ci chiudiamo nei mezzi molto presto.
GIOVEDI 12/8/99 Questa
mattina fa veramente freddo e nuvole minacciose corrono in cielo sospinte dal
forte vento. Saldiamo il conto del camping (solo circa lit. 17.000 al giorno
per noi 4). Si lascia Leba e si ripercorre a ritroso la strada 214 per km. 28
fino a Lebork; si prosegue verso sud lungo la strada 212 in direzione di Bytow
(a km. 55 da Lebork) attraversando la parte terminale del Krajobrazowy. La
strada passa attraverso una fitta foresta ed in qualche tratto ricorda
vagamente il paesaggio della Svezia. Non piove ma il vento ha spazzato
l’atmosfera che presenta contrasti di colore interessanti; appena superata la
cittadina di Bytow ci dobbiamo fermare in coda a causa di un incidente stradale
che ci fa perdere circa mezz’ora di tempo; si riparte in direzione di Chojnice
(a km. 62 da Bytow) sfiorando un altro parco naturale. Scendiamo sempre più a
sud ora lungo la strada 23 in direzione
di Bydgoszcz (a 95 km. da Chojnice) che raggiungiamo e superiamo subito dopo
esserci fermati a pranzare nel piazzale di una stazione di servizio. Sbagliamo
l’aggiramento della città e allunghiamo di conseguenza il percorso di 30 km. ca
dirigendoci a destra verso Pila lungo
la statale 10 per poi deviare a
sinistra all’altezza del paese di Nakto nad Notecia
per dirigerci in direzione di Poznan lungo la strada 241 (fino a
Wagrowiec km. 80 da Bydgoszcz) e poi
lungo la strada 196 per la grande città industriale di Poznan (a km. 60 circa
da Wagrowiec). La strada dopo Bytow è diventata abbastanza noiosa: ricordo
comunque che subito dopo il centro di Nako nad Notecia mi sono sfrecciati
improvvisamente davanti al camper in un
tratto rettilineo con macchie boscose ai lati
tre cervi che si sono naturalmente dileguati. E’ da rimarcare comunque che
la situazione delle strade è migliorata da Lebork in poi; permettendoci così di
tenere una buona media. Prima di entrare a Poznan troviamo una lunga colonna di
veicoli fermi (senso unico alternato per lavori in corso) che ci fa perdere
parecchio tempo prezioso e poi la tangenziale è molto trafficata e con parecchi
semafori. Mentre ormai il sole volge al tramonto percorriamo la strada E261 che
superando i paesi di Koscian , Leszno, Rawicz e Trzebnica
ci conduce in altri 150 km. ca. ci porta a
Wroclaw- Breslavia. Il minimo di percorso che avevamo studiato per arrivare al
camping ci viene mandato all’aria da una lunga deviazione per lavori stradali
all’ingresso della città: domandiamo indicazioni che trovano vaghe risposte (o
non sanno dov’è il camping o rispondono in Polacco!) e
anche i ragazzi non hanno alcuna nozione di lingue straniere). Le
strade sono veramente orribili in città dove tra l’altro bisogna fare i conti
con i binari dei filobus e le auto che passano volentieri anche a destra.
Comincia a fare buio e il nervosismo aumenta nel rendersi conto di non trovare
la strada; solo grazie al contributo di una cortese (e bella) benzinaia
riusciamo a venirne fuori e capitiamo quasi
senza rendercene conto davanti al camping
Sleza. E’ buio, la reception è tetra, ma la stanchezza è notevole e pertanto ci
sistemiamo in fretta (sono le ore 21 passate e tra l’altro sembra un luogo
pieno di zanzare) per cenare e dormire.
La lunga traversata da nord a sud della
Polonia è stata di km. 571 per un totale progressivo parziale di km. 3.043.
VENERDI 13/8/99 Abbiamo
deciso di terminare qui il ns. viaggio in Polonia e di dirigerci verso Praga.Il
camping, che ora con il chiaro possiamo vedere meglio è a dir poco fatiscente.
Paghiamo il conto (sulle 20.000 lire) e usciamo, o meglio cerchiamo di uscire
dalla città. In realtà prima sbagliamo strada e ci ritroviamo lungo una stretta
strada in aperta campagna e pertanto ritorniamo in città : le strade cittadine
sono veramente dissestate in modo incredibile, e la pavimentazione ricorda le
strade dell’antica Roma!!. Tra sobbalzi e vibrazioni incredibili dello sterzo
usciamo dal centro cittadino e ci dirigiamo verso sud lungo la strada E67.
Il fondo stradale è ora buono attraversando
una zona collinare e passando per i centri di Niemcza e Zabkowice Slaskie (a
circa 60 km. da Wroclaw). Si prosegue su tratti molto ondulati fino alla
cittadina di Klodzko (altri 23 km.) dove ci fermiamo a pranzare in un ampio
parcheggio di un grande magazzino; vicino troviamo un supermercato di generi
alimentari dove spendiamo gli ultimi soldi Polacchi. Il sole che ci aveva
accompagnato ha lasciato spazio a nuvole minacciose ma per il momento non
piove. Da Klodzko proseguiamo nel primo pomeriggio verso l’ormai vicina
frontiera con la Rep. Ceca sfiorando il parco naturale Narodowi e, superato il
centro di Kudova Zdroj (km. 35 da Klodzko) solo altri 5 km. ci separano dalla
dogana. Breve colonna di veicoli e controllo dei passaporti; solo sul mio
camper il poliziotto ha voluto entrare a ispezionare!! Il primo centro dopo
alcuni km. è Nachod e noi proseguiamo sempre sulla E6711 prima per la città di
Hradec Kralove (a km. 42 dalla frontiera) e successivamente per Podebrady
(altri 60 km. ca.). Gli ultimi 50 km. circa che ci separano da Praga (la strada
prende il nr. 611) si fanno in fretta e già dalla periferia della città
comincio a capire che trovare il “Caravan Camping” (suggerito da Francesco e
che si trova su una piccola isola in mezzo alla Moldava ) sarà una impresa
quasi proibitiva!. Troviamo nel frattempo alcune soluzioni alternative (un
campo sportivo adattato a campeggio e un piccolo camping adatto a tende) che
comunque scartiamo subito; chiediamo informazioni ad un taxi fermo sulla strada
e, vedendo la pianta stradale della città in possesso del tassista,
comprendiamo che la ns. mèta e assolutamente dalla parte opposta a dove ci
troviamo. A questo punto il tassista si offre di condurci al camping: decidiamo
subito che i 40 D.M. o le 40.000 lire italiane chieste vale il caso di
spenderle e pertanto ci accodiamo al taxi che, a velocità a dir poco sostenuta
lungo la tangenziale e vari svincoli ,ci porta in 20 minuti ca. giusto davanti
al cancello del camping risolvendoci il problema. Alla reception veniamo subito
cortesemente istruiti sui comportamenti da tenere durante le escursioni in
centro città dove bazzicano bande organizzate di borseggiatori e ci sistemiamo
per la cena e la notte. Anche qui il 90% dei campeggiatori è Italiano; la
serata è buona anche se fa fresco.
Oggi
abbiamo percorso km. 326 totali per un ammontare complessivo totale di km.
3.369 fatti.
SABATO 14/8/99 Bella giornata di sole! Acquistiamo alla reception i biglietti dell’autobus (valgono un’ora e costano 12 corone circa 700 lire e sono validi anche nella metropolitana) e saliamo sul primo autobus (passano 6-7 linee) che transita a circa 400 mt. dal camping. Dopo circa 1,5 km. scendiamo al capolinea e scendiamo al metro e dopo 4 fermate ci troviamo a Mustek, in centro. Ci appare subito davanti la famosa Vaclavské namesti (Piazza S. Venceslao); più che a una piazza, viste le sue grandi dimensioni di mt. 750 x 60, assomiglia ad un boulevard parigino; ai lati ci sono vari alberghi tra cui l’”Europa” gioiello di architettura Liberty, ristoranti, caffè, gallerie , negozi, cinema e casinò a testimonianza anche di una economia senz’altro più forte della ‘povera’ Polonia. Ai piedi del monumento dedicato al Santo a cavallo viene ricordato il sacrificio del giovane J. Palach che nel gennaio 1969 qui si arse vivo per protestare contro l’occupazione militare delle truppe del Patto di Varsavia. La giornata è soleggiata e la bellezza della città invoglia alla lunga passeggiata e pertanto andiamo a vedere la Torre delle Polveri, passiamo davanti al grande Teatro degli Stati Generali, e passando lungo la via Celetna ulice vediamo bellissimi edifici e stupendi negozi di cristalleria di Boemia e di prodotti artigianali in legno. A pochi isolati c’è l’incantevole piazza di Staré Mesto, bella e da fotografare da qualsiasi angolo: di particolare ricordo la torre con l’orologio astronomico del Municipio e la sua serie di personaggi allegorici, la chiesa gotica di S. Maria di Tyn con la coppia di campanili e la non meno interessante e quasi dirimpettaia chiesa di S. Nicola. Questa piazza deve essere molto bella anche di sera e pertanto prima di partire, magari domani, ci ripromettiamo di tornare; dopo avere tanto camminato viene anche fame e pertanto, tornando verso piazza S. Venceslao, accontentiamo anche il desiderio di Giulia passando per uno spuntino al Mc Donald’s. Ritorniamo ancora in piazza Staré Mesto e percorriamo poi la caratteristica via Karlova al termine della quale la torre di Staré Mesto (bel colpo d’occhio salendoci) fa da ingresso con il suo arco al Ponte Carlo, uno dei simboli per eccellenza di Praga. Dalla parte opposta del ponte si apre il pittoresco quartiere di Mala Strana dominato dal Castello e dalle guglie dell’imponente cattedrale; questa parte della città la vedremo domani e pertanto alla fine del Ponte Carlo (lungo più di 500 mt) deviamo a destra e ci dirigiamo verso la stazione Malostranska della metropolitana -linea verde- per tornare a Mustek. Non eravamo informati che questa fermata era temporaneamente chiusa per lavori e pertanto, attraversando il ponte Manesuv sulla Moldava, dobbiamo continuare per circa un altro km. fino alla fermata successiva di Staroméstska.- Breve attesa e in 2 minuti - si scende alla prima fermata - al Mustek, saliamo sul metro della linea gialla per fare a ritroso il percorso fatto in mattinata (bus compreso) e raggiungiamo il camping. Doccia ristoratrice (le docce pur ovviamente separate per donne e uomini sono comunque come “in caserma” e conseguentemente ci si lava assieme: qualcuno però si vergogna e non se la sente) e cena ristoratrice. Qualche chiacchiera e tutti a nanna.
DOMENICA 15/8/99 Giornata tersa ma disturbata da un forte vento. Franco ha un potente raffreddore e preferisce restare in camper. Il resto del gruppo -solito tragitto- si avvia in città : ci rechiamo nel quartiere ebraico Josefov dove vediamo il Municipio Ebraico con la caratteristica torre, la sinagoga e uno scorcio del cimitero. Passiamo davanti alla Casa degli Artisti e passiamo sul ponte Manesuv (percorso ieri sera) per portarci verso il quartiere di Mala Strana; strette vie in salita ci conducono al castello Reale dove c’è ovviamente molta gente che aspetta di entrare. Dai suoi grandi cortili si passa agevolmente alla piazza della Cattedrale di S. Vito, così imponente che non riesco proprio ad inquadrarla per intero nell’obiettivo della macchina fotografica; purtroppo è chiusa e quindi non possiamo visitare l’interno.Tra una ressa incredibile vediamo anche la caratteristica Viuzza d’Oro le cui piccole abitazioni sono ora negozi di souvenir Mezzogiorno arriva presto e pertanto come concordato con Franco - ritorniamo in campeggio alle 13,15 per il pranzo e un po’ di riposo; nel tardo pomeriggio, come ci eravamo ripromessi, ritorniamo tutti in centro città con meta piazza S. Venceslao e ovviamente la piazza di Staré Mesto : ceniamo in pizzeria e, nonostante un po’ di perplessità, la pizza non era male (noi 4 abbiamo speso circa 35.000 lire tot.). Come si pensava la piazza di Stare Mesto, il Ponte Carlo e la prospiciente collina con il Castello e la Cattedrale viste con l’illuminazione notturna sono veramente affascinanti!. In metropolitana durante il ritorno Francesco sfugge fortunatamente ad un borseggio!! Il camper e soprattutto il suo letto è mèta ambita ed il sonno non tarda ad arrivare.
LUNEDI 16/8/99 Arrivederci Praga! Il cielo
è nuvoloso ma non minaccia . Dobbiamo uscire dalla città cercando di evitare
l’autostrada dato che non abbiamo acquistato il bollino per poterla utilizzare;
la via più praticabile dal ns. punto di partenza è di percorrere la strada E48
verso occidente in direzione di Karlovy Vary per una ventina di km. per poi
deviare verso sud lungo la strada 30
nei pressi di Kladno in direzione di
Beroun. Le indicazioni stradali sono molto precarie ed in sostanza ci perdiamo
in campagna in una miriade di piccole frazioni assolutamente inesistenti sulle
carte stradali. Dopo avere vagato per una trentina di km. troviamo finalmente
le indicazioni giuste e su un percorso collinare molto tortuoso giungiamo a
Beroun (abbiamo fatto circa 8 km.) che, nonostante le scarse indicazioni, si
presenta come un discreto centro.Qui per un brevissimo tratto
di circa 10 km. rischiamo ed entriamo in
autostrada per uscire subito in località Zdice e proseguire verso sud sempre
percorrendo la strada 30 in direzione di Pribram (a km. 39 da Beroun); la
strada è molto stretta e piuttosto trafficata e di conseguenza la velocità deve
essere tenuta molto bassa. Dopo Pribram finalmente la carreggiata migliora
notevolmente e dopo circa 40 km. deviamo sulla sinistra sulla E49
che attraverso le cittadine di Pisek (a 50
km. da Pribram), Vodnany, e la città di Ceské Budejovice (53 km. da Pisek) ci
avvicina al confine con l’Austria. Il tempo andando verso sud peggiora e
qualche goccia di pioggia comincia a cadere proprio alla periferia di Ceské
Budejovice; la strada che ora è
diventata la E55 è sempre ondulata e
passa attraverso rade zone boschive e gli ultimi 35 km. per arrivare alla
frontiera passano velocemente. Il clima è abbastanza fresco e alla frontiera
c’è una fila di mezzi lunga circa 400 mt. in attesa di transitare. Franco e
Francesco passano piuttosto velocemente; i ns. documenti ci vengono restituiti
celermente ma un doganiere che si trovava all’esterno del posto di frontiera ci
ferma e ci chiede se dobbiamo dichiarare eventuali acquisti di sigarette e
liquori. Alla ns. risposta negativa (effettivamente non avevamo acquistato
proprio niente) ci chiede di salire sul camper e ispeziona meticolosamente
tutti i mobili, il frigorifero, i cassetti , il bagno e perfino sotto le
coperte della mansarda! Ovviamente
tutto ok! ma i commenti degli altri (che nel frattempo ci aspettano ridendo)
sul mio aspetto evidentemente equivoco, si sprecano. L’ Austria ci accoglie con
un tempo decisamente autunnale: cielo grigio e pioggia ci accompagnano verso
Freistadt (km. 18 dalla frontiera) mentre scorgiamo un capriolo su un prato al
limitare del bosco ed un veloce scoiattolo ci attraversa la strada.- Poco più
di altri 20 km. soprattutto in discesa ci portano all’inizio dell’autostrada A7
che in breve ci conduce a Linz (traffico intenso durante l’attraversamento del
tratto cittadino); da qui altri circa 130 km. sull’autostrada A1 ci separano da
Salisburgo passando vicino ai laghi di Attersee e Mondsee che a malapena si
intravedono a causa della fitta pioggia. Usciamo a Salisburgo Nord e dopo poche
centinaia di metri troviamo le indicazioni di 2 campeggi.Tralasciamo le
indicazioni che ci porterebbero ad un camping in collina sulla destra ed al
primo semaforo giriamo a sinistra verso il camping Kasern
(a 275 scellini/giorno per noi 4) che ci
ospiterà per le ultime due notti di questo viaggio. Il camping è carino con un
bel gruppo servizi; purtroppo deve avere piovuto molto qui ed il terreno è
fradicio d’acqua e molto fangoso. Il mezzo di Francesco sprofonda nel
pantano e nonostante il pronto aiuto di
altri campeggiatori tedeschi, solo trainandolo con il camper di Franco
riusciamo a smuoverlo. Fa piuttosto freddo e dopo cena, mentre le ragazze
giocano a carte, ci riuniamo da Franco per il caffè e la ovvia grappetta prima
di andare sotto le coperte.
La percorrenza odierna è stata di km. 455 per un
totale parziale di km. 3.824.
MARTEDI 17/08/99 E’ piovuto a scrosci per buona parte della notte e questa mattina molte nuvole coprono quasi interamente il cielo. Prendiamo il bus proprio davanti al camping ed in circa 15 minuti di tragitto arriviamo nei pressi del centro città appena oltrepassato il Staats Brucke (il ponte sulla Salzach). Da qui inizia il centro pedonale e percorrendo le strette e caratteristiche vie passiamo prima davanti alla casa natale di Mozart e ci portiamo nel cuore della città vecchia, alla cattedrale (Dom) che si trova isolata a delimitare ben 3 piazze. Saliamo a piedi per l’erta salita che ci conduce alla Hohensalzburg, la bianca turrita fortezza che domina la città; paghiamo 90 scellini per l’ingresso all’esterno (biglietto famiglia) ed altri 100 scellini per la visita all’interno che viene illustrata in Italiano servendosi di “cellulari” (come in uso anche al castello di Versailles). Bel panorama sulla città e sulle colline circostanti dalla sommità di una delle torri. Scendiamo nuovamente in centro mentre una lunga fila di persone attende di salire sulla funicolare che funziona a pieno ritmo per coloro che non vogliono salire a piedi. Panini e bibite seduti all’aperto in un bar mettono a tacere i reclami dello stomaco; la piazza è animatissima (sono numerosi coloro che suonano violini o altri strumenti in piazza e c’è anche un pittoresco clown che si diletta a ‘scimmiottare’ gli atteggiamenti dei passanti. Visitiamo anche due incredibili negozi di addobbi natalizi di cui uno vende veri tuorli di uova dipinti con varie allegorie. Proseguiamo lungo la riva della Salzach e ci dirigiamo verso il vicino Schloss Mirabell (palazzo d’estate degli arcivescovi principi) dove possiamo ammirare l’elegante e fiorito giardino barocco. Il tempo ha ‘tenuto’ ed il clima fresco ci ha agevolato la lunga passeggiata. Facciamo un po’ di spesa di alimentari in un bel supermercato Meinl proprio davanti la fermata del bus che poco dopo arriva e ci riporta al camping Kasern per trascorrere la ns. ultima notte prima del ritorno a casa.
MERCOLEDI 18/8/99 C’è un po’ di sole questa
mattina. Paghiamo il camping (noi 550 scellini per 2 notti) e dopo poche
centinaia di mt. entriamo in autostrada (A10) con direzione Villach. Si
percorre un bel tratto in leggera ma continua salita (con molte gallerie) fin
nei pressi di Radstadt (km. 77 circa da Salisburgo) dove è obbligatorio uscire
a causa dell’interruzione stradale del tunnel dei Tauri, dopo il tragico
incendio verificatosi la scorsa primavera. La strada statale 99 è in buone
condizioni ma presenta alcuni tratti di salita veramente impegnativa per i
mezzi fino al paese di Obertauern (km. 22 da Radstadt) ed all’ormai vicinissimo
passo Tauer che si trova tra fitti banchi di nebbia a 1.739 mt. s.l.m. Breve
sosta per riposare il motore e ripida discesa per il versante opposto (marce
basse!) fino al paese di St. Michael im Lungau (km. 25 dal passo) dove
rientriamo in autostrada; la deviazione ha di poco allungato il percorso ma ha
fatto perdere molto tempo. Appena
entrati in autostrada c’è un lungo tunnel a pagamento (10.000 lire anche se
abbiamo ovviamente già la vignette) e la pioggia ci accompagna fin quasi a
Spittal a.d. Drau (km. 180 circa da Salisburgo); breve schiarita e poi da
Villach (38 km. da Spittal) temporale e pioggia a dirotto fino al confine
Italiano e giù fin nei pressi di Tolmezzo, dove ci fermiamo per il pranzo in
un’area autostradale. Proseguimento verso Udine (il caldo e l’afa della pianura
cominciano a fari sentire) e quindi Mestre, Padova e a Vicenza dove arriviamo
verso le 16.
La percorrenza di questo
ultimo giorno è stata di km. 536 per un totale complessivo finale di km.
4.360.